E' il modo di giocare della Lazio che rende la vita difficile alle punte.
Nel senso che moduli, 4-3-1-2 o 4-2-3-1, e atteggiamento passivo privilegiano gli inserimenti improvvisi da dietro; è una scelta della Lazio stessa, far girare palla in attesa della scimitarrata, lancio sul giocatore che ha trovato la "frattura" nelle retrovie.
Pensate alle tante azioni in fotocopia e a quante volte (quasi sempre...) sono stati coinvolti, insieme o singolarmente, Hernanes e Mauri, cioè i due in cui il binomio qualità-intelligenza assume i valori più alti.
La Lazio finora si è dimostrata dipendente da questi due: sempre in costruzione, quasi sempre in finalizzazione.
Ripeto, è una conseguenza naturale del modo in cui gioca la Lazio.
Quindi non me la prenderei troppo con le punte. Capirei questo ragionamento se la Lazio costruisse un pacco di palle gol, mettendo 5-6 volte gli attaccanti nella condizione di finalizzare; allora si potrebbe dire, beh, la squadra costruisce per loro e questi falliscono tutto o quasi.
Allora sì che si potrebbe (dovrebbe) dire, abbiamo bisogno di uno che la butti dentro!
Ma questo non succede; la Lazio ha costruito la sua fortuna su un alto rapporto gol/palle gol create, sulla capacità di capitalizzare il minimo indispensabile. Non è certo squadra che faccia contenti gli attaccanti.
Paradossalmente invece, posto che l'identità di gioco della Lazio rimanga questa, avremmo bisogno più di un altro centrocampista, offensivo, incursore, di qualità (per dare il cambio a H & M).
Allo stato dei fatti, se anche anche adesso mettessimo dentro il Crespo dei tempi belli, non credo che farebbe sfracelli.