Mi ritrovo in linee generali con quanto scritto oggi da Marco Lodoli su La Repubblica.
"[...] Noi aquilotti, minoranza cittadina, non possiamo sopportare l'idea di due mesi di festeggiamenti dei lupacchiotti, con tavolate pantagrueliche nei quartieri, brindisi e stornellate infinite, e "chi non salta è un laziale eh eh", fontanelle e scalinate dipinte di giallo e di rosso, clacson e schiamazzi e un'euforia delirante, un decerebramento spaventoso, tutta la città ridotta a curva sud. E allora un pò abbiamo goduto tutti, domenica sera. "Scansamose", c'èra scritto su uno striscione, e forse la Lazio s'è davvero fatta da parte per lasciare passare il bisonte nerazzurro.
Avremmo perso comunque, credo, del resto ci hanno battuto il Cagliari, il Chievo, il Palermo, il Bari, perchè mai non avrebbe dovuto asfaltarci la squadrone interista?
Però in campo dovevamo salvare la dignità, ricordarci che i nostro colori sono quelli della Grecia olimpica, non quelli di un pigiamino di flanella da pensionato. Dovevamo dare il fritto per dimostrare ai cugini una certa superiorità morale che non è fatta solo di rispetto delle regole, di fairplay, di eleganza, ma soprattutto di disinteresse verso le vicende romaniste. Noi non siamo rosiconi, non ci mangiamo il fegato, no gufiamo come uccelli del malaugurio: noi giochiamo a calcio belli e vincenti, belli e perdenti, non importa, conta la classe, lo stile, la grazia.
Invece di trascinarci per il campo come ombre in pantofole, invece di evitare di giocare per essere sicuri del dispettuccio, dovevamo far vedere al mondo intero che i laziali non si abbassano a certe meschinità. Dovevamo lottare su ogni palla: avremmo perso senza perdere la faccia".
Tanto per chiarire il mio pensiero, non avremmo dovuto essere ipocriti facendo finta di giocare per ottenere la sconfitta in chiave anti roma senza pagarne poi le conseguenze. Avremmo dovuto giocare per noi, per un punto utile a noi.
Penso che il calcio, a differenza delle nostre vite, sia semplice: la Lazio deve giocare per vincere, sempre!
Per come la vedo io, avremmo dovuto giocarcela anche in quel derby addomesticato con la roma, pur avendo di fronte il rischio concreto della B.
La Lazio per me vuole ancora dire coraggio e aspirazione alla purezza. Sottolineo aspirazione, perchè sono consapevole che non lo siamo nè noi nè la Lazio.