Io ieri volevo una partita giocata,senza i tatticismi imposti dalla necessità del risultato,ma giocata...e invece,dopo una buona mezz'ora,ho visto un brutale blackout,spero causato più dagli spalti che dalla consapevole scelta degli 8 in campo (almeno in 3 c'hanno provato),ho visto palloni partire da Zarate e tornare da Muslera a 2 all'ora,ho visto Baronio e Mauri toccarsi il pallone al limite dell'area per ridarlo a loro,ho visto Brocchi passeggiare in campo come mai in vita sua,e soprattutto ho sentito...ho sentito cori storpiati da "vincere" a "perdere",cori per l'avversario,fischi alla Lazio ed esultanza ai goal dell'avversario,ho visto inquadrature dietro la porta di Muslera con gente avvelenata per le prodezze di Semola.
Ho sentito,nella goliardia imperante,cori pseudorazzisti (ovvero,razzisti per coloro i quali dicono "ebreo" in senso dispregiativo) a volume più alto e chiaro del solito,perchè forse ieri era il porto franco dell' "addosso al romanista",non saprei.
Ho visto e sentito tante cose,e mi sono vergognato...non era obbligatorio andare allo stadio,non era obbligatorio tifare per l'Inter,non era obbligatorio non giocare in modo plateale (a chi ricorda le tante figure barbine della stagione,faccio notare come altre volte il non gioco era dato dal non saper che fare per portare avanti sto pallone,ieri invece era dato dal volerlo tenere indietro e restituirlo,non ci prendiamo per scemi da soli).
Da oggi so che il confronto con quelli dellà è sullo stesso piano,loro con gli appoggi e la libertà di minacciare a destra e a manca,noi no