A questa Lazio che comunque presenta lacune in alcuni settori del campo, penso ai centrali di difesa e alle scelte in attacco, non serviva uno scienziato per raddrizzare la baracca ma solo un tecnico saggio che conoscendo le caratteristiche dei giocatori trovasse il modo per farli rendere al meglio secondo le loro caratteristiche, insomma serviva un "normalizzatore".
Per mesi ci siamo detti che Ledesma e Biglia non potevano giocare assieme, poi con Reja abbiamo scoperto che la coppia di registi argentini altro non è che la riproposizione della vecchia coppia Ledesma Matuzalem, solo che se gli chiedi di "dominare" l'avversario molto probabilmente ti esponi a figuracce.
Insomma la rosa della Lazio non era sicuramente da terzo posto ma nemmeno l'ammasso di pippe che sembravano essere diventati da gennaio a dicembre 2013.
E' bastato un po di buon senso per riavere una squadra non bella a vedersi ma estremamente redditizia in fatto di punti e quel sesto posto che due mesi fa distava 11 punti oggi è a sole 2 lunghezze e quel quinto posto che sembrava un miraggio a soli 3 punti, il tutto ovviamente senza cercare di "dominare" l'avversario.