Secondo me, luoghi comuni o meno, non ci è andato mica così pesante dopotutto.
Mi avessero dato un paginone di Repubblica per scrivere quello che penso di Roma città e dei suoi tifosi, avrei rischiato la querela.
Che dico, la Class Action dei residenti e dei nati in questa città (dove sono nato e risiedo anche io)
Se poi mi avessero detto: parla solo dei laziali.
Bene, avrei scritto cose che nessun riomista saprebbe scrivere.
Perché quella melma che avvolge ormai da anni l'ambiente Lazio lo conosce solo chi, giocoforza, ci si vede immerso da almeno un decennio.
Dice bene Porga, maleducati.
Senza le basi minime delle buone maniere, certo, ma anche senza il minimo senso della misura.
Tanto a sputare veleno, a sparare sentenze, specie se dietro nick o nel mucchio di un coro da stadio, non costa mai nulla.
E qui non si parla delle "opinioni", ché quelle hanno cittadinanza ovunque, visto che con una telefonata ad una "aradio" o un post qui o altrove, il patentino da opinionista 2.0 non lo si nega a nessuno.
No, qui parliamo di altro, di parole vomitate, di giudizi vigliacchi e squallidi su professionisti, atleti, uomini che spesso hanno la sola colpa di non aver permesso alle nostre illusioni immature e infantili (che poi sono l'essenza del tifo, per carità) di coincidere con la realtà, la vita, l'esito del campo.
Ecco, la realtà che per il tifoso medio non può, non deve azzardarsi a palesarsi nella sua complessità, nei suoi alti e bassi, nella sua umanità, no.
La realtà se va contro le pippe mentali e i deliri del tifoso onniscente, va umiliata, massacrata, vilipesa.
E stikazzi se poi dietro a questa insostenibile realtà ci sono anche persone per bene, oneste.
Ma la realtà, poveri illusi, vince sempre.
E la realtà dice 2 scudetti, qualche coppa italia e 2 coppe europee (di cui una buona giusto per gli sponsor).
Dice 11 anni di B (di cui 6 vissuti dal sottoscritto sempre a cavallo tra orgoglio necessario e frustrazione inevitabile) e dice anche di un pubblico "di casa" progressivamente ancora più scarso e inguardabile.
Queste cose le ha dette male e con un presunto doppio fine un riomista su Repubblica?
E che cambia?
Niente cambia, perché o si ha la forza di reintrodurre il principio di realtà in tutto- e quindi di rispetto del prossimo, perché la realà è fatta anche e soprattutto di ciò che è altro da noi - oppure continueremo a non voler vedere la cacca che ci circonda (e di cui spesso siamo parte) con l'inossidabile scusa che nessuno può permettersi di far notare il mare di merd@ in cui si galleggia, perché al cesso prima o poi ci andiamo tutti.