Da Sportweek del 14 aprile 2012
(intervista di Carlo Croci)
Giorgia
COME FACCIO A CANTARE QUANDO C'E' LA LAZIO?
Supertifosa biancoceleste ("ora mi espongo meno, in passato ho ricevuto persino minacce"), la cantante romana riparte con il tour. E intanto ricorda Chinaglia, ammira Totti e Baggio. E si tiene stretta il presidente Lotito perché "fa ridere".
L'evidenza è questa: Giorgia sta alla Lazio come l'aquila alla maglia dei biancocelesti. Un esempio? Un episodio del maggio 2009. Mentre lei è sul palco a Genova e a due passi, al Ferraris, la Lazio gioca in Coppa Italia con la Samp. Giorgia chiede al pubblico quanti tifosi blucerchiati ci sono. Le mani si alzano. Lei emette un lungo sospiro e condivide con i tifosi rivali il rammarico di non poter essere allo stadio. Poi conclude con un sofferto "ma che ce importa" cui non crede neppure lei. E adesso che è in procinto di ripartire (da Eboli il 20 aprile) con il suo Dietro le Apparenze Tour, il problema potrebbe ricapitare.
Controllato le date? E ci sono già state sovrapposizioni nel tour invernale?
"Sì è successo. Troppe coincidenze per poter programmare le mie date con quelle della Lazio. In più ho un tour manager che cerca di infilare un concerto tra una partita della sua Juve e l'altra".
Quella sera a Genova non sembrava scherzare più di tanto. Ma se le chiedessero di cantare la sera in cui la Lazio gioca in finale di Champions?
"Sarebbe dura, non mi faccia scegliere. In quel caso programmerei bene...".
Il suo ricordo calcistico più bello?
"Io e papà eravamo i soli laziali in un covo (familiare) romanista. Un'estate con mamma andammo in Grecia, dove stava lavorando (era anche lui un cantante). Indossavo la divisa della Lazio. Mi abbracciò. Era raggiante: mi rivedeva e in più con la maglia della sua squadra. Sono molto legata al calcio di quel periodo, quello del primo scudetto, del 1974, della squadra di Giorgio Chinaglia".
Che cos'ha pensato quando ha saputo che era scomparso?
"Mi è dispiaciuto molto. Come tutti i tifosi laziali, l'ho amato per quanto ha dato alla squadra in campo. Non posso invece giudicare le vicende extrasportive.
E Lotito, invece? Lo caccerebbe?
"Qualche tempo fa, sì, ora ho maturato l'idea che non sia il peggiore. E poi ora sarebbe dura trovare di meglio. In più fa ridere, quindi teniamolo".
Qualche mito extra laziale ce l'avrà.
"Come no! Io sono per il bel calcio innanzitutto. Ho avuto l'occasione di conoscere vari campioni come Totti, Baggio e Bruno Conti, gente cui ho fatto i complimenti per quello che aveva saputo dare al calcio. Nonno invece era fan di Maradona, quindi sopra tutti metterei Diego".
Molte laziali avrebbero risparmiato Cissé dal taglio: il ragazzo accendeva gli istinti. Che cosa ne pensa?
"Interessante punto di vista. Posso anche capire perché, ma con i giocatori non vado oltre la divisa. Non mi riesce di considerarli anche come uomini".
Confessi: quante volte le hanno chiesto di rifare l'inno della Lazio?
"Tante volte. Ho sempre detto di no. L'inno è una cosa tosta, non puoi permetterti di toccarlo solo perché sei una cantante tifosa. E poi sa che c'è? A me Vola Lazio Vola piace pure. T'appassiona. L'ha composto un amico di papà, quindi è intoccabile. Inoltre non voglio più espormi così tanto per la mia fede".
Che cos'è successo?
"C'è stato un periodo in cui vivevo il tifo in modo molto manifesto. A causa di ciò ho incominciato a subire offese, insulti, minacce. I pazzi stanno ovunque, ma Roma è una città che vive il tifo in modo davvero caldo nel bene e nel male. Da allora ho deciso di essere più attenta. Un pò come quando giocavo a calcetto e stavo attenta a restare sempre in attacco".
Non difendeva mai?
"Ero un'assist-woman. Sono sempre stata molto altruista. Mi impegnavo anche nel karate. E soprattutto nel tennis. Colpa di papà: si era fissato che dovessi diventare una professionista".
Al di là dell'altruismo, come si definirebbe?
"Coatta da parte di padre e glam da parte di madre. Un bel mix che mi ha sempre aiutata a ritrovare l'equilibrio ogni qual volta mi è capitato di perderlo".
Veniamo alla musica. Con l'ultimo disco ha convinto critica e pubblico. Con una voce così ha mai pensato di conquistare l'America e il mondo?
"No. Sa che c'è? Non sono ambiziosa. Le cose mi sono andate bene e mi basta. Ogni tanto me lo dico: dovrei cercare, sarebbe bello ricevere un Grammy. Poi vengo assalita dall'ansia e mi blocco".