Citazione di: robylele il 16 Giu 2016, 14:24
Esclusi i presenti, quelli che mejo in B che con Lotito non difendono la Lazio.
Questo dopo un'attenta riflessione.
OT
Si, ok. Questa è facile.
Ma ti dico la mia, così sarai costretto a fare i conti con altri modi di essere laziale e difendere la lazialità:
nel 2004, davanti a quella montagna di merda che era diventata la nostra situazione - debiti, avvoltoi che svolazzavano, una curva unita e compatta come un fascio littorio e con troppi interessi da curare - ho fatto un pensiero anche io al "fallimento", cioé alla possibilità di resettare un bel po' di cose e sfruttare questo "nuovo inizio" per ripensare una società calcistica a Roma, un modo nuovo di stare nel calcio professionistico, un modo nuovo (e antico) di tifare e sostenere una grande passione.
La crisi, anche verticale, come possibilità di nuova vita. E l'ho quasi desiderato, immaginando una catarsi dei laziali e della lazialità, che ripartendo dai bassifondi poteva rigenerarsi e togliersi di dosso carogne di alto e basso bordo. Perché a me (a me) della sacralità e della formalità delle "fondazioni" (il terrore puerile che il fallimento della società cancellasse la storia di piazza della Libertà e il 9 gennaio 1900) non me ne frega una beneamata. Non è un tribunale che cancella la storia.
Quindi, per dire, che difendere la Lazio e la Lazialità non è un'operazione su cui qualcuno può vantare una sovranità assoluta e una ricetta monolitica.
Giusto per rompere queste trincee inutili e dannose tra laziali.
EOT