Provocatoriamente ma non tanto ho votato Stefano Mauri.
È l'eterno Kafka, quello accusato di tutto a sproposito. Come la Lazio.
Sopporta una settimana di carcerazione preventiva come nel Cile di Pinochet. Per lui le leggi sono altre rispetto a quelle che vigono per il resto della società. Come la Lazio.
È "il carcerato", sbeffeggiato, preso per i fondelli. Come la Lazio.
È archetipico: è Orfeo che scende agli inferi, ne esce intatto e alza il Graal.
È il Conte di Montecristo, va in galera per false accuse, esce, è più forte di prima, mantiene un perfetto controllo, li purga al derby e in quello decisivo li fa estinguere.
È la Lazio, deve sempre pagare per ogni (raro) trionfo, ma alla fine la spunta sempre. Per ogni vittoria deve pagare di più, deve subire il disprezzo della plebaglia, ma è più forte e trionfa.
E gli ha alzato la coppa in faccia.
È un'icona della nostra essenza, che può essere sintetizzata in un'immagine (da cui il mio avatar da qualche mese)

e una massima:
Ce lo sgrullano.