Giornalisti che parlano di Lazio....

Aperto da gentlemen, 30 Apr 2014, 19:04

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Tarallo

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Io avevo pensato ad un amico carissimo, sulla linea di pan.

tommasino

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Citazione di: Tarallo il 03 Mag 2019, 12:07
Io avevo pensato ad un amico carissimo, sulla linea di pan.
Ti riferisci all'autore di "Pistole e palloni"? Potrebbe essere

ErNonno

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RaiNews24 pochi minuti fa. Alla fine del tg c'è rubrica sportiva. Un giornalaio (non ricordo il nome) parla della corsa alla Champions e dice tipo "Affascinante perché fino all'ottavo posto ci sono squadre che possono qualificarsi."
E le cita tutte in perfetto ordine: parla di Inter di Atalanta di quellila' di Torino e di Milan.
Ma non una parola sull'ottava cioè sulla Lazio. Da non credere. Che vergogna, che schifo di giornalismo, che servi...
Lo so che è quasi impossibile ma che cosa fantastica sarebbe metterglielo nell'apparato rettale.

rimski orel

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Corriere della Sera, giornale "serio", milanese, in prima pagina online con i 10 cori piu' belli al mondo, gigantografia delle merde piu' tifose della merda. Per i cori assieme a you'll never walk alone ci hanno messo "pazza inter amala" (capisco di Milano ma il senso del ridicolo?), una cosa sconosciuta e improbabile napoletana (dico con tutte le canzoni napoletane che cantano allo stadio tipo o surdato innamorato? mah) e udite udite, ovviamente, quella cafonata ultragalattica der Lando, noi c'avemo er culo rotto mezzo giallo e mezzo rosso...ma io dico, ma come hanno fatto a infestare tutte le redazioni di qualunque giornale? che contratto ha la merda con questi giornali che devono ogni giorno, ogni santo giorno pubblicare qualche cagata pro merde facendoli apparire per quelli che non sono, non sono mai stati e mai saranno...io boh

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LAZIO UNA COPPA DI CONSOLAZIONE.

ROMA SAPORE DI FINALE

Articoli del messaggero OGGI.

Non ci credevo quando me lo hanno detto ma giuro è tutto vero!!!!

DajeLazioMia

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Comunque, non penso di essere il solo, quando leggo gli articoli in rassegna mi basta il titolo per sgamare Abbate e saltare al successivo senza iniziare neanche una riga.
Al 99% azzecco.

SOLOSSLAZIO

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Citazione di: DajeLazioMia il 10 Mag 2019, 16:44
Comunque, non penso di essere il solo, quando leggo gli articoli in rassegna mi basta il titolo per sgamare Abbate e saltare al successivo senza iniziare neanche una riga.
Al 99% azzecco.
Ma infatti ma chi l'ha letto!  però stanno rasentando il ridicolo, anzi sono già oltre questa è carta igienica a l 100%

simcar

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Citazione di: rimski orel il 09 Mag 2019, 21:15
Corriere della Sera, giornale "serio", milanese, in prima pagina online con i 10 cori piu' belli al mondo, gigantografia delle merde piu' tifose della merda. Per i cori assieme a you'll never walk alone ci hanno messo "pazza inter amala" (capisco di Milano ma il senso del ridicolo?), una cosa sconosciuta e improbabile napoletana (dico con tutte le canzoni napoletane che cantano allo stadio tipo o surdato innamorato? mah) e udite udite, ovviamente, quella cafonata ultragalattica der Lando, noi c'avemo er culo rotto mezzo giallo e mezzo rosso...ma io dico, ma come hanno fatto a infestare tutte le redazioni di qualunque giornale? che contratto ha la merda con questi giornali che devono ogni giorno, ogni santo giorno pubblicare qualche cagata pro merde facendoli apparire per quelli che non sono, non sono mai stati e mai saranno...io boh
praticamente è loro raisport, mediaset, sky. Parte della redazione della gazzetta viene dal romanista, il corriere dello sport è loro, repubblica e gruppo l'espresso neanche a parlarne, il direttore del post è loro. Il direttore de La Stampa è loro. Corriere della sera è loro, il fatto quotidiano ci sta padellaro. C'è rimasto qualcuno?

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zorba

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Citazione di: simcar il 10 Mag 2019, 16:59
praticamente è loro raisport, mediaset, sky. Parte della redazione della gazzetta viene dal romanista, il corriere dello sport è loro, repubblica e gruppo l'espresso neanche a parlarne, il direttore del post è loro. Il direttore de La Stampa è loro. Corriere della sera è loro, il fatto quotidiano ci sta padellaro. C'è rimasto qualcuno?

La Settimana Enigmistica?!?

:=))

UnDodicesimo

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Citazione di: SOLOSSLAZIO il 10 Mag 2019, 16:42
...
ROMA SAPORE DI FINALE

Articoli del messaggero OGGI.

Non ci credevo quando me lo hanno detto ma giuro è tutto vero!!!!

sapor di finale, sapor di caxxate
per riempire il giornale, che scrive Abbate
non sapendo che fare per il dubbio che assale
tra il doverlo acchiappare o doversi attaccare


A.Nesta (c)

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Per me Abbate sta puntando allo stesso percorso di Salomone. Chi si ricorda il primo Salomone capirà cosa intendo dire.

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Citazione di: simcar il 10 Mag 2019, 16:59
praticamente è loro raisport, mediaset, sky. Parte della redazione della gazzetta viene dal romanista, il corriere dello sport è loro, repubblica e gruppo l'espresso neanche a parlarne, il direttore del post è loro. Il direttore de La Stampa è loro. Corriere della sera è loro, il fatto quotidiano ci sta padellaro. C'è rimasto qualcuno?
Il messaggero è sempre stato sfacciatamente romanista te lo eri dimenticato nell elenco sopra.


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rimski orel

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Citazione di: SOLOSSLAZIO il 10 Mag 2019, 16:42
LAZIO UNA COPPA DI CONSOLAZIONE.

ROMA SAPORE DI FINALE

Articoli del messaggero OGGI.

Non ci credevo quando me lo hanno detto ma giuro è tutto vero!!!!
SAPORE DI FINALE. Hanno vinto, statece, noi abbiamo sempre pensato al loro atroce dilemma, prenderlo nel culo o attaccarsi al cazzo, tertium non datur, invece hanno una terza possibilita', succhiarlo con tanto di sapore, ci hanno fregato

gigiazzo

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La fonte è quella che è, ma Alessandro Portelli è un grande e vale la pena leggerlo.


Alessandro Portelli

"Io, laziale e comunista rivendico i nostri spazi via i fascisti dalle curve" (La Repubblica)

GIANNI MURA

Alessandro Portelli, classe 1942, è stato docente di letteratura angloamericana alla Sapienza. Ha scritto molti libri. Uno, fondamentale, sul massacro delle Ardeatine ("L'ordine è già stato eseguito", ed. Donzelli). È considerato uno dei massimi esperti nel campo dei folksinger americani, da Woody Guthrie e Aunt Molly Jackson a Bob Dylan e Bruce Springsteen. Qui è intervistato in quanto dichiaratamente laziale e di sinistra.

Laziale da quando?
«Dal 1949, allo stadio Torino, che poi diventò Flaminio. Mi ci portò mio padre, che nelle giovanili della Lazio aveva giocato. La partita era Lazio-Juve, 3-1 per loro. Nel derby capitava spesso di sedere a fianco dei romanisti e di discutere. Era rigore. Macché, s'è buttato. Poteva volare qualche pugno, niente di più. E a volte si andava allo stadio tutti in famiglia, anche madri, sorelle, zie. Rimpiango i tempi in cui non esisteva il tifo organizzato. Al quale, per correttezza, andrebbe aggiunto un aggettivo: organizzato militarmente».

Continua a frequentare lo stadio?
«Saltuariamente, ma non per volontà mia. Una volta sapevi quando si giocavano le partite, io mi regolavo su un calendarietto di plastica che mi dava il barbiere. Oggi non esiste certezza della data: venerdì o sabato, domenica o lunedì? Prima, andavo con mio figlio Matteo nei Distinti e quando si sono fascistizzati e il clima era divenuto invivibile ci siamo spostati in tribuna Tevere. Spesso rimproveravo, pacatamente, il tifoso che faceva buu ai giocatori di colore. Matteo già a 13 anni reagiva duramente ascoltando certi cori. Ma anche prima aveva fatto la sua scelta. A 6 anni è tornato da scuola dicendo: quasi nessuno in classe è laziale, ma a due ho già fatto cambiare idea».

Giusto per datare, comunista da quando?
«Metà degli Anni 60 : il Vietnam, l'assassinio di Paolo Rossi».

Come vive questa situazione? Parlo della manifestazione in piazzale Loreto, dei cori contro Bakayoko e Kessié, ma anche di una militanza a destra non recentissima del tifo laziale.
«La vivo male, come tanti compagni laziali, Marino Sinibaldi ad esempio, che si sentono invisibili. Ci manca una voce collettiva. Con la giunta Veltroni ero consigliere per la memoria. Dopo duri scontri tra tifosi della Lazio e del Livorno, con Silvio Di Francia mandammo un messaggio sul web: laziali antifascisti, fatevi sentire. In due ore arrivarono più di 300 risposte. Ricordo che con Sandro Curzi andammo da Lotito. Che non capì cosa volevamo. Ci mostrò il plastico di uno stadio da costruire non ricordo dove. Continuava a ripetere: la politica non deve entrare negli stadi. A parte che c'era già entrata, dicevamo noi, sono i cori fascisti e razzisti che non devono entrare».

Deluso da Lotito?
«No, bisogna dargli atto di aver fatto il possibile contro gli Irriducibili, colpendoli negli incassi, nei quattrini. Perché il tifo organizzato è anche business. Ho letto che dopo le recenti esibizioni milanesi la Lazio si considera parte lesa. Allora sì, m'aspetto che faccia qualcosa. Vorrei aggiungere, da osservatore e non da tifoso, che non solo alla Lazio c'è una fetta di tifosi fascisti. Ricordo un derby in cui la nostra curva aveva uno striscione che inneggiava ad Auschwitz e quella curva romanista uno che diceva Toaff boia. Toaff era il rabbino di Roma. Dove sono finite le curve di sinistra, la Brigate rossonere, i Boys romanisti? Tutto o quasi il tifo organizzato s'è spostato all'estrema destra. La sinistra ha responsabilità precise: non ha capito che negli stadi si stava giocando qualcosa d'importante. In una prima fase s'è disinteressata, poi non ha approfondito il problema, l'ha sottovalutato».

Come si diventa laziali ?
«Nel mio caso, l'ho detto, per imprinting paterno, a sua volta trasmesso. Ho solo laziali in famiglia. Allo stesso modo, un ragazzino può scegliere la Lazio perché suo padre è romanista. O viceversa. Dipende anche dai periodi storici: negli Anni 20 e 30 tutta la zona di Ponte Milvio era antifascista perché il federale era romanista. Nel mio caso è stata anche una scelta sentimentale, tra David e Golia. Golia erano gli squadroni del nord, Juve in primis. Tifare Lazio comportava un certo masochismo, perché adesso gode di buona salute ma negli Anni 60 era in altalena tra A e B. Ma per me non era un problema: mi sono sempre identificato più con i perdenti che con i vincenti. Non rinnego la scelta di 70 anni fa, anzi».

Nella storia della Lazio, chi è rimasto nel suo cuore tifoso?
«Il primo è stato Muccinelli, un'aletta minuscola. Poi Morrone. Adesso, Ciro Immobile. Più molti che come David batterono Golia, grazie alla bravura e all'umanità di Tommaso Maestrelli: Frustalupi, Garlaschelli, Giordano, D'Amico, Re Cecconi. Vorrei ricordare Montesi, centrocampista di fatica: era di Lotta continua e sparì presto dal calcio professionistico. E anche Oddi, che giocava in una squadra molto orientata a destra, ma veniva alle feste dell'Unità al Tufello. Infine Gascoigne, per il profondo dispiacere che mi ha dato la sua parabola triste».

Altro da aggiungere sul tema del tifo di estrema destra?
«Sì, tre cose. Non credo a quelli che dicono che c'è questo tifo negli stadi perché c'è nella società. Questo tifo ha mosso i primi passi ed è cresciuto negli stadi perché in una città erano la sola zona franca. E una volta cresciuto è andato nelle piazze e nelle strade. Non credo a quelli che dicono: ma cosa pretendete da loro, sono ignoranti. No, dico io, è gente che sa benissimo da che parte vuole stare. Ricordo un derby in cui la curva laziale era osservata speciale. Mostrò una sola bandiera, quella sudista, della confederazione schiavista. E nessuno la rimosse. Infine, mi par di notare una certa indulgenza, forse l'antifascismo non fa più parte del senso comune. Se poi penso a chi siede al Viminale, non credo che la deriva fascista, nazista e razzista gli interessi più di tanto».

bak

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Ciumbia  :shock: :luv:

#iosonoAlessandroPortelli

MisterFaro

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Citazione di: gigiazzo il 11 Mag 2019, 09:54
La fonte è quella che è, ma Alessandro Portelli è un grande e vale la pena leggerlo.


Alessandro Portelli

"Io, laziale e comunista rivendico i nostri spazi via i fascisti dalle curve" (La Repubblica)

GIANNI MURA

Alessandro Portelli, classe 1942, è stato docente di letteratura angloamericana alla Sapienza.

...

Bella intervista, lucida e interessante


"Non credo a quelli che dicono che c'è questo tifo negli stadi perché c'è nella società. Questo tifo ha mosso i primi passi ed è cresciuto negli stadi perché in una città erano la sola zona franca. E una volta cresciuto è andato nelle piazze e nelle strade"

fiord

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Sull'orientamento dei boys della roma mi sa che si è sbagliato...

bak

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Citazione di: fiord il 11 Mag 2019, 11:46
Sull'orientamento dei boys della roma mi sa che si è sbagliato...

Probabilmente s'è confuso con i fedayn

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Omar65

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Molto interessante.
Sul secondo quotidiano nazionale, l'intervistatore è il più prestigioso giornalista sportivo italiano.

Ora si comincia a ragionare di comunicazione.

Che stia cambiando il vento, che si siano resi conto che invece di continuare a criminalizzare e bastonare un'intera tifoseria forse è più efficace dare una sponda e una mano a quelli che non si riconoscono in certe idee?

Lo so, è molto ottimista e improbabile, ma una piccola speranza lasciatemela...

Tarallo

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Anche se è una botta de culo, la accetto volentieri.

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