Grazie Mamma de avemme fatto Laziale

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Offline actar

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Grazie Mamma de avemme fatto Laziale
« il: 14 Nov 2010, 21:25 »
A 40 anni suonati, cominci a riguardare indietro, cosa che non hai mai fatto prima, e ti rendi conto che sono poche le cose che ti rimangono dell'infanzia e dell'adolescenza, che non siano già scolorate nel tempo. Ma se guardo indietro, parte dei miei ricordi sono sulla Lazio e mi stupisce ancora quanta parte della vita di un uomo rimanga aggrappata ad un affetto che di sovente trasborda nella passiona, immotivata illogica quanto costante, florilegio dell'inutilità e per questo tanto solida quanto lo sono i sogni.
Ricordi di una formazione che iniziava con Pulici Nanni Petrelli.... o di una doppietta di D'amico ad un derby ascoltato ad un matrimonio dalla rediolina del fotografo abusiva che albergava sul sagrato della chiesa in attesa di qualche scatto. Echi di una voce gracchiante, mentre in un bar di Ostia prendevo il gelato con i mei, nella radiocronaca di un Lazio Cavese di mille anni fa, e l'ansia di quella sofferenza dolce in attesa di quel gol agli spareggi. Il dolore del rigore di Chiodi, o la rabbia sorda per l'ingiustizia che ci derivò dal tradimento di Vinazzani. Ma anche l'orgoglio della Coppa Italia Cragnottiana contro il Milan delle meraviglie, e la gioia della Coppa delle Coppe, o quel trionfo di fine estate contro il Manchester che sembrava così inarrivabile.
Sento, come se fosse oggi, la voce di Lamberto Giorgi nel televisore in bianco e nero a casa, in attesa di gol che non arrivavano mai, e l'ansia rabbiosa, dei derby uno contro tutti , nelle comitive sconfinate dove ero sempre uno dei pochi laziali, in mezzo alla pletora di romanisti che giganteggiavano in nome di una superiorità autoreferenziante e falsa come i loro mille inesistenti Turoniani allori.
Ed in mezzo a tutto ciò, più delle gioie e dei trionfi, i fallimenti e le sconfitte, le retrocessioni e le delusioni, la mia Lazialità insomma, ha formato l'uomo, nell'abitudine a prendere ciò che viene, come se fosse l'ultima goccia di acqua prima di un viaggio nel deserto.
Essere laziale, ho capito poi, significa apprezzare quello che sia ha, perchè lo si è meritato nelle notti di dubbi e nelle attese disperate, quando si è convinti che valga comuqnue la pena di esserci perchè già basta.
Essere Laziale ha fatto di me un uomo migliore, perchè mi ha sempre reso convinto che nulla, di quello che hai, è dovuto, ed a volte anche quello che meriteresti ti viene scippato. Ma so anche, ora, che il fato ti regala in casi sporadici quello che non osavi più sperare, e per questo è ancora più bello , perchè la gioia inaspettata ti prende alla gola, senza che tu possa fermarla, e ti sconquassa le gote, obbligate a formare un sorriso distorto mentre le lacrime ti scolorano chi ti è intorno, rendendoti unico protagonista di una febbre che è difficile descrivere.

Essere Laziali significa anche gioire di quello che ci sta succedendo, perchè se anche domani non saremo più primi e continueranno a non credere in noi, se anche ci avverseranno e cercheranno di abbatterci dal punto di vista dei risultati sportivi, NOI saremo sempre capaci di gioire di una singola vittoria, venuta in una domenica soleggiata, con il poco appettito causato dalla tensione e con quell'emozione che ogni volta ritorna, per il solo fatto di urlare GOL! . Oggi sono contento di essere Laziale,  come lo sarò domani e come lo sono stato nei pomeriggi di Lazio Taranto. Oggi ho provato a spiegarlo ai miei figli che non comprendono ancora , ma che cercano di capire perchè si scelga di essere tra i pochi, convinti di essere un elite. E non sono riuscito a spiegarlo, almeno a loro , se non raccogliendo i ricordi delle nostre sconfitte, perchè da quelle sono nate le nostre unicità, fatte di liti ed abbracci, di isolamento e derisioni, ma anche di quel senso di fratellanza assoluta che abbiamo provato, ad incontrare ogni volta, un altro che come noi, non aveva scelto , ma era semplicemente nato Laziale, costasse quel che costasse.

Oggi sono tra quelli che gioiscono, domani, beh domani è un altro giorno, e in genere noi Laziali tendiamo a non pensarci

Forza Lazio

alessandro


Re:Grazie Mamma de avemme fatto Laziale
« Risposta #1 il: 14 Nov 2010, 21:49 »
paro paro!

 :band1: :band1: :band1:

Offline Centurio

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Re:Grazie Mamma de avemme fatto Laziale
« Risposta #2 il: 14 Nov 2010, 22:14 »
forgiati nelle avversitá e nelle difficoltá. Praticamente dei Ninja.

Offline Biafra

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8843
Re:Grazie Mamma de avemme fatto Laziale
« Risposta #3 il: 14 Nov 2010, 22:25 »
Oggi sono contento di essere Laziale,  come lo sarò domani e come lo sono stato nei pomeriggi di Lazio Taranto. Oggi ho provato a spiegarlo ai miei figli che non comprendono ancora , ma che cercano di capire perchè si scelga di essere tra i pochi, convinti di essere un elite. E non sono riuscito a spiegarlo, almeno a loro , se non raccogliendo i ricordi delle nostre sconfitte, perchè da quelle sono nate le nostre unicità, fatte di liti ed abbracci, di isolamento e derisioni, ma anche di quel senso di fratellanza assoluta che abbiamo provato, ad incontrare ogni volta, un altro che come noi, non aveva scelto , ma era semplicemente nato Laziale, costasse quel che costasse.

Oggi sono tra quelli che gioiscono, domani, beh domani è un altro giorno, e in genere noi Laziali tendiamo a non pensarci

Forza Lazio


alessandro


Solo applausi.  :hail:

Offline fiord

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4942
Re:Grazie Mamma de avemme fatto Laziale
« Risposta #4 il: 15 Nov 2010, 22:26 »

Essere laziale, ho capito poi, significa apprezzare quello che sia ha, perchè lo si è meritato nelle notti di dubbi e nelle attese disperate, quando si è convinti che valga comuqnue la pena di esserci perchè già basta.
Essere Laziale ha fatto di me un uomo migliore, perchè mi ha sempre reso convinto che nulla, di quello che hai, è dovuto, ed a volte anche quello che meriteresti ti viene scippato. Ma so anche, ora, che il fato ti regala in casi sporadici quello che non osavi più sperare, e per questo è ancora più bello , perchè la gioia inaspettata ti prende alla gola, senza che tu possa fermarla, e ti sconquassa le gote, obbligate a formare un sorriso distorto mentre le lacrime ti scolorano chi ti è intorno, rendendoti unico protagonista di una febbre che è difficile descrivere.



Bellissimo  :ssl
 

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