Il sale, specialmente il sale grosso, per molte persone ha, ha avuto e sempre avrà proprietà taumaturgiche. Non a caso è stato spesso inserito nelle formule magiche, nelle pozioni magiche e nelle procedure miracolose financo pseudo-religiose che streghe, stregone, santoni, maghi e imbroglioni vari hanno da sempre ammannito a creduloni e allocchi in cerca di soluzioni efficaci anti-jella, anti-malocchio et similia. Quelli di "aglie-fravaglie-fatture-cà-nun-quaglie-corna-e-bicorna " di Pappagoniana memoria.
:DD
Parlo da agnostico convinto, io poi, totalmente e pervicacemente scevro da ogni superstizione. Il mio gatto è nero e si chiama Obama, per dire... :meow:
No, a rifletterci bene, una volta, l'unica che mi sono concesso è stata... 24 partite viste in piedi (le 24 famose di Eriksson senza mai perdere... che anno era? 1997/98 o 1998/99?) solo perchè alla prima m'era capitato di vedermela in piedi.
Eravamo nella stretta cucina di un amico che aveva Stream, ricordo. All'epoca c'erano solo Stream e Telepiù... all'inizio solo nei bar, dove si "pagava la consumazione" per vedersi la partita. Ma io, e penso di non essere il solo, ho pure visto partite in locali fuori mano, addirittura in garage privati con la saracinesca aperta a metà, col tizio di fuori che ti chiedeva le 5000 lire (o erano già 5 euro?) per entrare, e dentro stavano stipati come sardine, davanti alla tv, uno sull'altro, pieno di fumo...
A casa del mio amico ci eravamo presentati in una quindicina e... nella sua cucina (sua moglie ci vietava tassativamente di entrare "in sala") c'erano solo posti in piedi. E io m'ero messo laggiù in fondo, attaccato al frigorifero a spizzarmi la partita (Cagliari-Lazio o Brescia-Lazio non ricordo) in mezzo alle capocce e alle braccia degli altri. La Lazio vinse quella magica partita e io... pensai bene che fosse dipeso dal mio stare in piedi.
E quindi... da allora 24 partite in piedi. Persino allo stadio, entravo e non andavo al mio posto, ma mi mettevo sulla balaustra della Tevere, rubando un po' di spazio agli handicappati, o se lì trovavo pieno, su su in cima alle tribune appoggiato alla rete sul vuoto, ma rigorosamente in piedi...
Vabbè ma all'epoca non ero il solo. Quell'anno ci comportammo tutti un po' così, ne parlarono persino i giornali... di quelli che si videro 24 partite con lo stesso cappotto (fino a Giugno!) o con lo stesso maglione addosso... di quelli che nell'intervallo di 24 partite andarono a comprare le stesse pastarelle per portarle a casa dello stesso cognato... di quelli che prima di 24 partite mangiarono lo stesso pollo-coi-peperoni oppure lo stesso Saint-Honoré con la stessa birra o lo stesso doppio-whisky-liscio... :lol: del resto quell'anno la Lazio di Eriksson aveva davvero qualcosa di miracoloso, erano decenni che navigavamo un po' qua e un po' là, cercando sostanzialmente di salvarci dalla Serie B. E invece Eriksson ci fece abituare d'incanto all'aria serena dell'alta classifica... e ognuno di noi stentava, veramente, a crederci.
Ma torniamo al sale.
Fra l'altro, io ho visto spesso gettare dalle prime file della Tevere fino in campo un pacco aperto di sale grosso immediatamente prima di una partita. Una volta, tanti anni fa, vidi addirittura mi pare Batista o forse era Spinozzi che ci inciampò sopra correndo sulla fascia... Ma parlo, appunto di tanti anni fa, non so se questo ancora succede, non credo.
Domenica scorsa, anzi Sabato pomeriggio c'è stata Palermo-Lazio. Non so se l'avete notato, nel pre-partita c'era un signore che girava sul campo vicino al tunnel d'ingresso dei giocatori. Era un signore abbastanza anziano, con gli occhiali e i capelli lunghi, con un impermeabilone un po' malmesso. Non so chi fosse, non credo un giornalista, né un dirigente del Palermo, tantomeno uno dello staff della squadra, forse un "accompagnatore" o qualcosa di simile. Aveva in mano una scatola di cartone aperta. Indovinate un po'?
Esatto: sale grosso. Girava sul campo, dicevo, e la spargeva a manate sull'erba. Poi a un certo punto s'è avvicinato a quella specie di tavolino dove c'è depositato il pallone (bruttissimo peraltro, viola e giallo) che l'arbitro agguanta quando entrano in campo. Quel signore si è messo in bocca una manciata di sale e... l'ha, come dire... sputata... soffiata... spruzzata (qual è il participio passato di aspergere?) sul pallone.
Due volte, di seguito, con la gente là dietro che lo guardava come se nulla fosse (a me avrebbe fatto come minimo sorridere...) come se fosse un'abitudine "normale".
Poi è arrivata l'ora: l'arbitro e le squadre hanno cominciato a uscire dal tunnel per entrare in campo. L'arbitro Rocchi ha preso il pallone con le mani (se solo avesse saputo che quello ci aveva sputato sopra...) e quel signore con l'impermeabile, s'era messo dalla parte sinistra, da dove uscivano le maglie rosa-nero del Palermo, mentre i giocatori effettuavano i loro "rituali" (guardarsi intorno... farsi il segno della croce... toccare il campo con una mano... toccare il campo con le due mani... farsi due segni della croce... entrare in campo col piede sinistro... toccare il campo e farsi tre segni della croce... etc. etc. etc. l'elenco è sconfinato...)
E ha cominciato a gettare manate di sale fra i piedi dei "suoi" giocatori, appena toccavano l'erba. :o
Ed era, ripeto, all'apparenza del tutto "normale" per tutti. Nessuno, nemmeno Dossena che mi pare fosse alla prima o alla seconda uscita col Palermo, ha fatto una piega. Loro passavano e quello gli riempiva le scarpe di sale... e quello cospargeva il metro quadro d'erba davanti a loro di sale...
Incredibile. A questo punto penso che quel signore sia uno "ufficialmente incaricato" a quella funzione... dice che lavoro fai tu? io lavoro col Palermo Calcio: spargo il sale anti-sfiga... :roll:
In teoria, se fanno questa pantomima tutte le settimane... l'erba all'uscita del tunnel allo stadio di Palermo dovrebbe essere extra-secca, con tutto quel sale che ci buttano. Che poi, se la procedura la fanno sempre... quest'anno, visti i risultati della squadra, non è che gli ha funzionato troppo... se l'hanno fatta solo ieri, gli ha funzionato a metà, visto che la Lazio ha pareggiato.
:cool3:
Io non sono superstizioso, nel calcio ho però dei riti che compio ogni volta. E ovviamente ci sono delle cose che posso e non posso fare.
ma quel signore sarà mica Alemanno? :=))
se non era per l'arbitro Rocchi la partita l'avevano aspersa lo stesso ;)
però può esse pure che un granello di sale sia andato nell'occhio del guardalinee 8)
Avevo notato il gesto di quel tipo a Palermo. In quanto a scaramanzia direi che il nappule non è secondo a nessuno (santini attaccati alle pareti del sottopassaggio degli spogliatoi). Mi pare di ricordare che anche la Reggina aveva una signora che spargeva il sale dalle parti della panchina della squadra amaranto.
Tutto ciò mi fa venire in mente che da tempo avrei voluto aprire un topic sulle nostre scaramanzie calcistiche; ovviamente quelle del passato, dato che quelle ancora utilizzate non possono e non devono essere raccontate!
Recentemente mi ricordo Manzini che attaccava in panchina un 'aquila..credo, intendo un pupazzetto ovviamente.
Negli anni della B, ho un ricordo sfumato, ma spesso sotto la Nord venivano spaccati bei sassi di sale..lo ricorda qualcuno? :)
credere alla superstizione è da ignoranti, non crederci porta male (cit.)
bel racconto, as usual, nanni ;)
Poi dicono, perchè leggere lazionet e non un quotidiano?
Citazione di: luilhafondata il 21 Gen 2013, 20:20
Recentemente mi ricordo Manzini che attaccava in panchina un 'aquila..credo, intendo un pupazzetto ovviamente.
Negli anni della B, ho un ricordo sfumato, ma spesso sotto la Nord venivano spaccati bei sassi di sale..lo ricorda qualcuno? :)
Tra i primi ricordi da stadio c'è il giro propiziatorio di Lenzini sulla pista d'atletica, che salutava il pubblico prima della partita. In quell'occasione dalle tribune spesso volava qualche scatola di sale che si schiantava sul tartan ...
E' passato qualche annetto :s
per chi come me ha 46 anni e va allo stadio da 30 questa cosa non è nuova; ricordo che anche nella Lazio negli anni '70 c'era qualcuno che in campo spargeva sale, e all'olimpico non nevicava...
Quando vado allo stadio ho tutta una serie di miei gesti che non racconto, per non "contaminarli".
Ma ne ricordo uno che compii l'anno dello scudetto.
La sera prima della quintultima giornata di campionato misi nel videoregistratore "Febbre a 90".
La domenica dopo, vincemmo.
E recuperammo punti alla Juve.
Continuai per le successive settimane.
E tutti sapere come ando' a finire.
Non sara' stato merito di quella cassetta.
Ma Calori, e' un po' il mio Michael Thomas, da allora.
chiedere a Kalle.
quando vedo le partite con lui, l'evitare di fare gesti "non opportuni" o dire cose "non adeguate" è come fare uno slalom su una pista da discesa.
Se devo fare la lista delle mie fisse faccio notte oltre a essere malvisto da molti di voi...
La scaramanzia è roba da medioevo...purtroppo è ancora radicata nella società di oggi...
ci vuole + laziocinio
Citazione di: Scialoja il 22 Gen 2013, 10:29
La scaramanzia è roba da medioevo...purtroppo è ancora radicata nella società di oggi...
d'accordo con Scialoja ;)
Il più grande inganno del diavolo è stato quello di far credere al mondo che lui non esiste
Citazione di: FabioPirovano il 22 Gen 2013, 12:10
Il più grande inganno del diavolo è stato quello di far credere al mondo che lui esiste
il signore del barbera che io sappia fa questa pantomima ogni partita in casa (ad ogni modo non credo stia funzionando :) )
comunque sia credo che le scaramanzia nel calcio funzionino, anche se una è in contrasto con un'altra! il giorno prima di andare e quando sono allo stadio faccio sempre le stesse cose, ci vado vestito sempre con le stesse cose, e negli ultimi anni all'olimpico non si vince così facilmente! :^^
Quando era ragazzino i pacchi di sale che venivano gettati in campo erano moltissimi (anni sessanta).
I miei riti sono pochi e muoiono non appena vengono smentiti.
Ad esempio nn leggo mai il topic sulle partite prima che finiscano (ne quello preparatorio ne quello "la partita"), però noto che quando lo apre Tarallo le cose vanno meglio.
Per il mio compleanno mi hanno regalato una camicia. L'ho indossata per la prima volta all'ultimo derby ...
Da allora cercò di metterla a tutte le partite (l'altro ieri non c'è l'avevo).
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L'anno dello scudetto del 2000 mio fratello, allora molto piccolo, praticava il rito di accendere un cero in chiesa ogni domenica.
Ovviamente non si poneva il problema teologico di sapere perché Dio avrebbe dovuto interessarsi di calcio e favorire la Lazio invece che la juve, anche se in effetti ripendandoci mi sembra totalmente ragionevole che dovesse favorire la Lazio.
Per un paio d'anni ho avuto un rito scaramantico fisso, nato per puro caso all'intervallo di un'amichevole Lazio-Ajax (quella persa dopo centoottantasette rigori, credo con errore fatale di De Sio). Alla fine del primo tempo, con la Lazio sotto 0-3, il tizio seduto davanti a me mi fa: a pischè, scambiamose de posto. E così abbiamo fatto. Inutile dire che la rimonta del secondo tempo, sia per me che per lui, è rimasta legata a quel gesto. Lo scherzo del destino è arrivato alla prima di campionato, quando io e il tizio abbiamo scoperto di essere abbonati a neanche dieci posti di distanza l'uno dall'altro. Il rito si è ripetuto all'intervallo di ogni partita, credo per due stagioni. La cosa più bella è che sono quasi sicuro del fatto che non ci siamo mai neanche presentati.