Purtroppo la stampa nazionale non abbiamo modo di contrastarla con i nostri mezzi.
È importante dire la nostra nei sondaggi, rispondere sul web con una narrazione diversa, mostrare di avere un peso, ma alla fine non riusciremmo mai a cambiarne le dinamiche.
Solo la squadra può: neppure la Società, ma proprio la squadra, il campo, le vittorie che attirano l'attenzione di Klopp come in passato di Ferguson. Una Lazio che vince sempre e diverte è un elefante nella stanza.
Personalmente ho scelto la strada dell'ironia per ridicolizzare certa vulgata: non so se è efficace, ma almeno mi diverto.
Diverso è il discorso di radio e TV locali: premesso che credo contino sempre meno, secondo me si va verso una positiva rigenerazione, analoga a quella che forse avverrà in Curva. Radio Incontro Olympia ad esempio è stata la prima a dare ossigeno in un ambiente mefitico antisocietario, e il suo apporto ha un peso specifico superiore ai canali ufficiali, comunque utili.
Personaggi come Plastino sono al capolinea (TR56 non lo ha confermato), così come Guidone (e un po' me ne dispiace), nel cui studio non è un caso che quello più positivo verso la Lazio abbia trent'anni. Stefano Benedetti, Capodaglio e altri residuati degli anni '90 perdono appeal, perché fedeli alla loro linea hanno perso di vista il core business di chi fa comunicazione intorno alla Lazio: l'amore e il divertimento che seguirla dovrebbe suscitare.
Se ci sarà l'inaspettato trionfo saliranno tutti sul carro, e li accoglieremo perché c'è spazio per tutti. Però la sensazione è che verrà messo loro in mano un biglietto di sola andata per annàffacoulo e il racconto della Lazio del futuro verrà fatto da altri.