ESCLUSIVA Radio Sei - Viviani su Reja: "Lavora 24 ore al giorno per la squadra...Accetta le critiche, però gli girano le scatole"
25.03.2011 20:27 di Ivan Pantani
Fonte: Ivan Pantani - LaLazioSiamoNoi.it
Finita la pausa forzata della Serie A per fare spazio alle nazionali, la Lazio alla ripresa affronterà al San Paolo il Napoli in uno scontro diretto che sa d'Europa. Sarà una partita sentita per Edy Reja avendo infatti allenato i partenopei per cinque anni traghettandoli dalla serie C fino all'Europa. Nella sua avventura napoletana Reja era coadiuvato dal suo amico e braccio destro Fabio Viviani, voluto fortemente dal tecnico friulano in veste di allenatore in seconda. Ultimamente le loro strade si sono incrociate di nuovo nella sfida tra Lazio e Portogruaro di Coppa Italia del 27 ottobre scorso (finita 3-0 per i biancocelesti, ndr): Viviani era subentrato da poco sulla panchina veneta. Per parlare del suo maestro e amico Reja, Fabio Viviani è stato contattato dai microfoni di Radio Sei.
Dopo essersi congedato da Reja dal ruolo di secondo allenatore al Napoli, sceglierà solo incarichi da primo allenatore o in futuro la rivedremo al fianco di Edy Reja? "Quando ci siamo lasciati avevo l'intenzione di trovare la mia strada e la sto trovando. Ma ci può sempre essere la possibilità di tornare insieme, per ora però intendo percorrere la mia strada"
Lei che lo conosce molto bene, ci può descrivere che tipo è Edoardo Reja? "Dal derby non l'ho più chiamato perché so che in questo momento sarà già abbastanza sotto pressione. Anche a Napoli ci sono stati momenti difficili. Il mister è uno che lavora 24 ore al giorno per la squadra, ha un rapporto con la società molto stretto, cerca sempre di sposare i risultati con quelli che sono gli obiettivi della squadra: è un allenatore moderno. Accetta anche le critiche quando riguardano il gioco o la mancanza di risultati. Quello che non sopporta è quando si va sul personale. Poi il mister ha una forza tale che si impegna nel fare il bene della Lazio o nella squadra dove si trova. Sicuramente però gli girano le scatole"
Le ha mai confessato se ha qualche problema magari con l'ambiente laziale? "No, di questo non abbiamo mai parlato. Io cerco sempre di distrarlo e di parlare di cose nostre perché c'è già tanta gente che gli parlerà di queste cose"
Com'era invece il rapporto con i tifosi del Napoli, una piazza forte come quella laziale dove la critica può sempre scappare? "Uno persona che fa questa professione deve sempre aspettarsi la critica. Non dobbiamo mai pensare che la critica sia giustificata a prescindere. Anche a Napoli abbiamo avuto momenti difficili, abbiamo vinto il campionato di Serie B insieme a Juventus e Genoa dominando il campionato, sicuramente non giocando benissimo, però l'obiettivo è stato raggiunto. Credo che l'impegno, il lavoro e la dedizione che mette il mister sia una garanzia"
Perché secondo lei non si è riusciti a vincere un derby con la gestione Reja? "Può anche darsi che si perda perché la Roma in quella partita lì era superiore. Lo so che è difficile da accettare, soprattutto a Roma. Può anche darsi che abbiano avuto più fortuna o che siano più bravi. Per quanto riguarda la carica e lo stimolo che Reja sa dare alla squadra su questo metto la mano sul fuoco"
Manca qualcosa a questa Lazio per diventare grande oppure ha già le carte in regola per attestarsi tra le prime quattro? "Obiettivamente mi sembra che facciano un po' fatica a far gol, che non vuol dire per forza mancanza di attaccanti, rispetto alle grandi del campionato. Ecco perché ritengo che stiano facendo un campionato straordinario"
Da tecnico, Zarate lo metterebbe in attacco o più dietro? "Credo che il mister lo stia usando al meglio. Se un giorno avrò la fortuna di allenare Zarate potrò risponderle(ride, ndr)"
Zarate è un grande giocatore o un giocatore che deve trovare ancora se stesso?"Personalmente non sono mai stato a contatto con lui però vi posso dire quella che è la nostra esperienza con Lavezzi che per certi versi sono giocatori simili. Quei giocatori con queste qualità devono fare un percorso di maturazione importante, il primo anno è sempre un po' a sorpresa. Poi in Italia, tra allenatori e squadre preparate, per gli attaccanti diventa sempre dura quindi sta al giocatore evolvere, migliorarsi e tornare a dimostrare le proprie qualità. E' successo al Pocho e succederà anche a Zarate".
-----
La penso esattamente come lui su Zarate e i progressi fatti da Lavezzi.
Interessante il passaggio su lavezzi, quindi secondo viviano, l'han fatto maturare ed evolvere loro...speriamo succeda anche per Zarate, l'aspetto pronto per l'anno prossimo, daje Maurito ;)
Non c'è niente da far crescere, solo insistere su Zarate prima punta.
Che il Mister sia un grande lavoratore non avevo dubbi....va difeso ed i risultati lo dimostrano... :ssl