Filosofia (no risultatisti :-))

Aperto da gesulio, 12 Nov 2010, 13:06

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gesulio

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Approfondisco e tolgo dalla discussione specifica riguardante Cesena Lazio, perché diventi un topic strettamente "filosofico", in cui si parla di princìpi del calcio, e che sia disancorato dalla malattia calcistica del risultatismo, che tante vittime fa la domenica, quando la gente guarda le partite e le commenta, per passione o per professione, sulla base degli esiti dei match e della classifica che conseguentemente ne risulta...

Scherzi a parte, per me il risultato in questo topic è fuori discussione, ma in tutti i sensi.
dato che si tratta di argomento che sta sullo sfondo a qualsiasi elucubrazione possibile su sistemi di gioco, moduli e filosofie applicate al calcio. volenti o nolenti.

questo era il post di Silverado che appunto mi riservavo di approfondire: la sua parte è evidenziata in corsivo.

Faccio una premessa, e introduco un concetto, un elemento di valutazione che per me è una discriminante assoluta.

La situazione.

Tutto ciò che posso o non posso fare su un campo di calcio, a livello singolo o collettivo, è determinato da una situazione. Lo sforzo che più si chiede a un allenatore è quello di riuscire a mettere nelle condizioni la sua squadra di dare risposte efficaci (che siano individuali o collettive), al maggior numero di situazioni possibili.
A una situazione è possibile reagire efficacemente in una determinata maniera.
A una situazione è possibile reagire efficacemente in più maniere.
Parimenti, a una situazione è consigliabile non reagire in altre maniere, se sono maniere che ti fanno perdere l'efficacia (lo sfondo, il risultato).

La situazione comanda. Una squadra deve avere quell'elasticità mentale ma anche tecnica per capire cosa deve e cosa non deve fare a fronte di un ventaglio di situazioni che possono verificarsi sul campo.

Insomma, non è una partita a scacchi, o un labirinto, in cui il percorso efficace è uno e uno solo.
Lo schema deve adattarsi alla situazione, la filosofia di gioco deve essere elastica, il modulo deve adeguarsi  e tentare risposte efficaci anche calato in situazioni particolarissime, difficili, o addirittura ignote.

Osservando il calcio degli anni 2000 registro che è proprio questa la maniera in cui la quasi totalità degli allenatori si relazionano alla materia.

Le squadre vengono allenate alla lettura del maggior numero di situazioni possibili, sia a livello generale sia particolare, o a seconda dell'avversario di turno: conoscere il più possibile per reagire in maniera efficace, sia a livello collettivo che individuale.

Nel calcio moderno quindi l'importanza maggiore viene data alla conoscenza dei principi di gioco più che schemi e moduli: perché sono i principi di gioco, individuali e collettivi, a poter fornire le risposte alle situazioni nel calcio
(un rapido elenco, senno' non si capisce de che sto a parla':
principi di tattica individuale o tecnica applicata. A. fase di possesso: smarcamento, difesa e protezione della palla, passaggio, guida della palla, tiro in porta. B. fase di non possesso: presa di posizione, marcamento, intercettamento e/o anticipo, contrasto (diretto/indiretto), difesa della porta.
principi di tattica collettiva. A. fase di possesso: scaglionamento, profondità (penetrazione), ampiezza, mobilità, imprevedibilità. B. fase di non possesso: scaglionamento, azione ritardatrice, concentrazione, equilibrio,controllo e limitazione del rischio).

Ed è sulla base dei principi di gioco che si costruiscono schemi e moduli, non viceversa.

Fatta questa, per me, dovuta premessa, partiamo con l'approfondimento specifico sulla Lazio di Reja (e vedremo come la situazione influirà su qualsiasi scelta individuale o collettiva):

Fase offensiva
A me piacciono le squadre capaci di imporsi, che aggrediscano alte, che lavorino sulle fasce (le sovrapposizioni, i treni...), che curino i movimenti senza palla, perché la copertura e la conquista dello spazio sono fondamentali (a meno di avere in rosa dei mostri), che lavorino sui tagli (senza affidarli all'improvvisazione dei singoli).


Queste sono cose che la Lazio fa.

E' ovvio che per giocare aggressivi e in velocità devi avere certi giocatori.
Reja ritiene di non avere questi giocatori? Bene, prendiamone atto. Anzi ne prendo atto e cerco di capire che sta sfruttando come meglio crede il potenziale. Non sono d'accordo con lui ma non sono lui
.


Non è assolutamente questo il problema.
Intanto: devo capire bene com'è che ci si immagina una squadra in fase di possesso: uno con la palla e attorno un formicaio impazzito, con gente che taglia, sovrappone, viene incontro, si muove in ogni direzione?
Questa è una cosa che non fa neanche il Barcelona.

Per una semplice ragione: muoversi soltanto in funzione di chi in quel preciso momento ha la palla e di dove essa sia nel campo è una cosa inconcepibile.
Il possesso non può non essere immaginato che in costante evoluzione, ogni momento del possesso non è quello assoluto in funzione del quale tutta la squadra deve muoversi e relazionarsi, ma un punto di partenza per quello successivo. Il gioco deve essere inteso come progressione, come evoluzione attraverso tappe intermedie.

Ne consegue che, in una determinata zona di campo, qualunque essa sia, il possesso corrisponda a movimenti senza palla di uno o più elementi, ma anche a temporeggiamenti e/o a falsi movimenti in funzione della tappa successiva.

Per fare un esempio, io punta, con palla a Ledesma e Lichtsteiner che sta per sganciarsi sulla fascia, evito di venire incontro o di andare in profondità, in quel momento, perché so che il momento successivo prevederà il passaggio verso Lichtsteiner e il movimento fatto in funzione di Ledesma potrebbe rivelarsi non molto efficace per il prosieguo dell'azione, se la palla arriverà, come sembra, allo svizzero.

Quindi in quel momento sto fermo, ma non perché Reja ritenga di non avere certi giocatori e quindi non m'ha detto niente di particolare. Sto fermo perché il passaggio verso Lichtsteiner è molto probabile, quindi con palla allo svizzero il movimento più efficace diventerà un altro.

Mettiamo dentro questo scenario anche un'altra situazione, specifica proprio della Lazio: palla a Hernanes.
Con palla a Hernanes gli scenari diventano molteplici: Hernanes potrebbe aver bisogno di saltare l'uomo, come lo può fare? Io che sono la punta vengo incontro e gli offro il triangolo veloce, ovvio.
Cosa succede dopo? che Hernanes ha superato il suo uomo, ma adesso davanti a sé non ha nessun compagno perché io sono venuto incontro. Ma Hernanes, essendo un mostro di tecnica, può saltare l'uomo anche con un dribbling. Per cui cosa faccio? se vengo incontro e lui fa il dribbling, salta l'uomo ma ugualmente non ha nessun compagno davanti. Mentre invece restando al mio posto, in caso di salto dell'uomo con dribbling, posso offrirgli una scelta offensiva che potrebbe portarci al gol.

Insomma, è molto difficile fare una scelta del genere. Perché si tratta di situazioni che impongono decisioni rapide. E sono decisioni il cui esito potrebbe portare al gol oppure al rovesciamento di fronte (non vengo incontro, Hernanes fallisce il dribbling, gli avversari partono in contropiede).

La bravura dell'allenatore è quella di rendere coscienti i suoi giocatori dei pro e dei contro che stanno dietero ogni decisione. Quando vedo giocare la Lazio, a me pare che i nostri giocatori sappiano benissimo interpretare le situazioni e fare scelte precise in funzione di questa loro consapevolezza. Tutto ciò al di là delle conseguenze di ciascuna scelta.

Quello che guardo io è questo. Per me, se il calciatore mostra di capire quello che sta facendo e di agire in funzione di uno scopo, compreso lo "star fermo" con palla a Ledesma del primo esempio, la cosa vuole dire che l'allenatore ha fatto un buon lavoro. I formicai non mi interessano.


E del resto non ho mai visto squadre che in ogni momento del possesso prevedano un gran numero di calciatori in movimento. Soprattutto contro squadre schierate con parecchi uomini dietro la linea della palla. Perché sono scenari, quelli di grande concentrazione in una zona ristretta di campo, dove le situazioni possono cambiare da un momento all'altro e possono fanre scaturire altre di segno diametralmente opposto in decimi di secondo.
Per cui uno porta palla? ci sarà un uomo che offre il taglio, un altro che tenta la sovrapposizione, forse un altro ancora che viene incontro. 3 persone massimo. Con gli altri attendono, giustamente.

In tutto questo excursus, ho toccato praticamente tutti i principi di gioco collettivi elencati per quanto riguarda la fase di possesso (e lo farò anche più avanti, analizzando l'altra fase).

Altrettanta importanza, nella lettura delle situazioni e relativi comportamenti, rivestono i principi di gioco individuali ossia la tecnica, i cosidetti fondamentali: che sono l'altro campo di intervento massiccio a carico dell'allenatore.

Non importa quale sia il tasso tecnico a disposizione in rosa, se questa sia composta di 11 fuoriclasse o 11 caproni. La tecnica individuale va stimolata sempre e comunque, in ogni occasione e seduta di lavoro. Guai a sottovalutarla, e vale per tutti, come detto.

Alla fine il mattone del calcio è il singolo giocatore e il suo rapporto con la palla, che è unica e con un avversario, che nella maggiorparte delle situazioni è unico. Per una squadra il saldo dei duelli complessivi 1 contro 1, deve essere positivo, perché solo questa è la piattaforma per la vittoria. Così come la riuscita di ogni singolo rapporto giocatore palla in funzione del momento: passaggi, tiri, colpi di testa. Più la tecnica individuale c'è o è stimolata, più possibilità di vittoria ho.

Ora, è il caso della Lazio di Reja? Voi vedete giocatori che, nel corso di questi sette mesi siano migliorati più o meno sensibilmente, parlando di tecnica individuale? Io ne vedo parecchi, e soprattutto per quanto riguarda i difensori, che mi pare siano migliorati tutti di gran lunga e indistintamente.

Quest'ultima considerazione ci porta dritti dritti alla:

Fase difensiva.
A me piacciono le squadre che fanno pressing; attenzione parlo di pressing, quindi di movimento organizzato di più uomini: la gente pensa che quando Brocchi parte a testa bassa per "prendere" un avversario stia facendo pressing... Quello non è pressing, e se trovi chi sa giocare quello diventa torello (ai tuoi danni).
La linea di difesa lavora bene nella Lazio ma ho sempre parlato di tamburello perché difendiamo bassi ribattendo e ribattendo.

[...]

No, la gente non pensa che il pressing sia quello.
Anche in questo caso bisogna parlare di situazioni: come si porta il pressing?
Il pressing è indicato quando il giocatore che riceve il pallone o sta per riceverlo è in una qualsiasi condizione di difficoltà, che sia di ricezione palla o di posizione o di zona del campo.

Se Hernanes riceve perfettamente palla, faccia alla porta, con due uomini di fianco liberi, il pressing sul portatore non ha alcuna ragione logica, ma anzi diventa deleterio. Perché è praticamente sicuro che in quella situazione verrai saltato e finirai per esporre la tua retroguardia a una conseguente situazione di grande pericolo.

Diversamente se è, p.es., Firmani a ricevere palla, spalle alla porta, e magari il passaggio non è rasoterra ma alto. In quel caso il pressing è non solo favorevole ma anche doveroso.

Il pressing è molto pericoloso se portato sullo stesso uomo da due o più persone.

E' una cosa che può essere fatta se l'avversario è davvero in grande difficoltà, e l'altro tuo compagno è molto vicino alla situazione. Ma altrimenti il pressing lo porto io e basta. I miei compagni mi seguono alzando la loro posizione ma rispettando sempre e comunque la diagonale (altro non è che lo scaglionamento), per garantirmi immediata copertura in caso malauguratamente venga saltato.

Quella che descrive Silverado è una situazione quindi del tutto decontestualizzata: l'immagine di Brocchi "faccettacattiva" che parte in quarta alla caccia dell'uomo, come se facesse di testa sua mentre gli altri si fanno i cazzi loro perché Reja come al solito ritiene di non avere gli uomini per fare alcunché, non fa parte della Lazio di quest'anno, semplicemente.

Reja fa delle scelte molto precise: mettendo in campo 4 giocatori così spiccatamente offensivi come Mauri, Hernanes, Zarate e Floccari, la conseguenza principale è che, in caso di ripartenza avversaria, il pressing è praticamente impossibile, perché nella maggiorparte dei casi le situazioni imporranno di non farlo, se non si vuole mettere in ulteriore difficoltà la retroguardia.

Con una linea di centrocampo a 2, è molto probabile che una situazione di palla persa sulla 3/4 avversaria, vedrà i 4 giocatori offensivi non in grado di rientrare prontamente per garantire copertura reciproca al portatore di pressing.

Per cui l'unica è temporeggiare indietreggiando, far perdere tempo all'avversario, concentrarsi a difesa della porta, e attendere che qualcuno nel frattempo riesca a rientrare dietro la linea della palla.

Che poi la cosa assurda è la pretesa in fase di possesso di numerosi giocatori che si muovano senza palla, tagliando, sovrapponendo, venendo incontro ecc. ecc. tutto ciò presumibilmente sopra la linea della palla, e in fase di non possesso un pressing asfissiante, portato da più uomini, organizzato collettivamente... per fare simultaneamente tutto ciò dovremmo avere la possibilità di giocare in 16, ma solo noi... chissà se faranno prima o poi questa deroga al regolamento... possiamo provare a chiederla.


Reja non ritiene di avere gli uomini neanche per organizzare una fase difensiva aggressiva? Bene prendo atto anche di questo.

Poi non è che pretenda i fuochi d'artificio.
Ma una squadra che anche senza le invenzioni di Mauri ed Hernanes produca gioco e qualche occasione.
Sul gioco sono integralista: il gioco è l'identità, l'anima, ed è qualcosa che dovrebbe esistere a prescindere dai giocatori. Su questa identità si misura lo spessore di un tecnico.
Cioè, la Lazio dovrebbe essere riconoscibile sempre; quando poi giocano i migliori è ovvio che l'identità dovrebbe essere più nitida e la squadra più efficace.



io anche sono integralista. ma come detto questa Lazio mi piace, in linea di massima. Alle sue spalle vedo scelte precise, magari discutibili, soprattutto quando non portano a risultati (e non è il nostro caso), ma condivisibili, e che vengono effettuate partendo da un metodo di lavoro secondo me ineccepibile nel calcio. Situazioni a cui rispondere con principi di gioco. Consapevolezza, padronanza dei propri mezzi, gestione del rischio razionale.

Scusate la lunghezza e un abbraccio a chi avrà la forza di volontà per arrivare fino a queste righe.

Pergianluca

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gesulio

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Citazione di: Pergianluca il 12 Nov 2010, 13:15
Mangiato pesante ieri sera?

:)) :DD

vi chiedo scusa, abbiate pazienza...

porgascogne

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me prendo l'abbraccio (so' arrivato fino alla fine)
ci ho capito abbastanza, ma non tanto per dire cose di senso compiuto

però, leggerò pure il seguito

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impicciato

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porga, abbi pazienza, domenica verso le 13.30 (dovrei essere abbastanza sveglio) mi fai un riassunto?

Dentro le Mura

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Sei bravo, gesù.  ;) Però che fatica...  Porga, che dici, bastano un paio de giorni de ferie pe' assimilà tutto???  :o


Dentro le Mura

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Citazione di: impicciato il 12 Nov 2010, 13:29
porga, abbi pazienza, domenica verso le 13.30 (dovrei essere abbastanza sveglio) mi fai un riassunto?

a quell'ora inizia il secondo tempo. svejate prima.  :)

momi

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Non l'ho letto ma hai tutto la mia stima solo per  aver scritto così tanto  :=))

Ho fatto copa & incolla su un doc. Prima o poi ti prometto che gli dedicherò tempo e attenzione.

Nel frattempo, se fossi in te, accetterei i consigli di Pergianluca a proposito sulle tue abitudini alimentari serali..... :beer: :beer:

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impicciato

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Citazione di: Dentro le Mura il 12 Nov 2010, 13:33
a quell'ora inizia il secondo tempo. svejate prima.  :)

ma io sarò lì pure per il primo tempo, magari riuscendo a vedere il volo!!
ma potrei non essere in grado di capire bene il tutto
:p

Kim Gordon

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Citazione di: gesulio il 12 Nov 2010, 13:06

innanzitutto complimenti, l'ho letto tutto,  :s  :=))

complimenti perchè ho imparato cose che non sapevo.
e viste confermata una che già sapevo.
questa.


Citazione di: gesulio il 12 Nov 2010, 13:06
La situazione.

La situazione comanda.

Magiste Guy.

ti voglio fare in ultimo una domanda, eri sincero quando dicevi questa cosa?

Citazione di: gesulio il 12 Nov 2010, 13:06
Quando vedo giocare la Lazio, a me pare che i nostri giocatori sappiano benissimo interpretare le situazioni e fare scelte precise in funzione di questa loro consapevolezza.

mentre scrivevi pensavi anche a Zarate o lui escluso??  :=))

un saluto.

Panzabianca

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Citazione di: gesulio il 12 Nov 2010, 13:23
:)) :DD

vi chiedo scusa, abbiate pazienza...

Ahò, ndo stai carcerato??? sei biblico!!! Certo me pare brutto pure risponde al tuo testo con un "sono d'accordo", ma te potevo dì un cragnottiano "senz'altro" e sarebbe stato peggio. Cmq l'analisi è giusta. Seguiranno le mie venti pagine dattiloscritte. E che te la cavi così??

intruppone23

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sono arrivato fino alla fine, anche se ho intramezzato lo sforzo con un pacchetto di cracker.... avevo bisogno di carboidrati  :)

devo fare i complimenti a gesulio, perchè è una delle disamine più interessanti che abbia mai letto.
e mi ha convinto.
domenica proverò a guardare la Lazio facendo caso a quanto affermato qui.
:since

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giobbe

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ricambio l' abbraccio e te vojo bene però sto con silverado qualunque cosa faccia dica pensi o assuma. :)

fede75

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 :shock:  :oo  :roll:

vabbè.. «Il calcio rimarrà sempre uno sport per undici persone.»

(e UOMINI aggiungerei)  :))

:band1:

sigurd

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Citazione di: porgascogne il 12 Nov 2010, 13:25
me prendo l'abbraccio (so' arrivato fino alla fine)
ci ho capito abbastanza, ma non tanto per dire cose di senso compiuto

però, leggerò pure il seguito

ReflexBlue

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Ho sempre sospettato che pressingalto fosse il tuo alterego.  :)

Siccome leggo sempre con piacere le tue disamine tattiche, so che non è la prima volta che batti sul tasto delle situazioni a fronte dei moduli che tanto intrigano i semplici tifosi come noi.

Quindi volevo chiederti una cosa. Se quelli che hai elencato (scaglionamento, protezione della palla, ampiezza, mobilità...) sono principi conosciuti e condivisi, la creatività di un allenatore come si misura?
Col perfezionismo? Che non è proprio un'emanazione della creatività... Ripeto una situazione fino allo sfinimento in modo da renderla naturale e ovvia.
Nello scegliere gli elementi giusti per interpretarla? Esempio banale: Mihajlovic spostato in difesa per sfruttare, anche, il lancio millimetrico.
Oppure, rispettando i principi, cerco di inventarmi soluzioni nuove? Reja secondo te lo fa? Ti è capitato di vedere squadre che dici "ca.zzo, guarda questo (allenatore) che s'è inventato!"?
Perché in alcune squadre è possibile riconoscere la mano dell'allenatore e in altre no?


intruppone23

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Citazione di: ReflexBlue il 12 Nov 2010, 15:36
Ho sempre sospettato che pressingalto fosse il tuo alterego.  :)

Siccome leggo sempre con piacere le tue disamine tattiche, so che non è la prima volta che batti sul tasto delle situazioni a fronte dei moduli che tanto intrigano i semplici tifosi come noi.

Quindi volevo chiederti una cosa. Se quelli che hai elencato (scaglionamento, protezione della palla, ampiezza, mobilità...) sono principi conosciuti e condivisi, la creatività di un allenatore come si misura?
Col perfezionismo? Che non è proprio un'emanazione della creatività... Ripeto una situazione fino allo sfinimento in modo da renderla naturale e ovvia.
Nello scegliere gli elementi giusti per interpretarla? Esempio banale: Mihajlovic spostato in difesa per sfruttare, anche, il lancio millimetrico.
Oppure, rispettando i principi, cerco di inventarmi soluzioni nuove? Reja secondo te lo fa? Ti è capitato di vedere squadre che dici "ca.zzo, guarda questo (allenatore) che s'è inventato!"?
Perché in alcune squadre è possibile riconoscere la mano dell'allenatore e in altre no?
la creatività potrebbe stare, ad esempio, nel far interpretare ad un dato calciatore un certo ruolo, indurlo a fare certi movimenti che naturalmente non farebbe, educarlo ad una posizione in campo. e trarne il meglio.

un esempio potrebbe essere lo spostamento di Mauri come trequartista all'epoca di rossi.
oppure pirlo portato a fare il regista, come fece mazzone, rendendolo da centrocampista offensivo incompiuto a centrocampista difensivo di grandissimo spessore.

parlando di reja la speranza potrebbe essere lo spostamento di hernanes sulla trequarti, ruolo in cui non ha mai giocato.

questi potrebbero essere esempi di creatività.


syrinx

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Eccellente disamina dei principi fondamentali del calcio.

Sulla loro applicazione alla Lazio di quest'anno, specialmente in alcune partite, mi trovo un po' in disaccordo.

Cercherò di spiegare cosa non va secondo me:

1. Fase offensiva

Velocità della manovra

Secondo me la Lazio pecca in velocità ed il fatto non è interamente attribuibile alle caratteristiche dei giocatori della rosa. Cioè, la Lazio è più lenta di quanto potrebbe essere, e questa lentezza ha una duplice natura: impostazione dell'azione d'attacco e movimenti senza palla.

Per quanto riguarda la prima, mi dispiace dirlo, ma la cosa è attribuibile al fatto che il nostro regista continua ad essere Ledesma. E' un giocatore dai discreti piedi, che più di una volta indovina il lancio illuminante, ma estramamente macchinoso e spesso impreciso quando si tratta di far partire la manovra offeniva. In questo modo diventa difficile cogliere gli avversari in controtempo o quando sono ancora sbilanciati dopo un loro attacco. In questo contesto, vorrei far notare che quando la Lazio tenta le ripartenze veloci si affida sempre ai sui terzini, serviti direttamente da Muslera. Ovviamente, questa scelta dipende dal fatto che sulle fasce si sfonda con più facilità, ma un uomo in mezzo al campo che sappia far viaggiare la palla potrebbe costittuire un'alternativa importantissima.

Per quanto riguarda l lentezza dei movimenti penso che le sovrapposizioni dei nostri terzini (già rarissime) ne siano l'emblema. Voi avete mai visto Radu o Lichtsteiner sovrapporsi a mille all'ora al centrocampista o l'attaccante di turno, andare sul fondo e crossare. Io faccio fatica a ricordare un'azione del genere, e dire che la sovrapposizione è una delle armi più semplici e allo stesso tempo letali nel calcio.

Insomma, gesulio giustamente scrive che la Lazio fa i movimenti giusti, ma se la manovra è lenta e i movimenti senza palla anche, l'efficacia di tutta la fase offensiva ne risente fatalmente.

2. Fase difensiva

Qui gesulio ha ragione da vendere. Con in campo Floccari, Hernanes, Mauri e Zarate è teoricamente quasi impossibile pressare alto. C'è da dire, però, che fino al derby Zarate ha fatto l'esterno di centrocampo, quindi un attaggiamento un po' più aggressivo in fase difensiva sarebbe stato fattibile. Inoltre, la Lazio da palermo in poi ha concesso decisamente troppo spazio alla manovra offensiva altrui. Va bene ripiegare dietro la linea della palla e proteggere l'area, ma non si può lasciare il controllo completo del centrocampo agli avversari. Contro la rioma l'azione tipica si solgeva così: il centrocampo degli zozzi avanzava fino alla trequarti, lancio per l'attaccante, la nostra difesa respingeva , la palla tornava al centrocampo dei luridi, con i nostri mediani completamente saltati in entrambi le direzioni. Penso sia questo il tamburello a cui si riferisce Silverado.


Per concludere: secondo me la Lazio ha una buona impostazione di base nelle due fasi, ma dei correttivi aumenterebbero il nostro potenziale offensivo e la nostra efficacia difensiva (che fin qui è stata comunque ottima).

Sulla formazione ed il posizionamento degli uomini non entro nel merito prchè qui sono molto più in disaccordo con Reja e ripeterei cose già scritte da me e da altri.

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Gio

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Ho letto tutto. Non sono certo di aver compreso tutto fino in fondo.
Alcune riflessioni

Sono d'accordo sulla filosofia della "situazione".
In altro topic ho detto che per me il bel calcio vero non è quello dei gol (una partita che finisce 12 a 0 o 12 a 10 non sarà mai una bella partita) ma quello che consiste nella capacità di adattamento di una squadra alle condizioni che di volta in volta si trova ad affrontare.
E ciò sia nella singola partita (squadra avversaria, campo, risultato, minuto di gioco etc), sia nel corso della stagione (condizione della propria squadra, posizione in campionato, stagione, numero di impegni etc.).
Così come ho detto che io non amo gli allenatori alla Zeman che hanno sì idee innovative, ma poi organizzano le loro squadre sempre alla stessa maniera qualunque sia la "situazione" anche se, in certi casi, questo significa andare a sbattere la faccia contro un muro.

Ritengo, poi, che a tutto questo si affianchi la capacità di sfruttare al 100% i propri giocatori. E le combinazioni che essi consentono.
Nonchè trovare l'equilibrio, tendendo al massimo risultato, tra ciò che i giocatori "devono" fare per la squadra (movimenti, coperture, smarcamenti etc.) e ciò che, al contrario i giocatori devono essere liberi di inventare ed improvvsare a beneficio della squadra.

Nello specifico della Lazio, io concordo sul fatto che si veda la mano dell'allenatore nella capacità della squadra ad adattarsi alle varie fasi della partita. In alcune partite, poi, ho avuto la netta sensazione che la Lazio fosse in grado di indirizzare la partita nella direzione più gradita (in trasferta soprattutto). Per questo non ho mai condiviso chi parlava di fortuna. LA squadra, specie, in alcune partite ha offerto davvero un bel calcio, se si accettano i presupposti di cui sopra.

Il difetto, secondo me, è che ancora c'è squilibrio tra la fase difensiva e quella offensiva.
Mentre nella fase difensiva, di non possesso, i meccanismi e l'equilibrio della squadra sembrano molto efficaci, anche nella capacità di adattarsi alle varie fasi della partita, nella fase offensiva ciò mi pare molto meno evidente.
E un po' come se, una volta recuperata palla, il meccanismo si inceppasse e divenisse elementare ed un po' rimesso all'iniziativa dei giocatori più di talento (Hernanes e Zarate in particolare).

Ritengo sia questo il limite attuale di Reja. Io ho la sensazione che lui non abbia esattamente i giocatori che lui vorrebbe per il gioco che ha in mente (pur avendo una buona rosa). E a fronte di questo non sappia trovare un impianto di gioco che gli consenta di rendere la fase offensiva efficace come quella difensiva.

gesulio

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Citazione di: ReflexBlue il 12 Nov 2010, 15:36
Ho sempre sospettato che pressingalto fosse il tuo alterego.  :)

Siccome leggo sempre con piacere le tue disamine tattiche, so che non è la prima volta che batti sul tasto delle situazioni a fronte dei moduli che tanto intrigano i semplici tifosi come noi.

Quindi volevo chiederti una cosa. Se quelli che hai elencato (scaglionamento, protezione della palla, ampiezza, mobilità...) sono principi conosciuti e condivisi, la creatività di un allenatore come si misura?
Col perfezionismo? Che non è proprio un'emanazione della creatività... Ripeto una situazione fino allo sfinimento in modo da renderla naturale e ovvia.
Nello scegliere gli elementi giusti per interpretarla? Esempio banale: Mihajlovic spostato in difesa per sfruttare, anche, il lancio millimetrico.
Oppure, rispettando i principi, cerco di inventarmi soluzioni nuove? Reja secondo te lo fa? Ti è capitato di vedere squadre che dici "ca.zzo, guarda questo (allenatore) che s'è inventato!"?
Perché in alcune squadre è possibile riconoscere la mano dell'allenatore e in altre no?

guarda, ritengo innanzitutto che la creatività di un allenatore vada di pari passo con i successi che riesce a ottenere.
ogni allenatore è alla ricerca delle soluzioni migliori per permettere alla sua squadra di reagire alle situazioni nella maniera più efficace possibile.
teoricamente ogni modulo è condivisibile, perché frutto di convinzioni personali che si poggiano su competenza ed esperienza.
gli allenatori odierni, credo nessuno escluso, sono persone altamente specializzate, aggiornate, competenti.
dobbiamo scordarci gli azzecca garbugli alla oronzo cana'. chiunque pensi o faccia credere che in Italia ci siano ancora personaggi del genere è completamente fuori strada.

detto questo torniamo alla questione creatività: e andiamo ad analizzare uno dei fenomeni tattici più creativi mai visti in Italia negli ultimi 20 anni. uno di quelli che ti fanno esclamare "anvedi che s'è inventato questo!!!"

il cittadella di glerean, schierato con l'ormai mitico 334, partiva con gli stessi presupposti alla base del lavoro di tutti gli allenatori del mondo: ovvero la risoluzione della maggiorparte delle tipiche situazioni calcistiche.

glerean lo faceva attraverso una soluzione tattica molto particolare, che prevedeva 4 attaccanti.
naturalmente era una soluzione molto estrema e sbilanciata, che in una squadra come quella da lui allenata, composta da giocatori dal tasso tecnico non elevatissimo, gli garantiva attraverso un'organizzazione tattica molto aggressiva, ottime prospettive in fase di possesso, ma inevitabilmente la esponeva a grandissimi rischi in fase di non possesso.

il cittadella di glerean crebbe fintanto che i suoi uomini furono capaci, attraverso l'organizzazione tattica, di reggere l'urto con campionati sempre più elevati a livello di qualità tecnica.
quando il cittadella arrivò in serie b, l'organizzazione tattica si rivelò insufficiente a coprire la differenza di tasso tecnico tra il cittadella e le altre, e la favola finì molto presto, un salvataggio stentato il primo campionato, retrocessione diretta l'anno dopo. e ovviamente esonero per glerean.

la creatività quindi, dilemma assoluto.

risultati, prima di tutto. e tasso tecnico adeguato.
in mancanza del quale, per evitare esoneri e retrocessioni, è necessario trovare contromosse adeguate e magari evitare di insistere con le proprie convinzioni laddove i risultati non arrivino o non siano in linea con le aspettative generali.

perché come detto, senza risultati, non c'è creatività. ossia, c'è, ma l'esempio non sarà seguito.

tanto per inquadrare meglio glerean, ecco una sua intervista di quando allenava il cittadella.
presa di coscienza del materiale a disposizione, proprie convinzioni personali, lettura delle situazioni e modi di interpretazione particolari che inevitabilmente coinvolgono i famigerati principi di gioco.

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Mr Glerean, come è arrivato a questo modulo di gioco? A quali squadre si è ispirato?


Questo modulo è il risultato di tanti anni di sperimentazioni, partiti da un gruppo di giocatori che avevo a San Donà, alcuni dei quali sono adesso a Cittadella.
Allora avevo a disposizione degli attaccanti molto bravi, tecnicamente superiori considerando la categoria.
Da qui e da alcune esperienze che ho fatto osservando il calcio estero è nata l'idea di giocare con 4 attaccanti fissi.
Le squadre da cui ho tratto maggiori insegnamenti sono soprattutto l'Ajax e l'Auxerre di qualche anno fa.

Ritiene che ad alto livello questo modulo sia applicabile o richiede correttivi?

È una domanda che mi viene ripetuta tutti gli anni. In C2 mi dicevano che in C1 non sarebbe stato possibile, in C1 che avremmo dovuto cambiare una volta promossi in B...
In serie A non ci sono mai stato quindi non posso esprimermi.
Comunque ogni avversario richiede i suoi accorgimenti.
(e comunque in serie B è retrocesso, ndges)

Ci sono state delle differenze nell'applicazione del modulo passando dalla C alla B?


Ogni anno ci sono delle differenze, ogni partita cerchiamo di migliorare qualcosa.
Il punto su cui stiamo esercitando maggior impegno in questo inizio di stagione è quello delle chiusure difensive, dove cerchiamo di migliorare la rapidità nello scalare le posizioni (principio di gioco: presa di posizione, equilibrio, limitazione del rischio ndges).

Quali sono i punti forti e quali invece i rischi di questo modulo?

Giocando con 4 uomini dediti quasi esclusivamente alla fase offensiva costruiamo molte palle-gol e obblighiamo gli avversari a preoccuparsi di noi.
D'altro canto concediamo qualcosa sulle fasce laterali, dove cerchiamo di portare gli avversari che attaccano, per avere il tempo di chiudere (p.d.g.: azione ritardatrice, concentrazione ndges). 

Ci spiega in dettaglio come devono muoversi i reparti?

I difensori devono concentrarsi su quello che avviene nella nostra metà campo. Non devono seguire l'uomo ma giocare come reparto (p.d.g.: marcamento, presa di posizione ndges). E come se giocassimo con tre liberi dietro, ognuno dei quali deve presidiare la sua zona. Anche ai centrocampisti chiedo principalmente un lavoro di interdizione (p.d.g.: contrasto, intercettamento, scaglionamento ndges). Se sono bravi a giocare di posizione faticano meno, anche se ovviamente devono coprire una zona più ampia di campo rispetto a difensori e attaccanti, quindi devono possedere qualità dinamiche.

Gli attaccanti esterni infine devono essere abili finalizzatori più che andare sul fondo alla ricerca del cross. I loro movimenti devono essere alla ricerca della profondità immediata (p.d.g.: profondità, mobilità ndges), più che ad allargarsi per aprire il gioco (p.d.g.: ampiezza ndges). Il centravanti invece deve fare la boa ed essere bravo a giocare di sponda (p.d.g.: controllo e difesa della palla ndges).
Per il suo ruolo è importante la prestanza fisica.

L'uomo chiave di questo sistema è Caverzan?

Lui è l'unico giocatore libero di muoversi ovunque per il campo. E con la sua intelligenza e tecnica riesce a creare situazione di superiorità numerica e a infilarsi negli spazi che creano gli attaccanti. (p.d.g.: smarcamento, dribbling, mobilità, imprevedibilità, profondità ndges).


Quanto è importante la condizione fisica nell'applicazione di questo modulo?


Più che di condizione fisica è importante la condizione psico - fisica. Bisogna stare concentrati per tutto la partita per riuscire a stare corti in campo ed eseguire bene i movimenti di squadra. Finora abbiamo difettato proprio in questo. Nell'ultima partita con l'Empoli siamo spariti nella ripresa dopo un ottimo primo tempo. In altre occasioni era successo il contrario. Ma non si tratta dell'incapacità di reggere certi ritmi, in quanto il dispendio di energie richieste non è particolarmente elevato, piuttosto della capacità di riuscire a mantenere alta l'attenzione per garantire i sincronismi nei movimenti.

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