Qual è il vero "celeste Lazio"? Qual è la giusta tonalità delle nostre maglie?
Possono sembrare domande oziose o ironiche, ma non sono né l'una né l'altra cosa. Si è rimproverato (a ragione) la Puma, negli anni anteriori al presente, di aver profanato i nostri colori sociali con un celeste così smorto da sembrare un grigio cenere. Quest'anno la marca tedesca ha sistemato le cose e azzeccato - secondo me - tanto la maglia (minimalista e vintage) come la sfumatura di celeste, ma c'è ancora qualcuno che dice che no, nemmeno questa è quella giusta. Le maglie dell'epoca Cragnotti erano di un celeste più glaciale, quelle della Umbro leggermente più scuro. In realtà, se continuiamo ad andare indietro nel tempo, scopriamo di aver giocato con maglie dai toni ancor più scuri (negli anni '60 si è arrivati a indossare un azzurro Chelsea, e altre volte anche la stessa tonalità che oggi sfoggia il Napoli). Per tornare alla Puma, nel 2002-2003, se non ricordo male, tirò fuori dal cilindro una maglietta che mi sembrava (e sembra) bellissima, ma si criticò perché la maglia della Lazio non può essere turchese.
Insomma, qual è il "celeste Lazio"?