Appena arrivato alla Lazio allontanò in maniera decisa lo spettro della Serie B lasciatogli in eredità da Ballardini. L'anno successivo, praticamente con la stessa squadra, ha portato la Lazio a giocarsi all'ultimo secondo degli ultimi novanta minuti dell'ultima giornata di campionato, una qualificazione in Champions League poi sfumata solamente per la differenza reti. Quest'anno, ancor prima di iniziare il campionato, sono arrivati, impietosi, i fischi nel giorno della presentazione ufficiale della squadra e alle prime difficoltà nelle partite ufficiali, come prevedibile viste le premesse, tutto lo stadio ha invitato l'allenatore goriziano ad andarsene. Questo è stato troppo anche per un signore come Reja, che nella sua carriera si è dovuto guadagnare tutto sul campo attraverso una gavetta lunghissima che alla veneranda età di 65 anni (ne compirà 66 il 10 ottobre) lo ha portato in una piazza importante come quella romana. La stessa piazza che ieri, lo ha spinto a consegnare nelle mani di Lotito le sue dimissioni dall'incarico di allenatore, e se non fosse per il rifiuto del patron biancoceleste e soprattutto della reazione della squadra, Reja adesso non sarebbe più il tecnico della prima squadra della Capitale. Come descritto nelle pagine di Repubblica in un articolo a firma di Giulio Cardone, infatti, fondamentali sono state le manifestazioni di stima da parte dei calciatori, come ad esempio quella di Cisse, che dopo aver sentito da Lulic la traduzione del discorso del mister si è avvicinato a lui e dopo avergli messo la mano sulla spalla gli ha sussurrato in un italiano un po' stentato: «No trainer, non bene questo, noi giocare». E ovviamente non è stato solamente il francese a mostrare tanto affetto nei confronti del goriziano, visto che un senatore come Scaloni, con le lacrime agli occhi, è andato insieme a Rocchi, Klose, Brocchi e lo stesso Cisse nell'ufficio del mister per convincerlo a restare. Per il momento Reja ha acconsentito a portare avanti il progetto, ma come annunciato anche ieri dalla nostra redazione, sembra si tratti solamente di una cosa provvisoria. L'allenatore friulano è stanco di essere gettato sul banco degli imputati al minimo errore, e già la partita di domani con il Cesena potrebbe portare ulteriori novità.
Posto questo articolo (fonte llsn) e ho messo in neretto quello che ha scritto Cardone su Repubblica. Non so se sia vero, però leggetelo bene e riflettete.
Attendo i vostri commenti, io non ne ho. Ho solo un groppo in gola. Perchè loro (i giocatori) hanno dimostrato un minimo di umanità almeno per l'uomo Reja, cosa che non si può dire di molti pseudotifosi...
Forza Lazio