a falsità di certi presunti pennivendoli, bisogna ribattere.
Bisogna farlo però con estrema lucidità, e aplomb perché scendere al loro livello non fa altro che farli godere e gli offre sponda per confutare e ribattere.
Quindi:
" egregio dottor Gervasoni, vorrei cortesemente sapere se ella era presente allo stadio in occasione della partita e se ha chiaramente distinto cori razzisti nei confronti del signor Mario Balotelli tra le altre cose protagonista di atteggiamenti non propriamente sportivi e di continue lamentele e rimostranze nei confronti dell'arbitro pur non essendo capitano del Brescia.
Se ella, invece si riferisce ad insulti, sì , certo li stessi ci sono stati e, seppur malcostume, sono gli stessi che si sentono in ogni stadio e contro ogni giocatore.
Qualora gli enti preposti certificassero gli insulti razzisti, la società sportiva Lazio e i tifosi tutti ne prenderebbero distanza, diversamente, se ella è una persona onesta dovrebbe prenderne atto.
Mi aspetto altresì che ella sia sempre attento e critico nei confronti del razzismo vero e sono ansioso di leggerla prendere posizione ogniqualvolta ci sia un coro offensivo in ogni stadio d'Italia.
Un ultimo appunto: la caduta di stile riferita al Celtic è un chiaro autogol perchè rischia di qualificarla per quello che è: un provocatore.
Distinti saluti