Il calcio è uno sport di squadra e resta una bellissima alchimia di ingredienti che spesso portano a un prodotto inatteso. A parte i recenti successi di Leicester e Portogallo, squadre certamente inferiori a molte altre alla vigilia delle rispettive competizioni, si potrebbero fare centinaia di esempi dove un collettivo forte ma non favoritissimo ha sbaragliato la concorrenza di compagini fatte di figurine da 50 milioni l'una.
Ovvio che se ti chiami Barcellona o Juventus hai il diritto e dovere di partire col favore dei pronostici e, spesso, vinci.
Ma le variabili in gioco sono tante e basta poco in positivo o negativo per cambiare la stagione. Quel qualcosa in più o in meno che risiede nella motivazione, nel sacrificio, nel porre gli interessi del collettivo davanti ai propri.
L'ultima serie A ha avuto il suo vero epilogo dopo Sassuolo Juventus, quando quest'ultima era ormai un pugile a terra suonato, in attesa del KO finale.
Cos'è successo allora? Credo che la leadership (Allegri, Buffon e la linea difensiva) abbia preso le redini in mano e dettato le regole, scatenato quella rabbia e quella fame che hanno portato ai risultati noti.
E l'Italia di Conte? A parere di molti non si era mai visto un undici titolare così scarso (difesa a parte) in azzurro. Eppure, non hanno mollato un tackle dall'inizio alla fine è hanno sfiorato l'impresa.
Potrei parlare dell'Italia 2006 o della bellissima nazionale di Bearzot, dove gli Oriali sudavano più dei Zico e, per questo, vincevano.
Ora, non sto qui a dire che saremo il Leicester d'Italia. Ma soltanto che l'andamento del nostro torneo dipenderà da un fattore a volte imponderabile, che è insito nella capacità di fare gruppo e dall'autorevolezza dei leader di portare tutto il gruppo verso un'unica direzione. Altrimenti, non si spiegherebbe la debacle dello scorso anno, quando avevamo una squadra che l'anno precedente aveva imposto il proprio gioco a tutti. Non si spiegano solo con la tattica e le figurine le partite come Lazio Sparta Praga... c'era qualcos'altro. .. nato già d'estate, avvistato con le disastrose trasferte di Verona e Napoli. Il gruppo non ha mai fatto gruppo.
Questo farà la differenza è la palla passa non tanto ai Bastos o Caio o Thauvin o comesichiamanononlosotantobastapubblicizzarepersettegiorniunnomeediventauntopplayer....la palla passa a Inzaghi, a Peruzzi, a Marchetti, a Biglia, de Vrji, Radu, Lulic... il resto viene da sé.
Scriveva Tolstoj in Guerra e Pace "... la forza delle truppe è data dal prodotto di una massa per qualche altra cosa...un'incognita X... questa X è lo spirito dell'esercito, ossia il maggiore o minore desiderio di battersi e di affrontare il pericolo di tutti gli uomini che lo compongono, assolutamente indipendente dal fatto che si battano sotto il comando di geni o non geni, su due o tre linee, armati di randelli o fucili... Lo SPIRITO DELLE TRUPPE è il moltiplicatore della massa che dà come prodotto la forza".
Avanti Lazio,
Tocca a voi.
Portate la maglia sudata sotto la curva ad ogni partita.
Avrete, comunque, vinto. ..
Questo è il mio pronostico.