Non so se qualcuno l'ha già postato, ma a proposito di gestione oculata:
Bilanci: in utile 7 società su 20 di Serie A
di Marco Iaria
Se il fair play finanziario reggerà alla prova dei fatti e diventerà pienamente operativo, a quel punto si porrà il problema di armonizzare le licenze Uefa – il pass per le coppe europee – a quelle nazionali. Per evitare un calcio a doppia velocità, con regole d'iscrizione diverse tra Champions e campionati, le federazioni saranno chiamate ad adeguarsi alle nuove regole. L'ha confermato, tempo fa, lo stesso presidentedella Covisoc, Cesare Bisoni: "Posto che i nostri controlli su debiti e scadenze sono già ferrei, bisognerebbe implementare in Italia la regola del break-even (non puoi spendere più di quanto incassi, ndr)".
Beninteso, ci vorranno diversi anni prima che ciò accada. Ma dopo avere spulciato i bilanci delle big d'Europa, proviamo a simulare il gioco delle promosse e delle bocciate in Serie A, prendendo in esame le venti della nuova stagione. Non è una novità che le società più esposte siano quelle di vertice. Nel 2011 Inter, Juventus, Milan e Roma hanno accumulato perdite per 280 milioni. Le altre, però, non sono tutte virtuose. Produrre utili è un esercizio complicato: 7 su 20 lo hanno fatto stando agli ultimi bilanci licenziati, cioè Lazio, Palermo, Catania, Napoli, Udinese, Parma e Genoa.
Spesso ci si riesce grazie alle plusvalenze, che però vanno e vengono. Un club può definirsi oculato e autosufficiente se fa quadrare i bilanci senza ricorrere in misura debordante alle operazioni di mercato. E qui entra in gioco un parametro rivelatore: il rapporto tra costo del lavoro e ricavi (al netto, appunto, delle plusvalenze). Per gli analisti, si dovrebbe attestare sul 50%: spendere in stipendi metà del fatturato. In questo caso le virtuose sono sempre 7, con qualche variante: Napoli (42%), Cagliari (46%), Catania (49%), Palermo (50%), Udinese (51%), Chievo e Lazio (52%). Equilibrio lontano, oltre che per le grandi, per Genoa (92%), Parma (83%) e Fiorentina (82%). Rimandate Siena, Pescara, Torino e Sampdoria: le spese per il personale si mangiano l'intero fatturato (e anche oltre) ma i dati, in tutto o in parte, si riferiscono ai tempi della B.
Ecco, nel dettaglio, i risultati netti d'esercizio (utili o perdite) dei 20 club ai nastri di partenza del prossimo campionato di Serie A.
2009-10 2010-11 RAPPORTO STIPENDI-RICAVI 2011
ATALANTA -6,9 -10,9 74%
BOLOGNA -8,3 -4,2 63%
CAGLIARI -3,7 -1,8 46%
CATANIA +2,5 +6,4 49%
CHIEVO -1,5 -0,3 52%
FIORENTINA -9,6 -32,5 82%
GENOA -17 +0,1 92%
INTER -69 -86,8 88%
JUVENTUS -11 -95,4 89%
LAZIO -1,7 +10 52%
MILAN -69,8 -67,3 85%
NAPOLI +0,3 +4,2 42%
PALERMO -17,2 +7,8 50%
PARMA -2,4 +0,7 83%
PESCARA -5,9 -6,5 115%
ROMA -22 -30,8 74%
SAMPDORIA -12,1 -16,4 102%
SIENA -5,5 -20,5 141%
TORINO -8,4 -11,1 107%
UDINESE -6,9 +2,9 51%
*I dati, in milioni di euro, si riferiscono alla stagione sportiva, con le seguenti eccezioni: per Fiorentina, Genoa, Milan e Sampdoria bilanci chiusi al 31 dicembre 2010 e 2011; per il Torino al 31 dicembre 2009 e 2010; per l'Atalanta al 30 giugno 2010 e al 31 dicembre 2011
Fonte:
gazzetta.itA voi i commenti...