Inchiesta Infront

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Inchiesta Infront
« il: 17 Nov 2015, 19:11 »
I fondi neri del calcio nell’inchiesta Infront “Profitti indebiti”
E’ questa l’ipotesi agli atti dell’inchiesta milanese, che tenta di risalire a un fiume di denaro che dai bilanci malandati del calcio verrebbe dirottato dalla società Infront Italia verso altri, meno chiari, lidi
Nel calderone dell’inchiesta che coinvolge già tre presidenti di A e B (Preziosi, Lotito e Paparesta), e i vertici di Infront, aleggia anche il sospetto più pesante: la creazione di fondi neri. E’ l’ipotesi agli atti dell’inchiesta milanese, che tenta di risalire a un fiume di denaro che dai bilanci malandati del calcio verrebbe dirottato, dalla società Infront Italia, verso altri, meno chiari, lidi.
La guardia di finanza, nei due rapporti che hanno dato il via a questa inchiesta — e che Mensurati e Randacio hanno sintetizzato su “Repubblica” — , parla senza mezzi termini di «indebiti profitti», lasciando agli sviluppi dell’inchiesta il compito di capire chi, da ultimo, tragga il vantaggio. Tutto come ormai era chiaro, ruota intorno alla fiduciaria svizzera «Tax and Finance». Uno studio che come hanno esplicitamente sostenuto i pm, si occupa per lo più di creare fondi neri.
Dalle indagini, infatti, «emerge il ruolo baricentrico dello studio T&F, che si frappone tra il cliente e gli altri interlocutori economici, attraverso le proprie società fittizie, appositamente create e amministrate per perfezionare operazioni strutturate ad arte e finalizzate alla raccolta di indebiti profitti».
Non è un caso che la Tax and Finance gestisca «numerose “pratiche” riconducibili a sportivi che gravitano nella galassia Infront». Tra le carte messe a disposizione degli indagati, emerge anche la scheda che coinvolge il patron del Modena, Antonio Caliendo, e il numero uno della Lazio, Claudio Lotito. Caliendo, un altro fedelissimo di T&F, alla fiduciaria svizzera consente di «intervenire direttamente della gestione amministrativa» delle sue società. E così si spiega la richiesta che Caliendo richiede a T&F per «predisporre una lettera di sollecito al presidente della Lazio, Lotito, intimandolo di provvedere al pagamento di un importo dovuto (potrebbe riguardare la posizione del calciatore Santos Ederson)». Importo che sarebbe stato saldato attraverso off shore.


MagoMerlino

MagoMerlino

Re:Inchiesta Infront
« Risposta #1 il: 17 Nov 2015, 19:31 »
Dopo il flop delle vicende Mauri e iodice, provano a buttarla su un evergreen come i fondi neri.
Innegabile però che Lotito quando c'è qualcosa di torbido viene chiamato in causa con eccessiva frequenza. 

Offline Ranxerox

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11145
Re:Inchiesta Infront
« Risposta #2 il: 17 Nov 2015, 20:32 »
Il taglio delle ricostruzioni giornalistiche spesso hanno fatto intendere sempre che in tutte le vicende ci fosse qualcosa di torbido. Al contrario, gli accertamenti successivi, nella quasi totalità dei casi, hanno dimostrato che di torbido non c'era proprio nulla.

Offline bak

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20165
Re:Inchiesta Infront
« Risposta #3 il: 02 Dic 2017, 13:21 »
Torino - Il manager che doveva rappresentare il nuovo corso della Lega Calcio, era in “affari” con Adriano Galliani. Due pagamenti da 25 mila euro ciascuno versati, estero su estero, nel solo mese di dicembre 2016, su un conto della moglie dell’ex ad rossonero. Con indicazioni criptiche, sul “quantum” e il “modus” dei versamenti. Pur senza essere indagato, torna nella bufera l’ex numero due della Lega calcio Adriano Galliani, ora candidato in pectore di Silvio Berlusconi per le prossime elezioni.
Tutto nasce un anno fa, quando Marco Bogarelli, numero uno di Infront, ormai “bruciato” dalle inchieste, inseguito dalle notizie sulla spartizione dei diritti televisivi, il 28 novembre 2016 getta la spugna dimettendosi. Così, gli allora vertici della Lega, per uscire dal cono di luce acceso dalla procura di Milano, mettono in pratica un piano di riserva: per non perdere il controllo sulla ricca torta dei diritti della Serie A, trovano un sostituto. Il nome è quello di Andrea Francesco Silva (ex della Mp & Silva), cui si vuole «affidare la gestione della commercializzazione dei diritti». A individuare il dopo Bogarelli, sarebbe stato l’ex numero due della Lega e del Milan, Adriano Galliani. A svelarlo, sono le intercettazioni dell’inchiesta milanese su Infront e sui suoi ex vertici, in parte naufragata per i mancati arresti proprio di Bogarelli e di due suoi ex collaboratori, respinti prima dal gip e poi, l’estate scorsa, dal Tribunale del Riesame.
E anche se l’indagine affidata al Nucleo di polizia tributaria dai pm milanesi Pellicano, Filippini e Polizzi, sembra ormai avere il fiato corto, le carte raccolte dall’accusa svelano comunque rapporti a dir poco opachi. Gli investigatori registrano infatti le conversazioni tra Galliani e Silva, ma soprattutto passaggi di denaro «che denotano forti criticità».
Bisogna riavvolgere il nastro al novembre dello scorso anno. E, «dall’ascolto delle conversazioni – sottolineano i detective – si rileva come Galliani intrattenga con Mp & Silva, rapporti finanziari riservati». In un mese, la procura traccia due versamenti da 25 mila euro, bonificati attraverso conti esteri, la cui destinataria risulta la moglie dell’ex ad del Milan, la 45enne marocchina Malika El Hazzazi. Il primo bonifico risale al 6 dicembre e «dall’ascolto della conversazione si fa chiaramente intendere, nonostante la cripticità e l’avversione di Galliani a trattare l’argomento per telefono, l’imminenza di due disposizioni di pagamento, da parte di Silva a favore di Galliani». La prima già effettuata, la seconda bonificata «il successivo mercoledì/giovedì».
Alle 12 e 18 minuti del 5 dicembre, l’ex ad rossonero chiama la consorte e le dice: «Senti signora, un tuo amante straniero ha fatto una roba venerdì da 25, verifica quando arriva e cosa arriva, avvisa chi di dovere... sono molto geloso», conclude ironicamente Galliani.
Passata la bufera giudiziaria, sostituiti i manager indagati, i vertici della Lega calcio dunque, erano pronti a gestire il business con il medesimo canovaccio. «Appare chiaro – viene scritto in una relazione di marzo – come la fuoriuscita di Bogarelli da Infront ha di fatto determinato la necessità di individuare un nuovo punto di riferimento, questa volta direttamente in seno alla Lega, cui delegare la vendita dei diritti tv». L’uomo che era stato scelto – secondo quanto evidenzia l’inchiesta – non è esattamente una figura «terza», visti proprio i rapporti economici che legano Silva a Galliani. «Risulta pacifico che i bonifici vengono disposti da Silva in adesione a una specifica richiesta di Galliani, che è pertanto l’effettivo beneficiario degli stessi».
Perché questi dubbi sulla linearità di questi rapporti, allora visto che ci si limita a parlare di «forte criticità»? Secondo gli investigatori, «Silva all’epoca dei fatti era uno dei manager di riferimento di Mp & Silva, il soggetto economico che aveva acquisito – a più riprese – presso la Lega, della quale Galliani è vice presidente, i diritti internazionali della Serie A e B». La conclusione sulle «criticità», viene ulteriormente spiegata dal fatto che «le somme di denaro in questione provengono da uno dei manager della società che maggiormente ha beneficiato economicamente, dal business dei diritti televisivi».


http://www.ilsecoloxix.it/p/italia/2017/12/02/ASEIHLML-bonifici_diritti_galliani.shtml
 

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