Essi rosicano

Aperto da Zlatanana, 26 Mag 2013, 20:29

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karlsarzbringer

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L'atto finale, sublime, della rosicata massima. Della serie: dopo questo, rimane solo il suicidio...

todomodo

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C'è solo da sperare che continuino così per sempre.
Più si agitano e più è un piacere starli a guardare.

cuchillo

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Mi spiace molto leggere da Giancarlo Dotto un pezzo così banale, rancido, stantìo. Se non avessi letto la firma avrei pensato a un pezzo di Lucio Caracciolo, di un triste giornalista così, insomma.
Non un guizzo retorico, ironia zero, ruffianeria di terz'ordine.

Peccato, perché era un mio intellettuale di riferimento. E al biografo di Carmelo Bene io portavo rispetto e una punta di devozione.

Che brutta fine.

baol

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Citazione di: Giancarlo Dotto link=http://www.laroma24.it/index.php?show=article&artid=86962 date=1370415518
Giancarlo Dotto sul "Corriere dello Sport":

...

...
Quasi quasi, se rinasco, rinasco laziale.

Minaccia andata a vuoto.
Se rinascerai, sapremo riconoscerti, e non solo dai colori della maglietta:




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Dusk

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Citazione di: laziAle82 il 05 Giu 2013, 09:42
Rosicata colossale senza dubbio.
Ma.
Questi articoli hanno cassa di risonanza nazionale.
A me fa male che permettano di scrivere certe cose sulla nostra società.
Non mi pare che su quotidiani nazionali (e non giornaletti da tifosi) siano mai usciti articoli tali a parti invertite o su qualsiasi altre società.

Ragione per cui ogni volta che qualcuno dice "checcefregastannoarosicà" mi incavolo, ricordando come quello mediatico sia un potere immenso che incide sulla totalità dell'ambiente in cui si propaga, alterando la realtà e, conseguentemente, gli equilibri in maniera anche molto pesante e con esiti potenzialmente nefasti su chi è vittima di tale discriminazione.

Quando nel mio post precedente, nella parte conclusiva, parlavo di invito ai cecchini a sparare non intendevo in senso metaforico, intendevo descrivere quello che succede, solitamente, in contesti drammatici.

italicbold

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E' la coda della lucertola, questo articolo. Che si muove anche se il corpo é già bello che morto.
E ti credo che se rinasce vorrebbe rinascere laziale. Estrema e assoluta dichiarazione di inferiorità.
Restiamo a una discussione di sociologia della domenica.
Ci pensavo giusto ieri.
Ci sono molti segni che potrebbero far pensare al canto del cigno di una realtà sociale, e sociologica, ormai esangue.
Perché l'asroma non é sport, o calcio, non lo é mai stato. E' sempre stata solo e soltanto uno strumento sociologico, machiavellico, per controllare le istanze sociali più violente. L'espressione più pura e volgare del panem et circensem.
Una squadra, una società sportiva compete, gareggia, vince e perde. L'asroma no, da 86 anni loro non conoscono questi verbi.
E' una costruzione sociologica costruita su pedane di carte dialettiche, su palafitte di stronzate.
Che oggi, ora, mostra la corda. Sembra piegarsi su se stessa destinata ad affogare nella melma da cui provengono.
L'immagine della curva sud completamente vuota, l'abbandono al suo destino del capitano dei capitani, restato solo assieme al fido Sancho Panza Vito Scala per ritirare la medaglietta di gesso attorniato dalla nostra umana felicità, ne é un segno profondo.
Come lo é lo stesso sorriso di Ilary Blasi, mentre consola la figlia piangente. La sconfitta delle merde é come una barbie caduta dal balcone.
E la fine del sogno, del loro sogno.
Non reagiscono neanche più.
Avete fatto caso che negli ultimi 30 anni ogni derby vinto dalla Lazio é finito sempre in rissa, vuoi perché un giocatore della Lazio ha osato festeggiare un gol, vuoi perché non era previsto nel copione del regista. Ma hanno sempre perso male, insultando, rosicando, scatenando finimondi.
Domenica scorsa no.
C'é stato l'abbandono, la fuga, il game over.
Hai voglia a raccontare di sogni americani, di pippo pluto e paperino, di 85 milioni di tifosi nel mondo, di Giulio Cesare e Impero.
Ormai non ci credono più neanche i bambini.
Ormai hanno sgamato anche loro l'incredibile fregatura, la catena al quale sono restati legati per anni.
Qualche giorno fa con inconsapevole lucida sintesi, un cretino radiofonico ha detto che la roma riempie gli spazi di una vita di merda. Mai riflessione fu più azzeccata.
Il problema é che ora, oggi, non siamo solo noi ad aver capito, ma anche molti di loro, che gli spazi di una vita di merda sono stati riempiti, anche grazie alle giaculatoria di Dotti, Cucci e Vocalelli vari, da altra merda.
E l'odore ormai arriva anche alle loro narici poco sviluppate.

Fateci caso, se avete amici romanisti, ormai non se le bevono più neanche loro le stronzate che gli raccontano.
Dei Drogba a Fiumicino, dei Robben con la penna in mano per firmare, dei Messi che sognano di sgroppare sui campacci ai bordi dell'ardeatina. E' diventato sempre più complicato.

Trigoria é Berlino ai primi di aprile del 1945.


BiancoCeleste

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Scusa Dusk, ma stavolta l'unica cosa che si può pensare è 'checcefregastannoarosicà' e godere della rosicata.
Il potere mediatico in mano ai giornalisti è indiscutibilmente forte, ma quest'articoletto credo faccia ridere anche i tifosi delle altre squadre. Con le dovute proporzioni, è come se un paio di anni fa noi avessimo letto il pezzo di un milanista che sosteneva che l'Inter non esiste, nonostante scudetti vari, Champions' vinta, altre coppette sparse: cosa avremmo pensato? Poveraccio, sta a rosicà. Ecco, Dotto rosica. E inoltre s'attaccarcà e selapijandercù.

laziAle82

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Citazione di: BiancoCeleste il 05 Giu 2013, 09:58
Scusa Dusk, ma stavolta l'unica cosa che si può pensare è 'checcefregastannoarosicà' e godere della rosicata.
Il potere mediatico in mano ai giornalisti è indiscutibilmente forte, ma quest'articoletto credo faccia ridere anche i tifosi delle altre squadre. Con le dovute proporzioni, è come se un paio di anni fa noi avessimo letto il pezzo di un milanista che sosteneva che l'Inter non esiste, nonostante scudetti vari, Champions' vinta, altre coppette sparse: cosa avremmo pensato? Poveraccio, sta a rosicà. Ecco, Dotto rosica. E inoltre s'attaccarcà e selapijandercù.
il punto è proprio questo: l'articolo del milanista non lo hai letto su un quotidiano nazionale perchè nessuno si sarebbe sognato di scriverlo e pubblicarlo.

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karlsarzbringer

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Citazione di: italicbold il 05 Giu 2013, 09:56
E' la coda della lucertola, questo articolo. Che si muove anche se il corpo é già bello che morto.
E ti credo che se rinasce vorrebbe rinascere laziale. Estrema e assoluta dichiarazione di inferiorità.
Restiamo a una discussione di sociologia della domenica.
Ci pensavo giusto ieri.
Ci sono molti segni che potrebbero far pensare al canto del cigno di una realtà sociale, e sociologica, ormai esangue.
Perché l'asroma non é sport, o calcio, non lo é mai stato. E' sempre stata solo e soltanto uno strumento sociologico, machiavellico, per controllare le istanze sociali più violente. L'espressione più pura e volgare del panem et circensem.
Una squadra, una società sportiva compete, gareggia, vince e perde. L'asroma no, da 86 anni loro non conoscono questi verbi.
E' una costruzione sociologica costruita su pedane di carte dialettiche, su palafitte di stronzate.
Che oggi, ora, mostra la corda. Sembra piegarsi su se stessa destinata ad affogare nella melma da cui provengono.
L'immagine della curva sud completamente vuota, l'abbandono al suo destino del capitano dei capitani, restato solo assieme al fido Sancho Panza Vito Scala per ritirare la medaglietta di gesso attorniato dalla nostra umana felicità, ne é un segno profondo.
Come lo é lo stesso sorriso di Ilary Blasi, mentre consola la figlia piangente. La sconfitta delle merde é come una barbie caduta dal balcone.
E la fine del sogno, del loro sogno.
Non reagiscono neanche più.
Avete fatto caso che negli ultimi 30 anni ogni derby vinto dalla Lazio é finito sempre in rissa, vuoi perché un giocatore della Lazio ha osato festeggiare un gol, vuoi perché non era previsto nel copione del regista. Ma hanno sempre perso male, insultando, rosicando, scatenando finimondi.
Domenica scorsa no.
C'é stato l'abbandono, la fuga, il game over.
Hai voglia a raccontare di sogni americani, di pippo pluto e paperino, di 85 milioni di tifosi nel mondo, di Giulio Cesare e Impero.
Ormai non ci credono più neanche i bambini.
Ormai hanno sgamato anche loro l'incredibile fregatura, la catena al quale sono restati legati per anni.
Qualche giorno fa con inconsapevole lucida sintesi, un cretino radiofonico ha detto che la roma riempie gli spazi di una vita di merda. Mai riflessione fu più azzeccata.
Il problema é che ora, oggi, non siamo solo noi ad aver capito, ma anche molti di loro, che gli spazi di una vita di merda sono stati riempiti, anche grazie alle giaculatoria di Dotti, Cucci e Vocalelli vari, da altra merda.
E l'odore ormai arriva anche alle loro narici poco sviluppate.

Fateci caso, se avete amici romanisti, ormai non se le bevono più neanche loro le stronzate che gli raccontano.
Dei Drogba a Fiumicino, dei Robben con la penna in mano per firmare, dei Messi che sognano di sgroppare sui campacci ai bordi dell'ardeatina. E' diventato sempre più complicato.

Trigoria é Berlino ai primi di aprile del 1945.

92 minuti di applausi. In piedi.

BiancoCeleste

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E infatti, come ho scritto prima, è questo l'aspetto 'scandaloso', che sia stato pubblicato su un quotidiano nazionale.
Ma per il resto è una immensa rosicata, scritta con la verve di un ragazzino delle medie che vuol fare incavolare i suoi compagnucci.

Ovviamente poi condivido la lucidissima analisi di italicbold.

todomodo

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Citazione di: italicbold il 05 Giu 2013, 09:56
E' la coda della lucertola, questo articolo. Che si muove anche se il corpo é già bello che morto.
E ti credo che se rinasce vorrebbe rinascere laziale. Estrema e assoluta dichiarazione di inferiorità.
Restiamo a una discussione di sociologia della domenica.
Ci pensavo giusto ieri.
Ci sono molti segni che potrebbero far pensare al canto del cigno di una realtà sociale, e sociologica, ormai esangue.
Perché l'asroma non é sport, o calcio, non lo é mai stato. E' sempre stata solo e soltanto uno strumento sociologico, machiavellico, per controllare le istanze sociali più violente. L'espressione più pura e volgare del panem et circensem.
Una squadra, una società sportiva compete, gareggia, vince e perde. L'asroma no, da 86 anni loro non conoscono questi verbi.
E' una costruzione sociologica costruita su pedane di carte dialettiche, su palafitte di stronzate.
Che oggi, ora, mostra la corda. Sembra piegarsi su se stessa destinata ad affogare nella melma da cui provengono.
L'immagine della curva sud completamente vuota, l'abbandono al suo destino del capitano dei capitani, restato solo assieme al fido Sancho Panza Vito Scala per ritirare la medaglietta di gesso attorniato dalla nostra umana felicità, ne é un segno profondo.
Come lo é lo stesso sorriso di Ilary Blasi, mentre consola la figlia piangente. La sconfitta delle merde é come una barbie caduta dal balcone.
E la fine del sogno, del loro sogno.
Non reagiscono neanche più.
Avete fatto caso che negli ultimi 30 anni ogni derby vinto dalla Lazio é finito sempre in rissa, vuoi perché un giocatore della Lazio ha osato festeggiare un gol, vuoi perché non era previsto nel copione del regista. Ma hanno sempre perso male, insultando, rosicando, scatenando finimondi.
Domenica scorsa no.
C'é stato l'abbandono, la fuga, il game over.
Hai voglia a raccontare di sogni americani, di pippo pluto e paperino, di 85 milioni di tifosi nel mondo, di Giulio Cesare e Impero.
Ormai non ci credono più neanche i bambini.
Ormai hanno sgamato anche loro l'incredibile fregatura, la catena al quale sono restati legati per anni.
Qualche giorno fa con inconsapevole lucida sintesi, un cretino radiofonico ha detto che la roma riempie gli spazi di una vita di merda. Mai riflessione fu più azzeccata.
Il problema é che ora, oggi, non siamo solo noi ad aver capito, ma anche molti di loro, che gli spazi di una vita di merda sono stati riempiti, anche grazie alle giaculatoria di Dotti, Cucci e Vocalelli vari, da altra merda.
E l'odore ormai arriva anche alle loro narici poco sviluppate.

Fateci caso, se avete amici romanisti, ormai non se le bevono più neanche loro le stronzate che gli raccontano.
Dei Drogba a Fiumicino, dei Robben con la penna in mano per firmare, dei Messi che sognano di sgroppare sui campacci ai bordi dell'ardeatina. E' diventato sempre più complicato.

Trigoria é Berlino ai primi di aprile del 1945.

Parola per parola, virgola per virgola: 100%.

Alex_k

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Boh, non lo so, ma se non è istigazione alla violenza questa ...

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sweeper77

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giustissimo italic, ma un articolo del genere su un quotidiano nazionale è da querela IMMEDIATA!
non ci sono i perchè, queste sono parole di offesa gratuite verso un popolo di tifosi e verso una società di calcio quotata in borsa.
Non ci sono scusanti

NandoViola

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Citazione di: italicbold il 05 Giu 2013, 09:56
E' la coda della lucertola, questo articolo. Che si muove anche se il corpo é già bello che morto.
E ti credo che se rinasce vorrebbe rinascere laziale. Estrema e assoluta dichiarazione di inferiorità.
Restiamo a una discussione di sociologia della domenica.
Ci pensavo giusto ieri.
Ci sono molti segni che potrebbero far pensare al canto del cigno di una realtà sociale, e sociologica, ormai esangue.
Perché l'asroma non é sport, o calcio, non lo é mai stato. E' sempre stata solo e soltanto uno strumento sociologico, machiavellico, per controllare le istanze sociali più violente. L'espressione più pura e volgare del panem et circensem.
Una squadra, una società sportiva compete, gareggia, vince e perde. L'asroma no, da 86 anni loro non conoscono questi verbi.
E' una costruzione sociologica costruita su pedane di carte dialettiche, su palafitte di stronzate.
Che oggi, ora, mostra la corda. Sembra piegarsi su se stessa destinata ad affogare nella melma da cui provengono.
L'immagine della curva sud completamente vuota, l'abbandono al suo destino del capitano dei capitani, restato solo assieme al fido Sancho Panza Vito Scala per ritirare la medaglietta di gesso attorniato dalla nostra umana felicità, ne é un segno profondo.
Come lo é lo stesso sorriso di Ilary Blasi, mentre consola la figlia piangente. La sconfitta delle merde é come una barbie caduta dal balcone.
E la fine del sogno, del loro sogno.
Non reagiscono neanche più.
Avete fatto caso che negli ultimi 30 anni ogni derby vinto dalla Lazio é finito sempre in rissa, vuoi perché un giocatore della Lazio ha osato festeggiare un gol, vuoi perché non era previsto nel copione del regista. Ma hanno sempre perso male, insultando, rosicando, scatenando finimondi.
Domenica scorsa no.
C'é stato l'abbandono, la fuga, il game over.
Hai voglia a raccontare di sogni americani, di pippo pluto e paperino, di 85 milioni di tifosi nel mondo, di Giulio Cesare e Impero.
Ormai non ci credono più neanche i bambini.
Ormai hanno sgamato anche loro l'incredibile fregatura, la catena al quale sono restati legati per anni.
Qualche giorno fa con inconsapevole lucida sintesi, un cretino radiofonico ha detto che la roma riempie gli spazi di una vita di merda. Mai riflessione fu più azzeccata.
Il problema é che ora, oggi, non siamo solo noi ad aver capito, ma anche molti di loro, che gli spazi di una vita di merda sono stati riempiti, anche grazie alle giaculatoria di Dotti, Cucci e Vocalelli vari, da altra merda.
E l'odore ormai arriva anche alle loro narici poco sviluppate.

Fateci caso, se avete amici romanisti, ormai non se le bevono più neanche loro le stronzate che gli raccontano.
Dei Drogba a Fiumicino, dei Robben con la penna in mano per firmare, dei Messi che sognano di sgroppare sui campacci ai bordi dell'ardeatina. E' diventato sempre più complicato.

Trigoria é Berlino ai primi di aprile del 1945.
vabbè, non ho parole, bacio per terra di condividere la mia fede sportiva con gente come te, anzi proprio con te.


JSM

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Stanno cercando di convincersi che esistono anche se non esistono e che noi non esistiamo pure se gli alziamo le coppe in faccia, bene...
E' il tentativo estremo di evitare l'estinzione.
Visto che loro sono la massima incarnazione del "popolo bue" e consumatore, probabilmente la tattica di Dotto verrà ripresa dai giornalari e ce ne accorgeremo già questa estate, se non altro per impedire crisi di sovrapproduzione di cianfrusaglie e bruchi.
Dobbiamo evitare che rialzino la testa, anche solo per pijacce un altro sganassone, per quanto ci è possibile e farli estinguere del tutto.
Se un meteorite non basta serve l'era glaciale.

genesis

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Citazione di: laziAle82 il 05 Giu 2013, 09:42
Rosicata colossale senza dubbio.
Ma.
Questi articoli hanno cassa di risonanza nazionale.
A me fa male che permettano di scrivere certe cose sulla nostra società.
Non mi pare che su quotidiani nazionali (e non giornaletti da tifosi) siano mai usciti articoli tali a parti invertite o su qualsiasi altre società.
Bisogna vedere se l'articolo è uscito nell'edizione nazionale del CdS.
Il CdS ha diverse edizioni territoriali, cambiano la prima pagina e varie pagine interne.

Rosicata colossale fatta da uno che passa per essere un'intellettuale.
Concordi con IC e Dusk.

Panzabianca

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Citazione di: italicbold il 05 Giu 2013, 09:56
E' la coda della lucertola, questo articolo. Che si muove anche se il corpo é già bello che morto.
E ti credo che se rinasce vorrebbe rinascere laziale. Estrema e assoluta dichiarazione di inferiorità.
Restiamo a una discussione di sociologia della domenica.
Ci pensavo giusto ieri.
Ci sono molti segni che potrebbero far pensare al canto del cigno di una realtà sociale, e sociologica, ormai esangue.
Perché l'asroma non é sport, o calcio, non lo é mai stato. E' sempre stata solo e soltanto uno strumento sociologico, machiavellico, per controllare le istanze sociali più violente. L'espressione più pura e volgare del panem et circensem.
Una squadra, una società sportiva compete, gareggia, vince e perde. L'asroma no, da 86 anni loro non conoscono questi verbi.
E' una costruzione sociologica costruita su pedane di carte dialettiche, su palafitte di stronzate.
Che oggi, ora, mostra la corda. Sembra piegarsi su se stessa destinata ad affogare nella melma da cui provengono.
L'immagine della curva sud completamente vuota, l'abbandono al suo destino del capitano dei capitani, restato solo assieme al fido Sancho Panza Vito Scala per ritirare la medaglietta di gesso attorniato dalla nostra umana felicità, ne é un segno profondo.
Come lo é lo stesso sorriso di Ilary Blasi, mentre consola la figlia piangente. La sconfitta delle merde é come una barbie caduta dal balcone.
E la fine del sogno, del loro sogno.
Non reagiscono neanche più.
Avete fatto caso che negli ultimi 30 anni ogni derby vinto dalla Lazio é finito sempre in rissa, vuoi perché un giocatore della Lazio ha osato festeggiare un gol, vuoi perché non era previsto nel copione del regista. Ma hanno sempre perso male, insultando, rosicando, scatenando finimondi.
Domenica scorsa no.
C'é stato l'abbandono, la fuga, il game over.
Hai voglia a raccontare di sogni americani, di pippo pluto e paperino, di 85 milioni di tifosi nel mondo, di Giulio Cesare e Impero.
Ormai non ci credono più neanche i bambini.
Ormai hanno sgamato anche loro l'incredibile fregatura, la catena al quale sono restati legati per anni.
Qualche giorno fa con inconsapevole lucida sintesi, un cretino radiofonico ha detto che la roma riempie gli spazi di una vita di merda. Mai riflessione fu più azzeccata.
Il problema é che ora, oggi, non siamo solo noi ad aver capito, ma anche molti di loro, che gli spazi di una vita di merda sono stati riempiti, anche grazie alle giaculatoria di Dotti, Cucci e Vocalelli vari, da altra merda.
E l'odore ormai arriva anche alle loro narici poco sviluppate.

Fateci caso, se avete amici romanisti, ormai non se le bevono più neanche loro le stronzate che gli raccontano.
Dei Drogba a Fiumicino, dei Robben con la penna in mano per firmare, dei Messi che sognano di sgroppare sui campacci ai bordi dell'ardeatina. E' diventato sempre più complicato.

Trigoria é Berlino ai primi di aprile del 1945.
Italic, complimenti. Grande pezzo.  :clap: Italic Montag...

italicbold

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Lazionetter
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Citazione di: sweeper77 il 05 Giu 2013, 10:06
giustissimo italic, ma un articolo del genere su un quotidiano nazionale è da querela IMMEDIATA!

Pensa che io, invece, ce farei le magliette con questo articolo.
Che dice in sostanza che abbiamo vinto più di loro, che abbiamo un presidente e un direttore sportivo che loro si sognano la notte e che se rinasce vorrebbe rinascere laziale.

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sempronio

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* 517
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Complimenti italic. Avrei voluto leggere una cosa del genere accanto all'articolo di Dotto di oggi.
Sembra solo a me che stiano cercando di trasformare Lotito in un prototipo del Laziale?
Per capirsi qual'è il momento topico della finale?
Io ho i flash in testa della partita...La rovesciata di Cana, Onazi che arriva sempre prima sulle palle vaganti, Mauri che non sbaglia una palla fino all'azione del goal, vagamente la palla che entra dentro e il boato, la traversa di totti di cui mi sarei occupato dopo perchè al momento non era possibile stabilire quanto accaduto e alla fine le ciabattate di Ciani, che valgono quanto il goal di Mancio in un altro derby in essenza del calcio e di come lo si gioca.

el jardinero

*
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* 5.086
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Citazione di: laziAle82 il 05 Giu 2013, 10:01
il punto è proprio questo: l'articolo del milanista non lo hai letto su un quotidiano nazionale perchè nessuno si sarebbe sognato di scriverlo e pubblicarlo.

Ma infatti l'aspetto parossistico della vicenda è il Corsport che presta il fianco a queste porcherie. Per contro, immagino la riunione di redazione di un direttore pericolosamente sbilanciato verso la captatio benevolentiae delle merde: " dai, dai, pubblichiamo, facciamo imbestialire i laziali e vendiamo una decina di copie in più", tanto per prolungare l'agonia di un giornale destinato a patetico oblìo, una sorta di accanimento terapeutico editoriale. Stavolta non ci siamo cascati perchè abbiamo ancora le bollicine che frizzano nel flute. Quindi, magari sticaxxi di Dotto che si qualifica per il fallito rosicone che è. Ma la connivenza del Corriere dello Sport dovrebbe spingerci a prendere qualche iniziativa. Anche perchè non abbiamo chi possa fare da contraltare in modo efficace.

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