La stampa brasiliana è sempre stata pronta ad acclamarlo, sin dal suo arrivo in Italia. Ma probabilmente neanche in Brasile si aspettavano una Lazio al primo posto dopo appena 9 giornate. Il +4 sull'Inter Campione d'Europa non può che fare notizia. Hernanes ha parlato a UOL dei suoi primi giorni a Roma. Difficoltà di adattamento zero, aspettative a mille.
Hernanes, è rimasto stupito da questa rapida ascesa nella Lazio, dal momento che è arrivato a pochi giorni dall'inizio, ma si è subito guadagnato stima e fama?
Si, sono rimasto sorpreso per come le cose sono accadute velocemente. Ma io amo il mio lavoro, che è quello di giocare a calcio, e sono fiducioso quando si tratta di conquistare degli obiettivi. Quando sono venuto qui sapevo che potevo fare un buon lavoro, e mi sono preparato per questo. La sola cosa che davvero mi ha sorpreso è la rapidità con sui sono accadute le cose, soprattutto in campo.
Si aspettava di incontrare qualche altra difficoltà?
Si parlava molto delle differenze tra il calcio italiano e quello brasiliano. Si diceva che quello italiano è più irruento, con delle marcature più strette e che questo fattore avrebbe inevitabilmente apportato delle difficoltà per un giocatore brasiliano. Io però mi sto felicemente adattando a questa nuova realtà.
Pentito di non essere partito per l'Europa prima, magari per giocare in una squadra anche più forte?
No, ho sempre detto che non avevo fretta di lasciare il Brasile e che quello non era il mio desiderio. Credo di essermene andato al momento giusto, quando cioè ero davvero preparato per vincere qui. La Lazio per di più rappresentava la squadra ideale, perché è stata quella che ha dimostrato più interesse nel contattarmi. È andata fino in fondo. Inoltre ho lasciato il San Paolo nel modo che volevo, cioè senza conflitti, visto che l'affare è stato prolifico per entrambe le parti.
Cosa crede che possa darle maggiore visibilità: giocare in una grande squadre brasiliana come il San Paolo, oppure in una squadra relativamente media in Europa?
Credo che sia possibile avere visibilità in entrambi i modi. La cosa più importante è lavorare bene e sodo ovunque tu sia. Il campionato italiano ha un'ottima visibilità perciò se uno fa bene verrà certamente notato.
Nel San Paolo, giocava da centrocampista esterno e poi è stato spostato in mezzo. Adesso nella Lazio gioca ancora più avanti. Come si è adattato al cambiamento?
Quando sono arrivato ho riscontrato non poche difficoltà, ma non tanto per il fatto di giocare più avanti, visto che già avevo giocato in quella posizione in passato, ma piuttosto per il fatto di dover giocare con le spalle alla porta. Mi sto adattando anche a questo però, e sto diventando anche un giocatore più completo: segno, attacco e sto imparando a giocare spalle alla porta.
In quale ruolo si sente più a suo agio?
Io sono sempre stato un centrocampista difensivo, ma ho anche la capacità di adattarmi alle situazioni e alle esigenze dell'allenatore. Qui alla Lazio sono contento della posizione in cui gioco.
Qual è stata la più grande difficoltà di adattamento passando dal calcio brasiliano a quello italiano?
È vero che la marcatura è più stretta e che si gioca più bloccati, però tutto sommato devo dire che non sto facendo molta fatica nell'adattarmi.
I media italiani ormai la definiscono il "Profeta". Come è arrivato il soprannome in Italia e lei che ne pensa?
Credo che sia giunto qui tramite internet. Quando sono sceso dall'aereo i tifosi della Lazio già mi chiamavano così, e pure tra i compagni di squadra ormai si era diffuso il soprannome. Adesso però mi chiamano "Profe", nella forma abbreviata. Ma non ho nessun problema, anzi lo trovo divertente, originale.
Alcuni tifosi della Lazio sono noti per le loro manifestazioni razziste e per le idee di estrema destra. Ha avuto modo di farne esperienza diretta?
No, non ho visto niente di tutto questo. Quello che vedo tutti i giorni è una tifoseria molto appassionata e attaccata alla squadra. Finora il mio rapporto con i tifosi è stato eccellente. Se ho avuto dei pregiudizi in merito, quando sono arrivato? No, fortunatamente nessuno.
Come vive i tanti elogi e complimenti? Pensa davvero che la Lazio possa tornare a far parte delle grandi in Italia?
Sono molto felice che gli apprezzamenti siano arrivati in modo così rapido. Il nostro campionato in questo momento sta sorprendendo tutti. Noi stessi non pensavamo proprio di trovarci in testa a questo punto del torneo. Stiamo dimostrando che abbiamo le potenzialità per recitare un ruolo importante in campionato, e che la Lazio può tornare ad alti livelli. Ma dobbiamo continuare a lavorare tanto perché la stagione è lunga ed è più difficile rimanere in alto che arrivarci.
da LALAZIOSIAMONOI
Non mi piace.
Classica intervista di un quotidiano straniero ad un giocatore della Lazio: zeppa di luoghi comuni!