Ieri
https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Atalanta/28-02-2020/atalanta-lazio-no-lotito-schiaffo-tutto-calcio-italiano-3601306944045_preview.shtmlOggi :
La rivincita
Atalanta-Lazio, un romanzo. Gasp ha un conto in sospeso (Gazzetta dello Sport)
Venti mesi fa Inzaghi ha vinto una Coppa Italia al veleno. Stasera in palio la semifinale. E domenica altro round
di Andrea Elefante
Ci sono vittorie che non bastano a far dimenticare certe sconfitte. Anche se sono due, e anzi per l'Atalanta quasi due e mezza. Anche se sono passati ventimesi. Oggi si tratta di un "semplice" quarto e non di una finale come allora, ma Gasperini e i suoi cercano la "rivincita perfetta". Vendetta è troppo, e poi quella è già arrivata in campionato: resta il veleno bevuto in coppa (Italia) quella sera. Un conto in sospeso che il Gasp si è scritto in un foglio, e lo tiene ancora in tasca. Venti mesi fa dunque, 15 maggio 2019: stadio Olimpico, in palio la Coppa Italia, Atalanta-Lazio 0-2. Davanti a più di ventimila suoi tifosi che avevano invaso Roma, il tecnico poteva vincere il primo trofeo della sua già brillante storia con la Dea e la Dea poteva tornare a vincerne uno, quasi sessant'anni dopo la sua ultima volta.
Sfide in campo e fuori
Invece vinse la Lazio fra le polemiche, soprattutto per via di un fallo di mano in area di Bastos su tiro di De Roon. Era ancora 0-0, Calvarese al Var non ritenne di intervenire per aiutare Banti, Gasperini furibondo parlò di «episodio gravissimo ». Si eramossa la primatessera di un effetto domino che ha fatto delle due squadre qualcosa in più di semplici rivali: non solo in campo. Lì l'Atalanta si è ripresa in campionato quasi tutto quanto avrebbe potuto e il "quasi" riporta al 3-3 all'Olimpico dell'ottobre successivo: la seconda puntata, per l'Atalanta una mezza vittoria più che un pareggio. La Lazio le rimontò tre gol con due rigori, al Gasp tornò su tutto comprese le accuse a Immobile di aver fatto «furbate », le tensioni fra i club lievitarono. E diventarono scontro qualche mese dopo, quando l'Atalanta chiese di anticipare di un giorno la gara di ritorno per prepararsi meglio all'ottavo di finale di Champions contro il Valencia e Lotito, appellandosi al regolamento, negò il favore. Il Covid trasformò il possibile anticipo in rinvio e a fine giugno la Dea consumò il primo piatto freddissimo: controrimonta, da 0-2 a 3-2 e primo scricchiolio del sogno scudetto della Lazio. Il secondo piatto se lo servì da sola altri tre mesi dopo, lo scorso settembre, con un pesantissimo 4-1 all'Olimpico.
Un bel riscaldamento
Il sequel è previsto domenica a Bergamo, con importanti implicazioni in chiave prossima Champions. Ma prima c'è questa gara secca che regala la semifinale di Coppa Italia. Per l'Atalanta sarebbe la terza nelle ultime quattro stagioni e Gasperini come minimo la pensa allo stesso modo di Inzaghi, che ieri ha detto «è questa prima partita la più importante». Fra squalifiche (Leiva) e vari problemi fisici farà fatica a mirare l'obiettivo con le scelte di formazione: Caicedo si è aggiunto a Luiz Felipe e Luis Alberto, anche Lazzari non sta benissimo, Immobile e Correa potrebbero partire in panchina. A Gasperini mancano solo Pasalic e Hateboer, ma anche lui qualcuno dovrebbe risparmiare: Toloi, De Roon, Zapata, forse anche Ilicic. La partita con il Milan, oltre che un buon contributo psicologico («Volevamo un confronto con la squadra che aveva fatto meglio e ne siamo usciti veramente bene»), ha dato un'altra risposta importante: l'Atalanta non soffre le sfide ad alto livello. Al contrario. Considerando le prime sette in classifica, dal Milan alla squadra di Inzaghi, nessuno ha fatto più punti negli scontri diretti: 11 in sei partite, la Lazio è ferma a 8. E stasera non sarà un semplice riscaldamento.