Giornalisti che parlano di Lazio....

Aperto da gentlemen, 30 Apr 2014, 19:04

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Penny71

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Bartocci uno di noi... Non giocamo... Poi I giornalai che ci trattano  come sappiamo alla fine manco ce tocca più tanto.... Siamo abituati a sti poracci pero' noi se l'inculamo tutti sistematicamente...

richard

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Rosicando, e noi ci nutriamo del loro dolore.

:asrm

El Matador

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Anche oggi articolo indecente sulla gazza online.

MisterFaro

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Citazione di: El Matador il 09 Set 2021, 12:33
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Citazione di: MisterFaro il 09 Set 2021, 16:10
per non farci regalare click puoi dirci di più?
Tamponi Lazio, "Protocolli violati". Ecco perché Lotito rischia di decadere

Anche in terzo grado respinto il ricorso sulla legittimità dell'impianto accusatorio. Le violazioni ci sono state

Elisabetta Esposito



Aspettando le motivazioni della decisione del Collegio di Garanzia del Coni e la nuova udienza della Corte federale d'Appello, è opportuno ora fare chiarezza su quelle che sono le certezze di questo lungo e complesso caso Lazio-tamponi alla luce dell'ultima sentenza. Prima di tutto è acclarato ormai che la Lazio, il presidente Lotito e i due medici Pulcini e Rodia sono colpevoli delle violazioni del protocollo che gli sono state contestate, dall'assenza di comunicazione alle Asl dei casi di positività al conseguente mancato isolamento dei soggetti contagiati e alla quarantena (soft, ma pur sempre quarantena) dei contatti stretti, fino all'impiego in due incontri ufficiali di due calciatori risultati positivi ad almeno uno dei test effettuati nei giorni precedenti il match.

Legittimità
Martedì il Collegio di Garanzia, come si legge nel dispositivo, ha infatti respinto il primo motivo del ricorso dei legali di Lotito, club e medici, in pratica il punto cardine della difesa biancoceleste contro la decisione della Corte d'Appello che il 30 aprile aveva inflitto 12 mesi al presidente e ai due responsabili dello staff sanitario e 200mila euro di multa alla società. Di che cosa parliamo? Non certo del tentativo di sostenere l'assenza di violazioni, bensì della presunta illegittimità della norma che prevede che certi comportamenti vengano sanzionati. La questione è stata portata avanti dall'avvocato Gian Michele Gentile in tutti e tre i gradi di giudizio, ma anche stavolta è stata ritenuta priva di fondamento. Entrando nel merito, Lotito, medici e Lazio sono stati condannati in base al comunicato ufficiale numero 78 della Figc del 1° settembre 2021, in cui la Federcalcio individua una serie di sanzioni per chi non rispetta i protocolli anti Covid. Per la difesa biancoceleste questa norma sarebbe stata illegittima perché non approvata dal Coni. L'avvocato della Figc Giancarlo Viglione ha invece ribadito che la legittimità viene dal governo stesso che nell'articolo 218 del decreto legge del 19 maggio 2020 n° 34 afferma: "In considerazione dell'eccezionale situazione determinatasi a causa della emergenza epidemiologica da Covid 19, le federazioni sportive nazionali, riconosciute dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano e dal Comitato Italiano Paralimpico, possono adottare, anche in deroga alle vigenti disposizioni dell'ordinamento sportivo, provvedimenti relativi all'annullamento, alla prosecuzione e alla conclusione delle competizioni e dei campionati".

Governo e protocollo
Insomma, quel comunicato è valido, le sanzioni pure, anche perché la Figc ha basato tutta la ripartenza del calcio su una disciplina sanzionatoria molto forte. Un fattore questo risultato determinante pure nella scelta del governo di dare fiducia allo sport con provvedimenti ad hoc come quello appena riportato. Una concessione importante in un momento delicatissimo del Paese che ha dato alla Figc la possibilità di stilare un proprio protocollo con misure, come ad esempio la quarantena soft, che hanno permesso che il campionato non si fermasse ad ogni positivo. Misure che però dovevano e devono tuttora essere seguite alla lettera. La Lazio non lo ha fatto.

Nuova valutazione
Quello su cui Lotito può ancora sperare è "la misura della sanzione" sugli altri motivi del ricorso biancoceleste ma - si legge ancora nel dispositivo del Collegio di Garanzia - "nei limiti di cui in motivazione" su cui la Corte federale d'Appello è ora chiamata a fare una nuova valutazione. Quando? I tempi sono piuttosto lunghi, considerando che da codice la Corte dovrà decidere con udienza entro 30 giorni dalla pubblicazione delle motivazioni del Collegio che dovrebbero arrivare tra una decina di giorni.

radar

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Avrei scommesso il mondo che si trattava di un articolo della simpatica signora

Sante93

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Quindi secondo tale Elisabetta Esposito l'unico punto respinto dalla difesa di Lotito ne determina la colpevolezza.
Quindi Lotito ci ha provato.
Statece.

Giornalismo d'assalto.

Sante93

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calimero

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Citazione di: Sante93 il 09 Set 2021, 18:14
Quindi secondo tale Elisabetta Esposito l'unico punto respinto dalla difesa di Lotito ne determina la colpevolezza.
Quindi Lotito ci ha provato.
Statece.

Giornalismo d'assalto.

La signora si lancia in ardite speculazioni, ma confrontando la differenza dei dispositivi per Lotito e per i medici è presumibile che la posizione del presidente si sia molto alleggerita, probabilmente se verrà condannato sarà solo per omesso controllo, rimanendo perciò in capo solo a Rodia e Pulcini la commissione materiale delle violazioni.

PARISsn

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appuntiamoci sto nome ( che tanto la conosciamo bene ) perche  poi alla fine dei giochi, se andranno come tutti speriamo e cioe' un riduzione della sanzione al presidente che non lo faccia decadere dalla carica federale ( che  poi è l'unica cosa che  interessa al momento visto che gli 11 punti de penalizzazione o la serie B diretta come glie piacerebbe a questa non ce la possono piu dare ) per farla rosicare un po sui suoi social  ;)

poda_again

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Citazione di: El Matador il 09 Set 2021, 17:49
Tamponi Lazio, "Protocolli violati". Ecco perché Lotito rischia di decadere

Prima di tutto è acclarato ormai che la Lazio, il presidente Lotito e i due medici Pulcini e Rodia sono colpevoli delle violazioni del protocollo che gli sono state contestate, dall'assenza di comunicazione alle Asl dei casi di positività al conseguente mancato isolamento dei soggetti contagiati e alla quarantena (soft, ma pur sempre quarantena) dei contatti stretti, fino all'impiego in due incontri ufficiali di due calciatori risultati positivi ad almeno uno dei test effettuati nei giorni precedenti il match.


Noi siamo stati condannati solo per la mancata communicazione all'Asl e basta mi pare. Non per tutto il resto. O mi sbaglio?

RG-Lazio

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sciacalli

Sciacalli travestiti da giornalisti...oggi se scrollate la cosa rosa, ad un certo punto si arriva al caso di Guero e l´articolo in grande é dedicato nientepocodimento che alla presa di posizione del signor F. Totti. In questo caso lui non ha alcuna colpa e per quanto ogni azione di questi personaggi sia contrassegnata una logica di marketing, voglio credere (e ci credo) che l´abbia fatto in assoluta buona fede, o al massimo con l´intento (illusione) che la sua parola possa avere un peso nel caso il gesto ignobile sia stato fatto da un suo ex-tifoso (per quanto ribadisco che tale roba non ha niente da spartire con il rifo)

Chiarito questo...possibile che dei giornalisti debbano sfruttare una tale nefandezza per riportare in qualche modo in auge il loro idolo ormai decaduto? C´é un fondo allo schifo? Almeno mettilo a lato...fai un articolo in cui metti insieme tutti i calciatori che hanno sensibilizzato con la questione...e in ogni caso in primo piano deve esserci il fatto e le parole della famiglia.

Hanno sciacallato il ricordo di Guero un´altra volta. Che schifo.   

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"Repubblica" ci ripensa: no al cronista di destra. Sfuma l'assunzione di Magliaro dopo un suo tweet di saluto ai colleghi de "Il Tempo"

Da Il Giornale.it

Cambiare lavoro non è mai un'impresa facile, ma riuscirci con soddisfazione e poi ritrovarsi disoccupato il giorno stesso del nuovo incarico è davvero un caso sciagurato. Sciagura che è toccata al collega Fernando Magliaro quando, dimessosi dal quotidiano presso cui lavorava da 14 anni il giorno in cui ha preso servizio presso il nuovo quotidiano, in qualità di collaboratore di cronaca romana, ha ricevuto la comunicazione che la collaborazione stipulata due giorni prima era stata annullata dal direttore responsabile.

A questo punto diventa doveroso definire i dettagli della vicenda. Magliaro, cronista presso la testata romana de Il Tempo, avendo saputo che la redazione romana del quotidiano La Repubblica era in ristrutturazione, si è fatto avanti per cercare un nuovo lavoro. Ma perché raccontiamo questa storia? Fernando Magliaro è figlio d'arte. Figlio di quel Massimo che per una vita è stato l'addetto stampa di Giorgio Almirante. Della destra romana e nazionale dell'Msi o del «Mis» come dicono a Roma. Fernando è stato addetto stampa alla Provincia di Roma con Silvano Moffa, alla Regione Lazio sotto la guida di Francesco Storace, poi ancora al Comune di Roma c'era Gianni Alemanno. Certo potrebbe apparire singolare che con un curriculum così «orientato» Repubblica si fosse mostrata interessata, ma tant'è. Le trattative tra testata e giornalista sui termini contrattuali, incarico e compenso sono iniziati a luglio scorso.

A fine agosto Repubblica gli ha comunicato che il vicedirettore Carlo Bonini aveva confermato l'ingaggio e di lì a breve avrebbe firmato il contratto per prendere servizio il primo di settembre. Tant'è che Magliaro si è prodigato per dare immediatamente le dimissioni alla vecchia testata riuscendo addirittura a farsi scontare i 15 giorni di preavviso.

Tutto è bene quel che finisce bene? Sembra di no. La sera del giorno successivo e siamo arrivati al 31 agosto - Fernando su Twitter manda un messaggio esplicito ai suoi follower per annunciare la novità: «Oggi è stato il mio ultimo giorno di lavoro a Il Tempo, dove sono professionalmente nato e cresciuto. Ringrazio i direttori di questi anni, a partire da @FrancoBechis e @GMChiocciTW, e tutti i colleghi con cui ho lavorato in questi 14 anni per l'opportunità che mi hanno offerto». E forse è proprio quel tweet a scatenare il pandemonio. Forse le pressioni di colleghi che non vedevano di buon occhio la provenienza politica di Magliaro o l'incertezza di un contratto da formalizzare l'indomani. Chi può dirlo? Avremmo voluto togliere qualche interrogativo e per questo abbiamo chiesto anche al comitato di redazione di Repubblica notizie sull'accaduto. Purtroppo i colleghi di quel giornale non ci hanno mai risposto.


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Citazione di: RG-Lazio il 11 Set 2021, 09:54
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Sciacalli travestiti da giornalisti...oggi se scrollate la cosa rosa, ad un certo punto si arriva al caso di Guero e l´articolo in grande é dedicato nientepocodimento che alla presa di posizione del signor F. Totti. In questo caso lui non ha alcuna colpa e per quanto ogni azione di questi personaggi sia contrassegnata una logica di marketing, voglio credere (e ci credo) che l´abbia fatto in assoluta buona fede, o al massimo con l´intento (illusione) che la sua parola possa avere un peso nel caso il gesto ignobile sia stato fatto da un suo ex-tifoso (per quanto ribadisco che tale roba non ha niente da spartire con il rifo)

Chiarito questo...possibile che dei giornalisti debbano sfruttare una tale nefandezza per riportare in qualche modo in auge il loro idolo ormai decaduto? C´é un fondo allo schifo? Almeno mettilo a lato...fai un articolo in cui metti insieme tutti i calciatori che hanno sensibilizzato con la questione...e in ogni caso in primo piano deve esserci il fatto e le parole della famiglia.

Hanno sciacallato il ricordo di Guero un´altra volta. Che schifo.   

Merde.

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Citazione di: Precisione il 11 Set 2021, 11:12
"Repubblica" ci ripensa: no al cronista di destra. Sfuma l'assunzione di Magliaro dopo un suo tweet di saluto ai colleghi de "Il Tempo"

Da Il Giornale.it

Cambiare lavoro non è mai un'impresa facile, ma riuscirci con soddisfazione e poi ritrovarsi disoccupato il giorno stesso del nuovo incarico è davvero un caso sciagurato. Sciagura che è toccata al collega Fernando Magliaro quando, dimessosi dal quotidiano presso cui lavorava da 14 anni il giorno in cui ha preso servizio presso il nuovo quotidiano, in qualità di collaboratore di cronaca romana, ha ricevuto la comunicazione che la collaborazione stipulata due giorni prima era stata annullata dal direttore responsabile.

A questo punto diventa doveroso definire i dettagli della vicenda. Magliaro, cronista presso la testata romana de Il Tempo, avendo saputo che la redazione romana del quotidiano La Repubblica era in ristrutturazione, si è fatto avanti per cercare un nuovo lavoro. Ma perché raccontiamo questa storia? Fernando Magliaro è figlio d'arte. Figlio di quel Massimo che per una vita è stato l'addetto stampa di Giorgio Almirante. Della destra romana e nazionale dell'Msi o del «Mis» come dicono a Roma. Fernando è stato addetto stampa alla Provincia di Roma con Silvano Moffa, alla Regione Lazio sotto la guida di Francesco Storace, poi ancora al Comune di Roma c'era Gianni Alemanno. Certo potrebbe apparire singolare che con un curriculum così «orientato» Repubblica si fosse mostrata interessata, ma tant'è. Le trattative tra testata e giornalista sui termini contrattuali, incarico e compenso sono iniziati a luglio scorso.

A fine agosto Repubblica gli ha comunicato che il vicedirettore Carlo Bonini aveva confermato l'ingaggio e di lì a breve avrebbe firmato il contratto per prendere servizio il primo di settembre. Tant'è che Magliaro si è prodigato per dare immediatamente le dimissioni alla vecchia testata riuscendo addirittura a farsi scontare i 15 giorni di preavviso.

Tutto è bene quel che finisce bene? Sembra di no. La sera del giorno successivo e siamo arrivati al 31 agosto - Fernando su Twitter manda un messaggio esplicito ai suoi follower per annunciare la novità: «Oggi è stato il mio ultimo giorno di lavoro a Il Tempo, dove sono professionalmente nato e cresciuto. Ringrazio i direttori di questi anni, a partire da @FrancoBechis e @GMChiocciTW, e tutti i colleghi con cui ho lavorato in questi 14 anni per l'opportunità che mi hanno offerto». E forse è proprio quel tweet a scatenare il pandemonio. Forse le pressioni di colleghi che non vedevano di buon occhio la provenienza politica di Magliaro o l'incertezza di un contratto da formalizzare l'indomani. Chi può dirlo? Avremmo voluto togliere qualche interrogativo e per questo abbiamo chiesto anche al comitato di redazione di Repubblica notizie sull'accaduto. Purtroppo i colleghi di quel giornale non ci hanno mai risposto.

Bonini. E Magliaro. Alla faccia sel cacio cavallo.

Buttateve dal ponte (delle spie), fareste un piacere all'umanità...

Duccio73

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Citazione di: Precisione il 11 Set 2021, 11:12
"Repubblica" ci ripensa: no al cronista di destra. Sfuma l'assunzione di Magliaro dopo un suo tweet di saluto ai colleghi de "Il Tempo"

Da Il Giornale.it

Cambiare lavoro non è mai un'impresa facile, ma riuscirci con soddisfazione e poi ritrovarsi disoccupato il giorno stesso del nuovo incarico è davvero un caso sciagurato. Sciagura che è toccata al collega Fernando Magliaro quando, dimessosi dal quotidiano presso cui lavorava da 14 anni il giorno in cui ha preso servizio presso il nuovo quotidiano, in qualità di collaboratore di cronaca romana, ha ricevuto la comunicazione che la collaborazione stipulata due giorni prima era stata annullata dal direttore responsabile.

A questo punto diventa doveroso definire i dettagli della vicenda. Magliaro, cronista presso la testata romana de Il Tempo, avendo saputo che la redazione romana del quotidiano La Repubblica era in ristrutturazione, si è fatto avanti per cercare un nuovo lavoro. Ma perché raccontiamo questa storia? Fernando Magliaro è figlio d'arte. Figlio di quel Massimo che per una vita è stato l'addetto stampa di Giorgio Almirante. Della destra romana e nazionale dell'Msi o del «Mis» come dicono a Roma. Fernando è stato addetto stampa alla Provincia di Roma con Silvano Moffa, alla Regione Lazio sotto la guida di Francesco Storace, poi ancora al Comune di Roma c'era Gianni Alemanno. Certo potrebbe apparire singolare che con un curriculum così «orientato» Repubblica si fosse mostrata interessata, ma tant'è. Le trattative tra testata e giornalista sui termini contrattuali, incarico e compenso sono iniziati a luglio scorso.

A fine agosto Repubblica gli ha comunicato che il vicedirettore Carlo Bonini aveva confermato l'ingaggio e di lì a breve avrebbe firmato il contratto per prendere servizio il primo di settembre. Tant'è che Magliaro si è prodigato per dare immediatamente le dimissioni alla vecchia testata riuscendo addirittura a farsi scontare i 15 giorni di preavviso.

Tutto è bene quel che finisce bene? Sembra di no. La sera del giorno successivo e siamo arrivati al 31 agosto - Fernando su Twitter manda un messaggio esplicito ai suoi follower per annunciare la novità: «Oggi è stato il mio ultimo giorno di lavoro a Il Tempo, dove sono professionalmente nato e cresciuto. Ringrazio i direttori di questi anni, a partire da @FrancoBechis e @GMChiocciTW, e tutti i colleghi con cui ho lavorato in questi 14 anni per l'opportunità che mi hanno offerto». E forse è proprio quel tweet a scatenare il pandemonio. Forse le pressioni di colleghi che non vedevano di buon occhio la provenienza politica di Magliaro o l'incertezza di un contratto da formalizzare l'indomani. Chi può dirlo? Avremmo voluto togliere qualche interrogativo e per questo abbiamo chiesto anche al comitato di redazione di Repubblica notizie sull'accaduto. Purtroppo i colleghi di quel giornale non ci hanno mai risposto.
Sbaglio o questo tizio era sempre in prima linea per la Cloaca Maxima( stadio Bori)...?

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Citazione di: Duccio73 il 11 Set 2021, 11:19
Sbaglio o questo tizio era sempre in prima linea per la Cloaca Maxima( stadio Bori)...?

E già: e tra l'altro, credo  non fosse un dipendente del Tempo, ma un collaboratore esterno, che si occupava solo del merdodromo.

hafssol

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Citazione di: RG-Lazio il 11 Set 2021, 09:54
sciacalli

Sciacalli travestiti da giornalisti...oggi se scrollate la cosa rosa, ad un certo punto si arriva al caso di Guero e l´articolo in grande é dedicato nientepocodimento che alla presa di posizione del signor F. Totti. In questo caso lui non ha alcuna colpa e per quanto ogni azione di questi personaggi sia contrassegnata una logica di marketing, voglio credere (e ci credo) che l´abbia fatto in assoluta buona fede, o al massimo con l´intento (illusione) che la sua parola possa avere un peso nel caso il gesto ignobile sia stato fatto da un suo ex-tifoso (per quanto ribadisco che tale roba non ha niente da spartire con il rifo)

Chiarito questo...possibile che dei giornalisti debbano sfruttare una tale nefandezza per riportare in qualche modo in auge il loro idolo ormai decaduto? C´é un fondo allo schifo? Almeno mettilo a lato...fai un articolo in cui metti insieme tutti i calciatori che hanno sensibilizzato con la questione...e in ogni caso in primo piano deve esserci il fatto e le parole della famiglia.

Hanno sciacallato il ricordo di Guero un´altra volta. Che schifo.   

Mi associo in tutto e per tutto. Con altri mezzi, questo è sciacallaggio come quello perpetrato sulla tomba del povero Guero.

Non voglio cadere nel loro stesso gioco né fare processi alle intenzioni, ma è fin troppo facile immaginare quale sarebbe stato l'atteggiamento a parti invertite. Dubito avrebbero intervistato Nesta e, soprattutto, ci avrebbero messo un attimo ad associare l'accaduto a "tifosi della Lazio".

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pan

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sul twitter di gmchiocci un articolo (datato ma comunque in bella mostra) su Resistenza? Solo un falso mito, più altro materiale ben connotato politicamente. forse le attestazioni di stima a uno così non sono state gradite.

Dissi

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Repubblica non è più un giornale di sinistra da un pezzo, da quando poi l'hanno acquistato gli Agnelli strizza volentieri l'occhio alla destra.

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