I Laziali che ho visto il 26 maggio

Aperto da gesulio, 28 Mag 2013, 17:08

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lorenz82


Freezer67

Come direbbe guidone "Laziali bella gente"

Grande Giulio


:clap: :clap: :clap: :clap: :clap:

strike


LuckyLuciano

e io pure t'ho conosciuto........

:ssl :ssl :ssl :ssl :ssl :ssl :ssl :ssl :ssl :ssl :ssl




senza però riuscire a farti una domanda,



ma che davero davero preghi?
e pure tanto? ah, ecco perchè quer nick, Gesù...lio......
no, perchè...............
ho visto 'n sacco de moccoloni su uazzap, epperò...........





............pur'io prego sa'? 'na trenta/quarantina prima d'annà a dormì je toccano tutte...e poi ce rimane pure da facce er discorso......................

...........................cor principale!!!!!


PS se quarcheduno vole ce se apre 'n topicche a riguardo  :=)) :=))

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RubinCarter

Ve sgrullerebbe a uno a uno come ho fatto coi 2 fratelli che avevo davanti .


arkham


Dusk

Citazione di: gesulio il 28 Mag 2013, 17:08
ne ho visti tanti, tantissimi, prima e dopo la partita.
anche durante, ovviamente. ma come dire ero leggerissimamente più attento a quanto accadeva sul campo che a ciò che avevo intorno.

ho visto i Laziali a ponte milvio, una marea umana, una muraglia di convinzione e consapevolezza.
lo snobismo del Laziale è una leggenda.
il Laziale che ho visto io è un tifoso che ha un legame profondo con le cose che gli appartengono in quanto tale.
magari sono cose stupide o banali, come la propria personalissima idea su Lotito che non caccia una lira o su quanto è pippa questo o quello.
ma qualsiasi tifoso tra quelli che ho visto il 26 maggio, mi ha dimostrato in fondo al proprio sguardo l'esistenza di un'affettività vera, concreta, tangibile. perché il tifoso Laziale non è stanco di sé in quanto tale, qualsiasi cosa gli accada e comunque la pensi.

accade perché nonostante tutto il tifoso Laziale vive fondamentalmente in un mondo al di fuori di quello artefatto dalla propaganda incessante in cui vivono gli altri.
il Laziale ha così tanta passione dentro che non puoi in alcun modo tentare di controllare.
il tifoso della roma passa i secoli a sentirsi dire quello che deve fare, come deve pensare, cosa dire e/o non dire, se ha perso per quale motivo ha perso, come gliel'hanno rubata, la lista minuziosissima e particolareggiata dei torti che ha subìto, e se ha vinto uguale.
il Laziale invece è quel tipo di persona che puoi passare la vita a dirgli cosa deve comprare e perché, a rimbecillirlo per anni e anni e anni tentando di confonderlo, di stordirlo, di succhiarlo fino al midollo e niente. se ha la sua idea è la sua.
non ti rimane che controllarlo, ma al 99% non si riesce a fare manco quello.
è la passione, indomabile, che porta a legarti a delle cazzate e a comportarti come una testa di ca.zzo.  che ti conduce verso la tua maniera di essere Laziale e a non poter dare punti di riferimento a chi crede che tutto prima o poi possa essere normalizzato.

ho visto Laziali, dentro lo stadio, pieni delle cazz.ate fatte in quanto tali. centinaia di facce, nei minuti precedenti la partita, gonfie, devastate di alcool (compresa la mia), facilmente vulnerabili e sdrumate, annichilite dalla tensione, ognuno impegnato nella sua personalissima battaglia contro tic ed atteggiamenti paranoici, chi bstemmiando qualsiasi entità soprannaturale, chi rifugiandosi in un attonito silenzio, chi non riuscendo a stare fermo con le mani, chi rosicandosi fino al gomito, o fumando fino all'ultimo millimetro quadrato di bianco prima del filtro, che sia una sigaretta o un cannone, migliaia di occhi come pozzanghere nere con strati e strati di limo, fango, sporcizia sopra che però non riescono nemmeno per un attimo a fingere che sotto ci sia un'entità amorfa, statica, e a coprire il movimento agitato delle impetuose correnti sottostanti.
gente come me, che ha dentro tanta di quella passione da comportarsi come un totale idi.ota. ed è stato fantastico riconoscersi in questo.

al di là della vittoria è stato bello rendersi conto che nulla di tutto ciò ha a che fare con atteggiamenti sia pur minimamente indotti da altro che non sia la propria personalissima mai arrendevole passione. 

io ho visto i Laziali il 26 maggio, ed ho riconosciuto un popolo, il mio popolo. lì dove non dovevo far altro che trovarlo. nelle vie di questa città prima e nella Curva Nord poi.

i Laziali che ho visto il 26 maggio.
tra cui ringraziando papà, nonno e tutti i miei parenti biancocelesti, io.


:since :since :since :since :since

gregor

Citazione di: gesulio il 28 Mag 2013, 17:08
ne ho visti tanti, tantissimi, prima e dopo la partita.
anche durante, ovviamente. ma come dire ero leggerissimamente più attento a quanto accadeva sul campo che a ciò che avevo intorno.

ho visto i Laziali a ponte milvio, una marea umana, una muraglia di convinzione e consapevolezza.
lo snobismo del Laziale è una leggenda.
il Laziale che ho visto io è un tifoso che ha un legame profondo con le cose che gli appartengono in quanto tale.
magari sono cose stupide o banali, come la propria personalissima idea su Lotito che non caccia una lira o su quanto è pippa questo o quello.
ma qualsiasi tifoso tra quelli che ho visto il 26 maggio, mi ha dimostrato in fondo al proprio sguardo l'esistenza di un'affettività vera, concreta, tangibile. perché il tifoso Laziale non è stanco di sé in quanto tale, qualsiasi cosa gli accada e comunque la pensi.

accade perché nonostante tutto il tifoso Laziale vive fondamentalmente in un mondo al di fuori di quello artefatto dalla propaganda incessante in cui vivono gli altri.
il Laziale ha così tanta passione dentro che non puoi in alcun modo tentare di controllare.
il tifoso della roma passa i secoli a sentirsi dire quello che deve fare, come deve pensare, cosa dire e/o non dire, se ha perso per quale motivo ha perso, come gliel'hanno rubata, la lista minuziosissima e particolareggiata dei torti che ha subìto, e se ha vinto uguale.
il Laziale invece è quel tipo di persona che puoi passare la vita a dirgli cosa deve comprare e perché, a rimbecillirlo per anni e anni e anni tentando di confonderlo, di stordirlo, di succhiarlo fino al midollo e niente. se ha la sua idea è la sua.
non ti rimane che controllarlo, ma al 99% non si riesce a fare manco quello.
è la passione, indomabile, che porta a legarti a delle cazzate e a comportarti come una testa di ca.zzo.  che ti conduce verso la tua maniera di essere Laziale e a non poter dare punti di riferimento a chi crede che tutto prima o poi possa essere normalizzato.

ho visto Laziali, dentro lo stadio, pieni delle cazz.ate fatte in quanto tali. centinaia di facce, nei minuti precedenti la partita, gonfie, devastate di alcool (compresa la mia), facilmente vulnerabili e sdrumate, annichilite dalla tensione, ognuno impegnato nella sua personalissima battaglia contro tic ed atteggiamenti paranoici, chi bstemmiando qualsiasi entità soprannaturale, chi rifugiandosi in un attonito silenzio, chi non riuscendo a stare fermo con le mani, chi rosicandosi fino al gomito, o fumando fino all'ultimo millimetro quadrato di bianco prima del filtro, che sia una sigaretta o un cannone, migliaia di occhi come pozzanghere nere con strati e strati di limo, fango, sporcizia sopra che però non riescono nemmeno per un attimo a fingere che sotto ci sia un'entità amorfa, statica, e a coprire il movimento agitato delle impetuose correnti sottostanti.
gente come me, che ha dentro tanta di quella passione da comportarsi come un totale idi.ota. ed è stato fantastico riconoscersi in questo.

al di là della vittoria è stato bello rendersi conto che nulla di tutto ciò ha a che fare con atteggiamenti sia pur minimamente indotti da altro che non sia la propria personalissima mai arrendevole passione. 

io ho visto i Laziali il 26 maggio, ed ho riconosciuto un popolo, il mio popolo. lì dove non dovevo far altro che trovarlo. nelle vie di questa città prima e nella Curva Nord poi.

i Laziali che ho visto il 26 maggio.
tra cui ringraziando papà, nonno e tutti i miei parenti biancocelesti, io.

Bravo Gesù !   :since

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laziomia64

Citazione di: gesulio il 28 Mag 2013, 17:08
ne ho visti tanti, tantissimi, prima e dopo la partita.
anche durante, ovviamente. ma come dire ero leggerissimamente più attento a quanto accadeva sul campo che a ciò che avevo intorno.

ho visto i Laziali a ponte milvio, una marea umana, una muraglia di convinzione e consapevolezza.
lo snobismo del Laziale è una leggenda.
il Laziale che ho visto io è un tifoso che ha un legame profondo con le cose che gli appartengono in quanto tale.
magari sono cose stupide o banali, come la propria personalissima idea su Lotito che non caccia una lira o su quanto è pippa questo o quello.
ma qualsiasi tifoso tra quelli che ho visto il 26 maggio, mi ha dimostrato in fondo al proprio sguardo l'esistenza di un'affettività vera, concreta, tangibile. perché il tifoso Laziale non è stanco di sé in quanto tale, qualsiasi cosa gli accada e comunque la pensi.

accade perché nonostante tutto il tifoso Laziale vive fondamentalmente in un mondo al di fuori di quello artefatto dalla propaganda incessante in cui vivono gli altri.
il Laziale ha così tanta passione dentro che non puoi in alcun modo tentare di controllare.
il tifoso della roma passa i secoli a sentirsi dire quello che deve fare, come deve pensare, cosa dire e/o non dire, se ha perso per quale motivo ha perso, come gliel'hanno rubata, la lista minuziosissima e particolareggiata dei torti che ha subìto, e se ha vinto uguale.
il Laziale invece è quel tipo di persona che puoi passare la vita a dirgli cosa deve comprare e perché, a rimbecillirlo per anni e anni e anni tentando di confonderlo, di stordirlo, di succhiarlo fino al midollo e niente. se ha la sua idea è la sua.
non ti rimane che controllarlo, ma al 99% non si riesce a fare manco quello.
è la passione, indomabile, che porta a legarti a delle cazzate e a comportarti come una testa di ca.zzo.  che ti conduce verso la tua maniera di essere Laziale e a non poter dare punti di riferimento a chi crede che tutto prima o poi possa essere normalizzato.

ho visto Laziali, dentro lo stadio, pieni delle cazz.ate fatte in quanto tali. centinaia di facce, nei minuti precedenti la partita, gonfie, devastate di alcool (compresa la mia), facilmente vulnerabili e sdrumate, annichilite dalla tensione, ognuno impegnato nella sua personalissima battaglia contro tic ed atteggiamenti paranoici, chi bstemmiando qualsiasi entità soprannaturale, chi rifugiandosi in un attonito silenzio, chi non riuscendo a stare fermo con le mani, chi rosicandosi fino al gomito, o fumando fino all'ultimo millimetro quadrato di bianco prima del filtro, che sia una sigaretta o un cannone, migliaia di occhi come pozzanghere nere con strati e strati di limo, fango, sporcizia sopra che però non riescono nemmeno per un attimo a fingere che sotto ci sia un'entità amorfa, statica, e a coprire il movimento agitato delle impetuose correnti sottostanti.
gente come me, che ha dentro tanta di quella passione da comportarsi come un totale idi.ota. ed è stato fantastico riconoscersi in questo.

al di là della vittoria è stato bello rendersi conto che nulla di tutto ciò ha a che fare con atteggiamenti sia pur minimamente indotti da altro che non sia la propria personalissima mai arrendevole passione. 

io ho visto i Laziali il 26 maggio, ed ho riconosciuto un popolo, il mio popolo. lì dove non dovevo far altro che trovarlo. nelle vie di questa città prima e nella Curva Nord poi.

i Laziali che ho visto il 26 maggio.
tra cui ringraziando papà, nonno e tutti i miei parenti biancocelesti, io.


Laziali bella gente,Gesulio mi hai emozionato...

orchetto


gigiazzo

Finita la partita da un po' di minuti, inizio a riprendere fiato e forza nelle gambe. Mi giro e incrocio lo sguardo di una giovane donna. Ci fissiamo qualche secondo inebetiti, il tempo di aprirci a uno splendido sorrido reciproco. Nessuna parola, solo amore; per la Lazio, ovvio.

blow

Sara' perche' non ci siamo riusciti ad incrociare..l'ultimo che t'ha visto j'ha fatto butta' i vestiti a vaz.

:D

Bella gesu' te vojo bene anche se sei una pustola!

:band1:


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Sbracchiosauro

Citazione di: blow il 29 Mag 2013, 00:37
Sara' perche' non ci siamo riusciti ad incrociare..l'ultimo che t'ha visto j'ha fatto butta' i vestiti a vaz.

davero
e pensa che gesù ancora non era all'apice dell'alcolismo
ma perchè non se semo visti a ponte milvio?
io te devo un abbraccio

pentiux

Io me sò addirittura abbracciato Kim Gordon!!!

:D

ralphmalph


Eagle78

al fischio finale io ho versato una lacrima. anzi due mentre il mio amico Luca mi abbracciava. non mi era mai successo, neanche per la vittoria dello scudetto nel 2000. ma ne ho visti molti altri intorno a me che stavano nelle mie stesse condizioni e mi guardavano inebetiti.

porgascogne

Grandissimo gesulione nostro
(un fraterno vaccaca' a loquace, a sigurd - ma indo' stavi, diocaro - ed un salamelecco rispettoso al principe del foro...posteriore)

Zoppo


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Tarallo

A vedervi da lontano e' incredibile la BELLEZZA di questo popolo.
I sorrisi, i bambini, e quei colori che abbiamo scelto, consapevoli o no, per la loro eleganza, per la loro affinita' con il nostro spirito, per la vicinanza al cielo e ai nostri padri.
Tutta la nostra grazia opposta al becerume, esploso come un bubbone in tutta la sua bruttezza dopo la sconfitta.
Mai immagini hanno parlato cosi' chiaramente, meglio di mille parole.

Eravate bellissimi, complimenti.

Panzabianca

Citazione di: blow il 29 Mag 2013, 00:37
Sara' perche' non ci siamo riusciti ad incrociare..l'ultimo che t'ha visto j'ha fatto butta' i vestiti a vaz.

:D

Bella gesu' te vojo bene anche se sei una pustola!

:band1:
:rotfl:
A parte gli scherzi, bel post.
Allo stadio si percepisce, anzi, si vive una fratellanza ahimé sparita in altri ambiti. Che bello!