Ieri sera hanno ridato la registrazione del Derby di domenica su Sky e io me lo sono rivisto.
Ovviamente sono riuscito a gustare certe cose che nella prima visione adrenalica uno manco riesce ad accorgersi che siano accadute...
Del tipo:
- uno come Osvaldo (bel giocatore, senza dubbio, si muove bene, ha tecnica) sembra davvero ad hoc per una squadra come la aroma che d'abitudine questi tipi se li va "a capare col lanternino". Mica ce ne sono tanti (fortunatamente) del resto. Strafottente q.b., coatto il giusto, tatuato e codinato come da catalogo, borioso, lamentoso. Sulla strada del Capatano (Osva'... iz a long uei tu Totti, teichirìììsi...), di De Rossi, di Rosi e via scendendo di livello. Singolare la maglietta cafona che ha mostrato di cui si è a lungo parlato e di cui si parlerà a lungo (per i due colleghi Marione-oriented che ho in ufficio, ovviamente
"è stata l'unica cosa positiva de 'sta partita, Osvardo è popo un grande e passerà aa storiaaaaa...". ) Non riesco a immaginare uno che si prepara una maglietta del genere, se la disegna e se la mette sperando di poterla mostrare, magari senza farla vedere a nessuno nello spogliatoio.... Non riesco, è qualcosa che non concepisco. Devi essere un po' scemo per pensare cose del genere, anche perchè il rischio di togliersela a fine partita e metterla via senza averla potuta "usare" deve essere assai frustrante... e magari qualcuno l'ha lavata e se l'è rimessa altre volte, altre volte inutilmente... che tristezza. Non riesco a immaginare con la maglia della Lazio uno come Osvaldo, forse sbaglio, non so.
- i segni della croce di De Rossi. Ripetuti e spesso inquadrati da Sky. Se ne è fatti tre all'ingresso delle squadre in campo, almeno altrettanti nel corso della gara. Uno pure dopo la punizione-farsa di Pizarro verso la fine. Ci mancherebbe, ognuno è libero di fare quello che vuole, poi sulla religiosità personale non si discute. Il segno della croce e il gioco del calcio poi, sono strettamente legati: dai pulcini su fino alla serie A, è facile incontrare decine di giocatori che "si segnano" appena mettono piede in campo, credo di averlo fatto pure io da ragazzino perchè "faceva giocatore professionista"... Nessuno discute e nessuna sorpresa, ripeto, ma quelli di De Rossi li ho notati e mi sono parsi insolitamente numerosi.
- Brocchi. Dico Brocchi e ho detto tutto. Vecchio, basso, brutto, sgraziato, ciccione, pelato. In un ipotetico "Il Buono, il Brutto e il Cattivo" fra i Laziali, farebbe la parte di Eli Wallach, senza alcun dubbio... Sembra un commesso di ferramenta più che un giocatore di Serie A. Eppure.... Brocchi, e ho detto tutto. Il suo scatto "estremo" al 75° di una gara più che dispendiosa per lui, seminando sul posto due ragazzini come José Angel e Gago, eh be'... vale da solo come si dice, il prezzo del biglietto. Come novello Enrico-Toti, lui si è sacrificato e dopo poco è uscito. Rivedendo la gara ieri, dopo il famigerato scatto (peraltro finito con un cross preda dei difensori), lui cade. Forse un strappo, o una storta non so. Per qualche minuto vaga nel campo, zoppicando vistosamente, cerca di rientrare ma va a rilento (ed è lì che Josè Angel senza l'avversario davanti fa la sua famosa, pericolosissima ultima incursione) e chiede immediatamente il cambio. Dopo il fischio finale non rinuncia ai festeggiamenti e corre "zoppiconi zoppiconi"

verso i compagni...
- entra Matuzalem, proprio nel momento della punizione "terrificante"

di Pizarro. Lui corre e va a piazzarsi al limite dell'area. E distintamente si sente il vocione di Marchetti che da dietro lo richiama: "Matuu... Matuuuuuu... Matuuuuuuu" ma lui non sente. Alla fine Marchetti urla con tutta la voce che ha: "Franceeeeee... mettiti làààà", lo vuole più vicino alla barriera. Tutto inutile, tanto il Cileno la butta via...
- Ich bin sehr alt. Sono troppo vecchio (a sentire loro). Io un pensiero l'ho fatto: pure Mancini quando arrivò, c'era chi diceva ma è troppo vecchio. Poi sappiamo cosa fece Mancini. Miro Klose secondo me è fra i più grandi giocatori che hanno mai vestito la mia maglia. A livello di Veron, di Mancini appunto, di Vieri, Nesta, Nedved e Re Cecconi.
- Gli ultimi cinque minuti e i tre minuti di recupero. A rivederla "con distacco" come ho detto, ti rendi conto di tante cose che nella concitazione della diretta, hai perso. In quei pochi minuti la Lazio ha "assaltato" la aroma, entrando in area almeno quattro o cinque volte: azione di Hernanes e tiro di Lulic deviato dal portiere, colpo di testa di Mauri, altro cross (mi pare di Ledesma) un po' lungo ma con tre giocatori, tre davanti al portiere. E infine il gol. Il cronometro segna 47'15" e c'è un fallo laterale proprio davanti a Reja. Tutti noi a fremere, buttatela dentro, buttatela dentro... e invece Lulic sembra esitare. La rilancia indietro a Matuzalem che scambia con Hernanes che fa qualche passo, ne scarta uno e passa quasi rasoterra la palla in avanti ancora a Matuzalem che è andato verso l'area. Tocco al volo e palla che prosegue "a palombella" saltando i difensori e finendo sui piedi di Klose, che stoppa manco tanto bene, ma la palla gli rimane lì. Il resto è Storia.