Citazione di: paolo71 il 19 Set 2020, 08:15
Recanatesi vatteneaffanculo
L'intervento
Cara Lazio in Champions serve altro (Corriere dello Sport)
di Franco Recanatesi
La Lazio che va in campo oggi nella prova generale contro il Benevento non ha le piume di struzzo che ci si attendeva, ma riflette, come il crudele specchio della strega di Biancaneve, l'immagine di una società che arranca, schiava di vizi antichi, fra le bancarelle del calciomercato. Gli ultimi due acquisti, Fares e Muriqi, risultano tuttora latitanti. I due obbiettivi più importanti, David Silva e Kumbulla, sono da tempo sfuggiti, vittime della politica attendista e dell'eccessiva parsimonia di lotitiana abitudine.
Sono anni, lustri che la Lazio perde occasioni per non avere raggiunto il tetto richiesto dal venditore. Eppure vanta uno dei bilanci più sani della serie A. Eppure società gonfie di debiti riescono a spendere con maggiore disinvoltura. Migliore adattamento alla variegata economia creativa del pallone? Una superiore abilità nella stesura dei rapporti con le altre società? Lotito ripone le sue trattative su due o tre procuratori amici (Mendes il primo) e due o tre presidenti amici (Preziosi in testa). Gli altri sono spaventati dalla rigidità, dalle lungaggini e dal braccino corto del presidente laziale. La maggior parte degli agenti preferisce una cena con la suocera piuttosto che un appuntamento con Lotito.
Tutto ciò ha fatto sì che da quattro anni – quelli di Inzaghi – la Lazio giochi sempre con gli stessi elementi, avendo azzeccato nel suddetto arco temporale non più di quattro/cinque acquisti eccellenti e a prezzi stracciati; per il resto, troviamo un assembramento di flop piuttosto costosi: da Wallace (8 milioni) a Mauricio (2,5), da Berisha (7,5) a Durmisi (7,5), da Bastos (5) a Jony (2), volendo benevolmente posticipare ogni sentenza sul costosissimo Vavro (10,5). Giocatori difficilmente spendibili sul mercato, ceduti in saldo o in regalo pur di risparmiare i cospicui ingaggi. Ecco un altro punto dolente di casa Formello: il mercato in uscita. La Roma piazza Schick e Ünder incassando 50 milioni, Tare non riesce a collocare Bastos per 2 milioni. E per i pezzi da novanta della rosa, neanche una richiesta da parte dei grandi club. C'è più di una cosa che non torna.
A due settimane dalla chiusura dei trasferimenti mancano all'appello, come minimo, un difensore, un centrocampista e un trequartista in grado di ruotare con i titolari. Cioè affidabili quanto loro. "Pronti", come vuole Inzaghi, non scommesse. E adattabili a più ruoli. Semplifico: degli Otamendi, dei De Paul, dei Vasquez. Presentarsi alla festa della Champions con gli scarti della Salernitana sarebbe come andare in mutande ad un gala di Buckingham Palace.