Guidone é un po' come quelli che ancora aspettano (pare che esistano) i sussidi previsti dopo il terremoto della marsica del 1915. Che ogni tanto scrivono ai giornali per rivendicare una casa che é stata promessa al bisnonno da Vittorio Emanuele III.
E' tempo de passare ad altre cose. E' un po' come la storia del Grande Torino, che i granato portano come un cilicio da 71 anni. Vivono nel ricordo, nella mestizia, nel ricordo del boato che manco hanno mai sentito perché non erano nati neanche i loro genitori, nelle immagini in bianco e nero del funerale delle vittime. Anche basta. Anche basta.
Ma non per fare tabula rasa, ma per mettere i ricordi nella loro giusta prospettiva.
Anche sta cosa del difendere la Lazio quando non la difendeva nessuno é una frase fatta dietro la quale niente e nessuno puo' giustificare sto spessore de dolore intestinale e sto marmo de carrara in cui trasforma i nostri collioni ogni volta che prende la parola. I laziali ce so sempre stati, corcazzo che c'ha salvato Guidone, con sta grandissima ceppa de cazzo che c'ha salvato Guidone. A noi c'ha salvato chi é venuto coi soldi veri. Se era per Guidone o per Plastino morivamo con Chinaglia presidente che a parte er phon de Martini e il Winchester di Petrelli non c'aveva i soldi manco per piangere. Allora che cazzo dovremmo dire di Calleri ? Che veramente ci salvò dalla fine ?
Io a Lazio-Vicenza stavo allo stadio ma se dovessi rivivere un momento di Lazio preferisco un miliardo di volte rivivere il rigore di Dabo piuttosto che il gol di Fiorini. Per carità, i miei sedici anni, ma la maglia bandiera é diventata una maglia gloriosa solo perché c'abbiamo vinto la coppa Italia due anni fa, senno' é sempre e solo stato sinonimo de tragedie evitate.
Passamo oltre, ce farebbe solo che bene. Per carità, le foto in bianco e nero sui muri restano li e vanno rispettate. Ma sempre foto restano.