Fonte Sportitalia: Reja lascia la Lazio

Aperto da ilPadrino, 19 Set 2011, 18:27

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maumor

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Citazione di: FeverDog il 19 Set 2011, 22:53
La butto lì: e se la storia delle dimissioni fosse solo una scusa per dare una scossa e responsabilizzare i giocatori (principali artefici delle distrazioni nelle ultime partite)?
Ormai le sto pensando tutte...
In questo modo i giocatori si trovano spalle al muro, se ci tengono al tecnico (come sembra) devono dare qualcosa in più sotto tutti i punti di vista.
Diciamo che è un "fare quadrato" un po' troppo destabilizzante.

Potrebbe essere. Secondo me Reja si stava accorgendo che la squadra non lo seguiva più come prima, considerandolo quasi come un allenatore a tempo a causa delle critiche dei tifosi ed ha voluto ri-responsabilizzare i giocatori che nessuno si è "permesso" di criticare per le prestazioni insufficienti.

eandiamo

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Citazione di: fabrizio1983 il 20 Set 2011, 08:52
scusami io ad esempio credo che nel momento dell'acquisto di Cissè fossimo tutti contenti mancavano 45 giorni alla fine del mercato...ciò che la lazio doveva fare era comprare un difensore centrale e un centrocampista di corsa, centrocampista di corsa che ci manca dai tempi di Behrami e che non riusciamo a comprare...possibile abbiamo centrocampisti così forti che non possono essere sostituiti?il mercato è stato buono ma per me ci manca sempre quel qualcosa per fare il salto di qualità, e quest'anno dopo determinati acquisti è stato davvero un peccato non farlo

Guarda, anche per me è deficitario in qualche cosa il mercato.
Però il discorso che fa Guidone, e non solo lui, è da prenderlo a pesci in faccia.

maumor

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LA REPUBBLICA: ROMA E LAZIO, TIFOSERIE PROVINCIALI
 

La giacca era dello stesso tono di blu della cravatta. La camicia opportunamente bianca, slacciato il polsino. Grigi i capelli. D'acciaio l'orologio. La pistola non era visibile, probabilmente infilata nei pantaloni dal lato della schiena, per poterla estrarre a sorpresa. E così è stato: Edy Reja s'è fatto una sparata. È sua la scena madre della seconda giornata di campionato. Un tuono a cielo cupo. Per legittima difesa. Quella curva che urla: «Vattene!» e quell'uomo retto che risponde: «Sto qui, mi prendo tutte le responsabilità, ma mi sono stancato!». Tradotto: «Mi avete rotto i cogl.ioni».
È uno spettacolo, ma anche una mestizia, l'esplosione dell'allenatore laziale. Non è l'ira d'Achille, ma quella d'Anchise, del padre antico, uso a sopportar tacendo. E se perfino lui non ce la fa più, la misura dev'essere ben colma. Hanno fatto traboccare il vaso, goccia dopo goccia: l'arroganza del potere, la cecità del popolo, la ferocia degli aedi. In una parola, sia lecito dirlo: Roma.
Unica città al mondo capace di partorire un Lotito, due tifoserie che barattano il campionato per un derby e sessanta programmi che parlano esclusivamente di calcio con la stessa compostezza con cui il ministro Brunetta affronta un contestatore. Emblematico il quotidiano "Corriere dello Sport" il giorno dopo. Non tanto in prima pagina ("Reja, i tifosi non ne possono più"), quanto in terza, dove spicca il titolo: "Sconfitta numero 75 per il goriziano in serie A". Dove si trascura che le batoste le ha prese per lo più con il Vicenza e il Napoli neopromosso e si marca il territorio. Reja è un intruso, viene da un posto lontano, semi-slavo, non è core de Roma, non ha baciato il sampietrino, giurato sull'abbacchio e, in caso di vittoria, non ha promesso di tuffarsi nel fontanone.
Ma soprattutto, ecco il problema, non ha mai conquistato quella vittoria che sospinse Delio Rossi, estraneo quanto lui ma molto più furbo, al bagno per la folla. Il peccato originale di Reja, che ha evitato una retrocessione e conquistato una qualificazione europea, è stato di aver perso un poker di derby. Conta zero che abbia chiuso l'anno scorso davanti alla Roma, importa soltanto che nello scontro diretto ha subito. Questo è imperdonabile in una città che confonde l'universale con il particolare, riduce la Storia alla cronaca locale, s'avvolge nel manto della propria beltà fino a insudiciarlo. Ci sono albe struggenti, si schiudono le basiliche, rinasce il fiume, poi passa un taxi e ti schizza di fango.
Così si presenta una squadra nuova, reduce da un quinto posto, rafforzata con due attaccanti killer, ecco a voi il mister: e giù fischi. Per la storia dei derby, perché ha tolto il giocattolino Zarate che nessuno più (curva a parte) voleva, perché è vecchio. Glielo dicono anche per strada, come fosse un insulto, come non fosse arrivato fin qui, anno dopo anno, conquistando promozioni e subendo bocciature, senza mai prendersela con il destino o con gli altri. Lo ribadisce pure il presidente, per giustificarne lo sfogo. Nella stessa domenica nonno Ferguson, che ha quattro anni più di Reja, dava lezione a Villas Boas, che ne ha ventotto di meno. Ma lui ha anche già battuto il Manchester City nel primo derby e nessuno si ricorda più che aveva iniziato vincendo niente.
Del "goriziano" invece si tiene a mente tutto, anche i particolari, tipo che con il Genoa proprio non ce la fa: nove sconfitte e tre sole vittorie. Come fosse quello lo scontro che davvero conta. La partita vera è un'altra. E si sta avvicinando. Il 10 ottobre Reja compie 66 anni. Il 16 lo aspetta Lazio-Roma. Ha perso il controllo perché è arrivato alla curva: o si fa cacciare o resta fino al «giudizio di Dias», al giorno dei giorni in questo calendario romano che scorre ignaro delle evenienze altrui. Alla seconda giornata le squadre della capitale sono già lontane dalla vetta e, nella frenesia dei giudizi, escluse dallo scudetto e dalla Champions. Resta, come sempre, il duello in cortile per decidere chi regna sull'Impero del poco. Perfino a un uomo che ha visto Napoli e non è morto possono tremare i polsi al pensiero di una quinta sconfitta. O possono cader le braccia all'idea di vincere ed essere fischiato comunque.


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fabrizio1983

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Citazione di: eandiamo il 20 Set 2011, 08:55
Guarda, anche per me è deficitario in qualche cosa il mercato.
Però il discorso che fa Guidone, e non solo lui, è da prenderlo a pesci in faccia.
a del problema zarate si...però per me ad esempio nel momento in cui lo cedi devi pensare che un uomo con quelle caratteristiche non ce l hai , uno che salti l'uomo e che sia rapido...serviva uno che potesse sostituirlo..

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Citazione di: fabrizio1983 il 20 Set 2011, 09:00
a del problema zarate si...però per me ad esempio nel momento in cui lo cedi devi pensare che un uomo con quelle caratteristiche non ce l hai , uno che salti l'uomo e che sia rapido...serviva uno che potesse sostituirlo..

Non so perchè ma quello che hai scritto mi ha fatto venire in mente Cissè    ;)

fabrizio1983

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Citazione di: Adler Nest il 20 Set 2011, 08:24
caro JSV volevo leggere tutte e 24 le pagine del topic per dire la mia, ma mi fermo qui.
Non so se inserirti tra quelli che protestano e contestano, se lo fai solamente qui o anche allo stadio, se scarichi allo stadio l'amarezza della tua situazione di precario, fatto sta che il segnale che lancia Reja è importante da cogliere perchè viene da una persona d'esperienza che ha frequentato piazze difficili. Se la misura è colma, vuol dire che a Roma l'ambiente è una fogna. Se non può passeggiare per strada senza essere insulatato la misura è colma.
Se i suoi giocatori dicono che sono anni che l'ambiente fa cagare, la misura è colma.
Fate un passo indietro,  per il bene della Lazio e sfogate le frustrazioni altrove.
91 punti
1,65 punti a partita.
secondo me ci vorrebbe maggiore correttezza e queste cose si potrebbero evitare, il tuo concetto non credo cambierebbe, sarebbe più rispettoso..eccomi sono uno che critica Reja, vado allo stadio non l ho mai fischiato prima della partita e non ho cantato "reja vattene", ma mi permetto di non essere in linea con le tue considerazioni...vedi tu parli di media punti bè allora diciamo anche che Guidolin è un nuovo ferguson, ci è arrivato sopra. Tu pensi che la Lazio non fosse la quinta squadra del campionato ,e che Reja ha fatto un'impresa assurda o che ha fatto il suo?

fabrizio1983

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Citazione di: matador72 il 20 Set 2011, 09:04
Non so perchè ma quello che hai scritto mi ha fatto venire in mente Cissè    ;)
che parta dalla panchina, comunque inutile tirare fuori argomentii vecchi...domani manca un titolare e giochiamo con Diakitè mi sembra che sia lampante la mancanza di un difensore centrale

Sonni Boi

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Citazione di: maumor il 20 Set 2011, 08:59
LA REPUBBLICA: ROMA E LAZIO, TIFOSERIE PROVINCIALI
 

La giacca era dello stesso tono di blu della cravatta. La camicia opportunamente bianca, slacciato il polsino. Grigi i capelli. D'acciaio l'orologio. La pistola non era visibile, probabilmente infilata nei pantaloni dal lato della schiena, per poterla estrarre a sorpresa. E così è stato: Edy Reja s'è fatto una sparata. È sua la scena madre della seconda giornata di campionato. Un tuono a cielo cupo. Per legittima difesa. Quella curva che urla: «Vattene!» e quell'uomo retto che risponde: «Sto qui, mi prendo tutte le responsabilità, ma mi sono stancato!». Tradotto: «Mi avete rotto i cogl.ioni».
È uno spettacolo, ma anche una mestizia, l'esplosione dell'allenatore laziale. Non è l'ira d'Achille, ma quella d'Anchise, del padre antico, uso a sopportar tacendo. E se perfino lui non ce la fa più, la misura dev'essere ben colma. Hanno fatto traboccare il vaso, goccia dopo goccia: l'arroganza del potere, la cecità del popolo, la ferocia degli aedi. In una parola, sia lecito dirlo: Roma.
Unica città al mondo capace di partorire un Lotito, due tifoserie che barattano il campionato per un derby e sessanta programmi che parlano esclusivamente di calcio con la stessa compostezza con cui il ministro Brunetta affronta un contestatore. Emblematico il quotidiano "Corriere dello Sport" il giorno dopo. Non tanto in prima pagina ("Reja, i tifosi non ne possono più"), quanto in terza, dove spicca il titolo: "Sconfitta numero 75 per il goriziano in serie A". Dove si trascura che le batoste le ha prese per lo più con il Vicenza e il Napoli neopromosso e si marca il territorio. Reja è un intruso, viene da un posto lontano, semi-slavo, non è core de Roma, non ha baciato il sampietrino, giurato sull'abbacchio e, in caso di vittoria, non ha promesso di tuffarsi nel fontanone.
Ma soprattutto, ecco il problema, non ha mai conquistato quella vittoria che sospinse Delio Rossi, estraneo quanto lui ma molto più furbo, al bagno per la folla. Il peccato originale di Reja, che ha evitato una retrocessione e conquistato una qualificazione europea, è stato di aver perso un poker di derby. Conta zero che abbia chiuso l'anno scorso davanti alla Roma, importa soltanto che nello scontro diretto ha subito. Questo è imperdonabile in una città che confonde l'universale con il particolare, riduce la Storia alla cronaca locale, s'avvolge nel manto della propria beltà fino a insudiciarlo. Ci sono albe struggenti, si schiudono le basiliche, rinasce il fiume, poi passa un taxi e ti schizza di fango.
Così si presenta una squadra nuova, reduce da un quinto posto, rafforzata con due attaccanti killer, ecco a voi il mister: e giù fischi. Per la storia dei derby, perché ha tolto il giocattolino Zarate che nessuno più (curva a parte) voleva, perché è vecchio. Glielo dicono anche per strada, come fosse un insulto, come non fosse arrivato fin qui, anno dopo anno, conquistando promozioni e subendo bocciature, senza mai prendersela con il destino o con gli altri. Lo ribadisce pure il presidente, per giustificarne lo sfogo. Nella stessa domenica nonno Ferguson, che ha quattro anni più di Reja, dava lezione a Villas Boas, che ne ha ventotto di meno. Ma lui ha anche già battuto il Manchester City nel primo derby e nessuno si ricorda più che aveva iniziato vincendo niente.
Del "goriziano" invece si tiene a mente tutto, anche i particolari, tipo che con il Genoa proprio non ce la fa: nove sconfitte e tre sole vittorie. Come fosse quello lo scontro che davvero conta. La partita vera è un'altra. E si sta avvicinando. Il 10 ottobre Reja compie 66 anni. Il 16 lo aspetta Lazio-Roma. Ha perso il controllo perché è arrivato alla curva: o si fa cacciare o resta fino al «giudizio di Dias», al giorno dei giorni in questo calendario romano che scorre ignaro delle evenienze altrui. Alla seconda giornata le squadre della capitale sono già lontane dalla vetta e, nella frenesia dei giudizi, escluse dallo scudetto e dalla Champions. Resta, come sempre, il duello in cortile per decidere chi regna sull'Impero del poco. Perfino a un uomo che ha visto Napoli e non è morto possono tremare i polsi al pensiero di una quinta sconfitta. O possono cader le braccia all'idea di vincere ed essere fischiato comunque.


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Articolo da applausi, finalmente Repubblica dimostra di valere qualcosa anche calcisticamente. Ripeto quanto scritto altrove: una tifoseria numericamente e come atteggiamento da provinciale, che finchè non maturerà non avrà mai una squadra a lungo sulla cresta dell'onda.

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Citazione di: fabrizio1983 il 20 Set 2011, 09:08
che parta dalla panchina, comunque inutile tirare fuori argomentii vecchi...domani manca un titolare e giochiamo con Diakitè mi sembra che sia lampante la mancanza di un difensore centrale

Pero' Fabrizio ci si deve metter daccordo una volta per tutte.
Molti in estate volevano Diakitè come titolare, ora che è la prima alternativa non va piu' bene.
Che si potesse fare meglio è fuori dubbio , ma questo vale per tutte le societa' ma a noi sembra sempre e solo che alla Lazio le cose vadano male.

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Una squadra provinciale con un allenatore da provinciale, mi pare giusto.

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Beh, 1983, non capisco dove sono stato scorretto e dove non ti ritrovi.
Contesta pure.
Rispondimi adesso pero':
A CHI GIOVA?
Che obiettivo ti prefiggi?

fabrizio1983

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Citazione di: matador72 il 20 Set 2011, 09:12
Pero' Fabrizio ci si deve metter daccordo una volta per tutte.
Molti in estate volevano Diakitè come titolare, ora che è la prima alternativa non va piu' bene.
Che si potesse fare meglio è fuori dubbio , ma questo vale per tutte le societa' ma a noi sembra sempre e solo che alla Lazio le cose vadano male.
per me diakitè non è affidabile è un giocatore normale con la possibilità che faccia una cappellata da un momento all'altro e che ti procuri un bel rigore contro

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Citazione di: Adler Nest il 20 Set 2011, 09:13
Beh, 1983, non capisco dove sono stato scorretto e dove non ti ritrovi.
Contesta pure.
Rispondimi adesso pero':
A CHI GIOVA?
Che obiettivo ti prefiggi?
io sto con reja in questo momento è meglio che rimanga sulla panchina della Lazio, un suo allontanamento non giova a nessuno...non avrei stipulato un nuovo contratto con lui ma sarei ripartito da un altro tecnico, ma questa è storia vecchia

Adler Nest

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Beh, Fabri', contesta pure Diakite'.
Secondo te, e allora?
E, inportante la Lazio, nob i secondo noi.

fabrizio1983

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Citazione di: Adler Nest il 20 Set 2011, 09:17
Beh, Fabri', contesta pure Diakite'.
Secondo te, e allora?
E, inportante la Lazio, nob i secondo noi.
quindi per voi Diakitè è affidabile...vabbè che ve devo dire..certo che è importante la lazio e se vinciamo sti cavoli chi gioca, esprimevo delle perplessità su alcune scelte che non si sono fatte.

matador72

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Citazione di: fabrizio1983 il 20 Set 2011, 09:13
per me diakitè non è affidabile è un giocatore normale con la possibilità che faccia una cappellata da un momento all'altro e che ti procuri un bel rigore contro

Per te non lo è Diakitè, per qualche altro Biava non si ripetera' , per altri ancora rimpiangeremo Muslera e Konko' si rompera' ogni partita, altri invece dicono che Brocchi doveva essere mandato a casa perchè vecchio, Mauri gioca con le infradito Cissè è mezzo rotto e Klose vecchio......
Fabrizio, se andiamo dietro ai desiderata di ognuno ti accorgerai che non ne facciamo una giusta.

JoeStrummer

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[OT]Comincio fortemente a pensare che questo ambiente potrà ritrovare un minimo di serenità solo se il Presidente Lotito dovesse decidere di venire incontro "materialmente" ai suoi contestatori.
Prendete ad esempio la parabola dei Sensi: fino ad un certo punto era un Marchiciano senza 'na lira, [...], vattene ecc.. ecc...
Poi, grazie anche alla pressione dovuta alle vittorie Cragnottiane ha deciso di investire in patrimonio tecnico, ma, sopratutto in "benevolenza" da parte degli organi d'informazione, risultato:
beatificazione e celebrazione imperitura delle gesta malgrado abbia sputtanato il patrimonio di famiglia e abbia messo la vita della asroma in mano a banche e politici, senza, peraltro, vincere praticamente un c.zzo malgrado le porcate di cui la sua società ha beneficiato.
Allo stesso modo Claudio Lotito, che all'inizio veniva acclamato come "duce"(ne sono testimone oculare e uditivo)da una certa frangia di tifosi e come "salvatore" dal Catetere, nel momento in cui è stato chiaro che non ci sarebbe stata trippa per gatti è automaticamente diventato "gestore", "purciaro" e via discorrendo...[EOT]
In conclusione: caro Mister, tu che sei un uomo di calcio serio, vero, che ti sei costruito la tua esperienza su campi e piazze difficili, abituato alla pressione, quella "genuina", di squadre che lottano per la promozione in A o per la salvezza dalla B, oltre al fatto che nell'ambiente più difficile ma stimolante d'Italia (Napoli, dove ti spaccano i vetri della macchine ma allo stesso modo sono pronti a considerarti la reincarnazione di S.Gennaro) ti adorano come noi adoriamo Fascetti, hai fatto bene a dimetterti, lascia questa fogna di ambiente autolesionista al suo destino e poi goditi da lontano la sua autodistruzione.

happyeagle

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Citazione di: Mohammed Hussein il 20 Set 2011, 09:09
Articolo da applausi, finalmente Repubblica dimostra di valere qualcosa anche calcisticamente. Ripeto quanto scritto altrove: una tifoseria numericamente e come atteggiamento da provinciale, che finchè non maturerà non avrà mai una squadra a lungo sulla cresta dell'onda.

Applausi un par de ciufoli , uno che scrive 'il giocattolino Zarate che nessuno voleva ( a parte la curva) ' dimostra che o non vive a Roma oppure non si rende conto di quello che lo circonda ,

per non parlare della discrepanza tra titolo ed articolo , provinciale ci sarà lui e la sua redazione di romoletti

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Sonni Boi

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Citazione di: happyeagle il 20 Set 2011, 09:30
Applausi un par de ciufoli , uno che scrive 'il giocattolino Zarate che nessuno voleva ( a parte la curva) ' dimostra che o non vive a Roma oppure non si rende conto di quello che lo circonda ,

per non parlare della discrepanza tra titolo ed articolo , provinciale ci sarà lui e la sua redazione di romoletti

E invece guarda un po', pe rme l'aggettivo provinciale è proprio perfetto. Però si sta andando OT, se ne sta parlando in un altro apposito topic

Jeffry

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Solo ora scopro tutta questa faccenda e devo dire che la trovo allucinante!
Se qualcuno ha ancora dei dubbi su che cosa sia il calcio a Roma oggi ha tutte le risposte.
Un ambiente tossico; talmente autoreferenziale da perdere il contatto con la realtà e la natura delle cose. Pronto a calpestare tutto sotto i colpi della prorpia boria.
Provo una certa amarezza, un disagio, che va oltre questa storia. Va oltre Reja. Al quale non posso fare altro che esprimere tutta la mia solidarietà.

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