scrivo a mente un pochino più fredda mentre sto ancora cercando di sbollire l'incazzatura di ieri.
Perdere 5-1 contro dei semiprofessionisti che tutti insieme guadagneranno meno dei membri dello staff del nostro mister non ha giustificazione. Non è ammissibile. Non deve succedere mai e le colpe sono di tutti, nessuno escluso.
SARRI: è qui da più di un anno, gli hanno comprato una svagonata di giocatori (ok assortiti male, ma sempre tanti) ma ancora non riesce a trovare il bandolo della matassa. Tatticamente la squadra non ha equilibrio se non in brevi momenti, il gioco appare spesso cervellotico e stucchevole e manca quella coesione armonica che invece dovrebbe caratterizzare il suo credo calcistico. Dice che la squadra lo segue ma le sensazioni sono altre; sembra quasi che facciano i suoi schemi più per atto dovuto che per effettiva convinzione. Ma l'aspetto più grave della sua gestione è che in un anno non è ancora riuscito a far capire ai suoi giocatori che è un privilegio essere nella Lazio e che ogni volta che si indossa la maglia bisogna giocare come se non ci fosse un domani. Lui invece ha questa aurea del santone indiano, che quando parla di calcio che pare stia parlando di fisica quantistica e ogni volta che comunica o parla dei massimi sistemi, oppure accampa qualche scusa. La frase detta prima della partita (cerchiamo di sopravvivere) la dice lunga sul suo grip emotivo sulla squadra: ma porca putt..., ma come caz.zo ti viene in mente di dire speriamo di sopravvivere? Ma sei normale? devi dire che siamo qui per rompere il cu.lo ai passeri!!!! Per dirla tutta, mi pare uno con le tasche piene di soldi e la pancia piena, senza più grandi ambizioni e oramai prossimo alla pensione, che sta a Roma perchè si vive bene e la società e l'ambiente non gli rompono i 'o.joni.
GIOCATORI: Mi pare chiaro che tra i nostri giocatori non ci sono leader. Neanche uno, neanche Ciro. Abbiamo diversi buoni giocatori, nessuno dei quali ha un'anima vincente. Stanno da noi perché nella Lazio si sta bene, a Roma si vive bene, la società gli rompe poco le palle e Lotito li paga puntualmente. Non hanno fame, non hanno cattiveria, non hanno ambizione. Fanno il minimo sindacale e danno il fritto solo in alcune partite mentre in altre indossano le infradito e pensano ai caxxi loro. Ci fosse stato un Cholo nel gruppo, ieri tutti avrebbero sputato sangue perché altrimenti lui a fine partita li avrebbe sbattuti sui muri degli spogliatoi e corcati di botte. Il nostro è un gruppo/famiglia dove si è insinuata la percezione che ognuno può serenamente giocare a corrente alternata, che qualche calo di tensione ci può stare perché tanto non gli succede nulla. Sono come quei lavoratori che si fanno il mazzo per 3 giorni ed i restanti cazzeggiano o fanno finta di lavorare aspettando il "suono della campanella" per andarsene a divertire. Non c'entra nulla la preparazione fisica, è proprio un aspetto mentale che per estirparlo servirebbe un allenatore affamato e duro (cosa che non è stato Inzaghi, un fratello maggiore amico di tutti, o Sarri, un vecchio saggio che predica filosofia calcistica e che li giustifica) ed una società con le palle vere e con manager coi controcaxxi, cosa che noi evidentemente non abbiamo.
SOCIETA': E' chiaro che in questo momento c'è un vuoto cosmico; il presidente sta in campagna elettorale a magnà e beve in giro per il Molise, Tare è in uscita e più concentrato sul padel che sulle vicende sportive, Fabiani non si sa bene cosa debba fare. E quando la società latita, i dipendenti sono fatalmente più rilassati....
AMBIENTE: Le colpe di tutto questo sono anche nostre, che per anni abbiamo sempre e solo puntato il dito contro il duo Lotitare (chiaramente non esente da colpe) contribuendo a consolidare nell'inconscio di giocatori e staff tecnico quella sensazione di impunità che oramai li pervade.
Ritornando all'argomento del topic (il germe), penso che non esista un colpevole da estirpare ma che sia proprio il gruppo Lazio ad essere malato. Nella Lazio si sta "troppo" bene e questo non va mai bene perché inconsciamente ognuno si sente appagato di quello che ha e fatalmente tende ogni tanto a rilassarsi. Servirebbe un cambio totale di rotta che purtroppo temo che nessuno dei nostri sia in grado di fare. Purtroppo la SS Lazio è una società con ambizioni limitate, con un presidente che dispone di limitate risorse finanziarie e che spesso è distratto, con dei manager di medio/basso profilo e degli allenatori che considerano la Lazio come un confortevole autobus su cui salire, godersi il tragitto guardando il panorama e scendere.
In altre epoche, nessuna Lazio, neanche la più scarsa avrebbe mai affrontato una partita con la svogliatezza e supponenza vista ieri perché al loro rientro a Roma i giocatori avrebbero avuto paura anche solo ad uscire di casa per il timore di incontrare qualcuno che li prendesse a pizze. Però i tempi sono cambiati ed anche i tifosi sono oramai persone che perlopiù vivono il calcio come uno spettacolo come può essere bello o brutto a seconda dei casi. Quindi per me non ci sono soluzioni; siamo questi, nel bene e nel male, e questo faremo.
E comunque FORZA LAZIO.