il tifoso non vuole stare a guardare: Diabolik annuncia un "sit-in se venisse processata la Lazio" e propone "lo stop del calcio"
In un periodo in cui a far rotolare il pallone in campo sono solo le rappresentative nazionali, mentre il calcio per club riposa in letargo pronto alla nuova stagione, i tifosi di molte squadre si trovano a vivere con apprensione un momento che, solitamente, dovrebbe essere tranquillo. Il responsabile di queste settimane di incertezza è, come noto, lo scandalo del calcioscommesse. Calciatori coinvolti, rei confessi, persone che giurano sulla propria innocenza, club che lottano con lo spettro della responsabilità oggettiva, inquirenti sommersi dai faldoni, portoni dei palazzi giudiziari sportivi che si aprono e si chiudono incessantemente. E poi c'è il tifoso, che assiste amareggiato al solito, brutto spettacolo che ciclicamente offre il sistema calcio. Ne è un esempio il tifoso della Lazio, che non sa ancora se la propria squadra potrà o no disputare la prossimaEuropa League: "Il tifoso della Lazio è impegnato anche mentalmente ad attendere se quella ghigliottina calerà o rimarrà bloccata, io spero che rimanga bloccata", è lo stato d'animo espresso da Fabrizio Piscitelli, alias Diabolik, uno dei leader storici della Curva Nord. "Penso che la gravità della situazione non venga pubblicizzita e portata avanti come si dovrebbe: si parla più di Europei che dello schifo del calcio e questa è una cosa vergognosa - riflette Diabolik, nel suo intervento durante la trasmissione di Radiosei "9 gennaio 1900" -. Poi a chi vogliono far credere che ci siano solo uno-due giocatori coinvolti per ogni squadra? E' una cosa impossibile. E' vergognoso che questo problema si ripresenti ogni due anni, questo perché non viene mai risolto del tutto". Agli albori di questo nuovo scandalo che sta squassando il sistema calcio, il premier Mario Monti prospettò una soluzione radicale: quella di fermare il movimento per qualche anno, così da ripulirlo. L'idea di uno stop risanatorio è caldeggiata anche da Diabolik: "Se si volesse risolvere veramente la questione del calcio malato, si dovrebbe fare come in America con il baseball: fermare lo sport incriminato per due anni, ripulirlo, facendo processi sportivi e ordinari che vadano di pari passo... Vorrei sapere come è possibile che un processo ordinario duri anni, mentre per quello sportivo, come nel caso della Lazio, si dice che terminerà dopo gli Europei. Una persona come Mauri, che potrebbe essere assolta, come penso che sia, dal punto di vista penale, potrebbe invece essere condannata dal punto di vista sportivo". Diabolik, tuttavia, non accetta il fatto che la suggestione offerta da Monti sia decaduta immediatamente, anche nelle intenzioni dello stesso premier, dato che a prevalere è stata l'idea che il sistema calcistico italiano sia tra le prime industria del Paese: "Qui c'è solo l'intenzione di continuare a muovere soldi all'interno di un'industria che, comunque, produce solo passivi: quest'anno la Serie A ha chiuso con 658 milioni di euro di debiti, in un periodo in cui nessuna azienda, nessuna attività in Italia ha la possibilità di scendere neanche sotto i 500 euro". Ecco quindi che, nell'idea di Diabolik e di molti esponenti della Nord, il tifoso che guarda impotente al triste circo del calcioscommesse dovrebbe entrare in gioco in prima persona. La prima proposta: "Se si sapesse il giorno esatto in cui, dentro ai palazzi federali, si stia discutendo della Lazio, sicuramente organizzeremo qualcosa lì sotto... La Federazione deve sapere che non siamo disposti a vedere che venga condannata solo la Lazio". Seconda proposta: "Da persone mature, noi dovremmo chiedere lo stop del calcio, anzi credo che la chiederemo, nella volontà di ripulire questo movimento... Siccome ci dicono che il calcio è malato, noi siamo ancora quelli che hanno una passione, anche se cercano in ogni modo di farla terminare, e ci teniamo a che almeno le persone che scendono in campo siano lontane da certe logiche". Come già dimostrato molte volte in passato - a titolo d'esempio, basti pensare al 2000 e al sit-in sotto Via Allegri, nella settimana che poi portò allo Scudetto della Lazio - i tifosi della Curva Nord sono pronti a prendere posizione a difesa della loro squadra.
Spero di non avere sanzioni nel postare un articolo riguardante uno dei capi della curva (storicamente odiatissimo da molti qui dentro) non credo di fare apologia del fascismo....