Un piccolo contributo da un vecchio ignorante: mi chiedo perché tanti di noi amino la compravendita dei calciatori? Forse perché ci vedono una possibilità di crescita sportiva?
Senza andare lontano, se guardiamo dall'altra parte del Tevere dico: avranno fatto compravendita compulsiva nell'ultimo decennio? Hanno venduto a tanti milioni il portiere ora al Liverpool e quello ora al Barcellona, il difensore ora al PSG e capitano del Brasile, il brillantissimo attaccante egiziano ora al Liverpool e tanti altri che non ricordo e hanno pure una proprietà ricca e però non hanno vinto praticamente niente e sono riusciti pure nell'impresa di dissestare i loro conti.
Vicino a dove abito io ho l'esempio della Fiorentina, dove ha operato anche il valente Corvino, con una proprietà americana molto più facoltosa degli americani che lavorano nella Capitale, con un bacino di utenza che dicono pari al nostro (io non ci credo), costoro hanno fatto milioni e milioni di plusvalenze vendendo attaccanti alla Juventus (ne ricordo 4) e non hanno vinto proprio niente, ma almeno loro hanno mantenuto i conti in ordine.
Poi è vero, ci sono realtà che vendendo sono cresciute e hanno vinto qualcosa come Napoli e Atalanta, ma io ho visto vincere estemporaneamente anche il Cagliari o il Verona per esempio.
Io sono vecchio e vi dico che la penso come il vituperato Lotito: se ho la fortuna di trovare un campione me lo tengo, con il campione ottengo risultati (6 trofei), con i risultati attiro attenzione da parte di altri potenziali campioni e il risultato finale è che con la proprietà più povera della seria A io continuo a divertirmi a veder giocare la Lazio e riesco a ricordare a memoria le sue formazioni, come facevano tutti i tifosi italiani un po' di decenni fa.
Scusate l'intrusione, torno a leggervi in silenzio con grandissima ammirazione per i contenuti e la capacità di scrivere di tanti utenti