Io, ho visto una squadra sbagliare partita tatticamente.
Se ci riduciamo a giudicare gli episodi siamo miopi: gli episodi sono al 99% delle volte il frutto di quello che costruisci in campo.
Io, che pure speravo in una scelta di maggior prestigio che palesasse maggiori ambizioni, non sono stato tra quelli che si sono strappati i capelli quando hanno annunciato Pioli; Perché Pioli il suo lavoro lo sa fare e lo ha dimostrato. La squadra vista a Milano però non era una squadra messa in campo per affrontare quel tipo di avversario, non era una squadra che aveva impostato bene la partita, a prescindere da chi scendeva in campo.
Sembrava la Lazio di Petkovic: buone trame, la ricerca della velocità e la volontà di far pesare una maggiore aggressività e una presunta superiorità tecnica.
Pioli, così ero buono pure io.
In Serie A giocando in quella maniera, con quell'atteggiamento tattico (la vis agonistica per me viene dopo, ci crede solo Lotito che le partite si vincono con l'atteggiamento volitivo), vinci al massimo sette, otto partite l'anno.
Pioli si trova fra le mani materiale tecnico interessante e a lui sembra di allenare il Real Madrid: ma se non fa un cambio di prospettiva, se non ci restituisce una squadra operaia, corta, attenta, che rinunci se necessario a tenere il pallino del gioco ma che sfrutti le sue notevoli doti tecniche (Keita e Candreva, sono in pochi a poter contare su due esterni così) quando c'è da colpire, la Lazio non andrà lontano.
Non si diventa grande squadra atteggiandosi a tale, non si nutrono le ambizioni gonfiando il petto e autoconvincendosi di poter essere all'altezza della situazione. Lo si fa vincendo le partite. Comae la Roma che ha fatto il catenaccio per mezzo campionato prima di disintosscarsi dalle scorie della coppinfaccia.
Come la Juve operaia del primo anno di Conte, certamente inferiore tecnicamente al Milan di Allegri. Come praticamente tutte le squadre di Mazzarri meno l'Inter dei primi mesi dello scorso anno, quando si era messo in testa di far vedere il bel calcio con quei quattro scalcinati avanzi del triplete.
Pioli lei non deve dimostrare nulla a nessuno, non si metta a fare il dominatore, non ci faccia vedere calcio champagne: vinca le partite che può vincere, contro avversari alla nostra portata: il Milan probabilmente lo era, ma dopo un'ora stava già 3 a 0.
Al resto ci pensiamo dopo.