Citazione di: fish_mark il 31 Lug 2014, 11:53
Sipperò non devi leggere una singola partita. La media-spettatori della Lazio è sempre stata abbastanza costante. Abbiamo avuto dei picchi (nel 1973/74 quasi 50.000), e si è alzata nel decennio 1994/2004, fino a raggiungere il massimo nel 1998/99, con una media di 53.184. Poi si è sempre mantenuta sui 30.000, più o meno. Nel maledetto triennio cui fai riferimento, il doposcommesse, la Lazio, anche in B e con incontri di misero appeal, ha comunque mantenuto una media sui 27.000 spettatori, al di sotto della generale (la media-spettatori dal 1963 al 2014 è di 35.000 circa), ma non in modo endemico, considerando la situazione (e la ovvia premessa che il tifoso non è un pretoriano e - al di là dei fedelissimi - segue un po' il vento).
Quindi, anche negli anni bui, noi c'eravamo. Se vuoi affermare che l'abbandono della squadra da parte dei tifosi nei momenti difficoltà è connaturato nel laziale, ti potrei portare una marea di esempi, in quegli anni, di segno opposto. E' quasi inutile la considerazione che - in una situazione normale - il tifoso reagisca alle difficoltà e agli eventi, e che in quel Lazio-Vicenza, ma anche ai derby, alle partite decisive per lo scudetto, con la Juve, va più gente che a Lazio-Spal o a Lazio-Pro Patria di serie B.
Leggendo le statistiche, c'è sempre stata una costante, comunque. Tranne quando i tifosi (intendo la curva) hanno ingaggiato una lotta senza quartiere contro la società. A quel punto tutte le parole d'ordine (dodicesimo in campo, non ti lasceremo mai sola) sono andate a farsi benedire, e la squadra (intendo quegli undici ragazzi più sostituti che indossano la casacca biancoceleste) ci lascia le penne. E in situazioni analoghe, con presidenti altrettanto traffichini od impresentabili, non c'è stata una tifoseria dico una che ha abbandonato la squadra quando serviva. Non dimentichiamoci mai della vergogna di Lazio-Olympiakos del 2007. Lì la gente c'era, la partita era decisiva, ma ha preferito lasciare sola la squadra in campo, persa nella follia autolesionistica della contestazione, in balìa di ottomila greci che se la sono comandata senza ostacoli. E sappiamo tutti com'è andata a finire.
Ma non è solo la contestazione, e varrebbe la pena di approfondire la decadenza del tifoso laziale. Lazio-Lokomotiv Mosca, semifinale di Coppa delle Coppe. Il punto più alto della carriera internazionale della Lazio, incontro decisivo se mai ce ne furono. Formazione: Marchegiani, Negro, Nesta, Mihajlovic, Pancaro, Lombardo, Stankovic, Fernando Couto (46' Almeyda), Nedved, R.Mancini (76' De La Pena), Vieri (88' Boksic). A disp. Ballotta, Favalli, Sergio Conceicao, Salas... Spettatori 32.016. Mettili nell'Olimpico, ci possiamo chiamare da una curva all'altra. Solo un caso? 14 aprile 1998, semifinale di Coppa UEFA, altro vertice internazionale della Lazio. Lazio-Atletico Madrid, circa 37.000 spettatori.
Ognuno ne tragga le considerazioni che vuole. Però per favore, non venga mai più in mente a nessuno di cantare, in nessun momento di nessuna partita della Lazio, "Lazio, sul prato verde vola, Lazio, tu non sarai mai sola". Triste, solitaria y final...