Intervista ad Hernanes (extracalcistica)

Aperto da St£fano, 22 Gen 2011, 21:40

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St£fano

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Un comune mortale – uno di noi, dunque – dopo un pranzo di Natale lungo quattro ore a 80 chilometri da casa (in questo caso, da Roma a Civitavecchia) e un viaggio di ritorno trasformato in calvario dal traffico, avrebbe la faccia stravolta del sopravvissuto. E una gran voglia di buttarsi al letto vestito per svegliarsi soltanto dopo le feste.
Lui, no. Lui, Hernanes, si è presentato ai nostri occhi, semichiusi dalla lunga attesa, con l'espressione di chi era appena riemerso da un tuffo nella fontana della beatitudine. Sorridente, fresco, riposato. Uguale al Frankie di "Ricomincio da Tre" di Massimo Troisi (i quarantenni lo ricorderanno, per gli altri c'è YouTube). Stesso abbigliamento (blu il maglioncino attillato, i pantaloni e la cravatta, bianca la camicia), stesso viso pulito incorniciato da capelli corti neri, stesso lavoro, o, per lo meno, stessa vocazione: salvatore di anime. A cominciare da quelle indemoniate dei suoi figli – Ezequiel (3 anni) e Lucia (1) – i quali, per tutta la durata dell'intervista, si sono arrampicati su gambe, schiena e testa del padre (che ha mantenuto un tono simile a un sussurro per convincerli a desistere), hanno provato a spegnere il registratore e improvvisato slalom in mezzo all'attrezzatura del fotografo, finché la più piccola è caduta battendo la testa contro un tavolo: bernoccolo istantaneo grosso quanto una noce e spavento generale, tranne del papà. Sicuro, evidentemente, della protezione dell'Altissimo, come certificato dal cartello dietro la porta d'ingresso: "L'Eterno Iddio è sole e scudo; dà grazia e gloria (Salmo 84:11)". In un'ora di botta e risposta, il venticinquenne centrocampista brasiliano, cristiano evangelico, dall'estate in Italia e subito diventato leader di una Lazio di nuovo di alta classifica, confermerà di essere in pace con Dio e con gli uomini. Romanisti compresi.


A Roma si parla di lei come un bambino che vive in una favola...
Si, sono felice. Immaginavo coi italiani come gente troppo seria, fredda, dura (forse le caratteristiche degli emigranti che vivono a San Paolo? Ndr), invece ho scoperto che somigliate moltissimo ai brasiliani. Mia moglie Erica all'inizio non voleva proprio saperne, di lasciare il nostro Paese. Poi ha visto come siamo stati accolti e ha cambiato idea.

Che cosa vi ha colpiti della città?
I monumenti a cielo aperto. A scuola avevo studiato la storia dei Romani, le loro conquiste, ma non pensavo fosse tutto vero. L'ho capito guardandomi intorno in questi mesi, l'ho sentito nell'aria.

E della gente?
Sono diretti. Dicono le cose in faccia. A me ripetono sempre: "a Hernanes, facce più gol"!

E dai romanisti, quando la incontrano, cosa riceve? Silenzio, complimenti o parolacce?
Soprattutto parolacce. Invece, un mio vicino di casa, dopo il derby che hanno vinto 2-0 a novembre, mi ha solo salutato alzando due dita della mano (ride divertito).

Cosa cambia tra lo spogliatoio di una squadra brasiliana e quello di una italiana?
Al San Paolo, dove giocavo, capitava che un ritiro durasse due giorni, anche per le partite casalinghe. Qui ho più tempo per la famiglia. In più in Brasile è difficile che ci si fermi a mangiare insieme dopo l'allenamento.

E in campo, i giocatori italiani sono più atletici o più scorretti di quelli brasiliani?
Tutte e due le cose insieme. Qui si usano molto le mani, per spingere o per trattenere, e gli arbitri non fischiano quasi mai.

Il primo giorno a Roma, si è presentato vestito come John Travolta. Veste sempre così? I compagni cosa le hanno detto?
Mi hanno preso in giro...È vero, non vesto come gli altri calciatori, ma più classico, spesso total look, ma senza cravatta. Però in Italia ho imparato che puoi calzare anche le sneakers sotto un pantalone elegante: prima portavo solo mocassini.

La descrivono come un'anima candida che reagisce sorridendo agli scherzi...è la fede che le fa sopportare ogni cosa con cristiana rassegnazione oppure è merito del suo carattere?
(sorride) Non è che passo il tempo a dire: "Signore, perdona loro perché non sanno quello che fanno..."

Ma c'è qualcosa che la fa arrabbiare?
La violenza, fisica o psicologica, sui bambini. Lo spreco di talento. Quello di denaro: non sopporto chi guadagna tanto e butta via i soldi in mille sciocchezze. Se non sei capace di gestirli, almeno fai del bene a qualcuno.

La Bibbia è la sua forza. È vero che la legge pure sul pullman che vi porta allo stadio?
No, come non è vero che mio padre sia un pastore evangelico. È un funzionario statale, invece. Riguardo alla Bibbia: tutti noi abbiamo fede, nel soprannaturale o nella scienza. Grazie ai progressi degli scienziati, sappiamo molte più cose che in passato, ma non tutto. In quello che non è stato sperimentato e, dunque, non si conosce, devi avere fede, per crederci. La Bibbia è ciò in cui ho fede. Dunque, è ciò in cui credo.

Perché avverte forte bisogno di spiritualità?
Perché oggi a ciascuno di noi arrivano mille informazioni da ogni parte. Ognuno ha la sua verità e cerca di vendercela. Ma noi abbiamo bisogno di certezze, di punti fermi: io li ho trovati nella Bibbia. Però attenzione, le Scritture non spiegano la religione. La religione di ti dice: vieni a Messa una volta alla settimana e starai bene con Dio. Non basta, dico io. La Bibbia è invece due cose: amore e fede.

Contesta la Chiesa cattolica?
Io dico solo che la Chiesa cattolica, come le altre di qualsiasi confessione religiosa, dovrebbe essere solo la rappresentazione della Parola di Cristo. Invece, storicamente, ha rappresentato anche altro: potere politico ed economico. Il potere temporale, ecco.

In Brasile, il sentimento religioso, è addirittura ostentato. In Italia, Paese cattolico per eccellenza, meno. Perché?
Perché il mio era un paese povero, e dove c'è miseria, la gente si aggrappa alla fede. Da voi ho trovato tanta superstizione, soprattutto tra la gente più istruita: non si apre l'ombrello al coperto, a tavola non si passa il sale da mano a mano.

Se un compagno o un avversario in campo bestemmia, fa finta di niente, o gli dice qualcosa?
È una cosa assolutamente nuova, per me. In Brasile nessun calciatore bestemmia. Finché non mi faccio un'idea precisa sul perché di questo linguaggio, preferisco stare zitto.

Hernanes, lei ha un passatempo?
Mi piace studiare. Prima, chitarra e pianoforte. Adesso l'inglese. La mia passione è imparare.

A proposito: al suo arrivo in Italia sembrava più padrone della nostra lingua di quanto lo sia in realtà.
Avevo imparato a memoria quello che dovevo dire.

sigurd

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intruppone23

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non può essere vero.
questo ragazzo non può essere collega di gente come °°°°°

che bravo, mi piace sempre di più

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Barabba Terzo

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Sembra una persona piuttosto intelligente.

Brujita!

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dopesmokah

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Veramente un grande, ma si sapeva che il ragazzo è di spessore...


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Dusk

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Orgoglioso di vederlo con la Mia Maglia.

ssl_1900

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Citazione di: St£fano il 22 Gen 2011, 21:40





E dai romanisti, quando la incontrano, cosa riceve? Silenzio, complimenti o parolacce?
Soprattutto parolacce.



prima o poi gliele farai rimangiare, una per una.
dopo anni e anni sono tornato ad indossare la maglia della lazio con nome e numero di un calciatore.
la tua.

sei un grande




blackdahlia

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Calciatore con una classe cristallina, correttissimo, mai insofferente verso avversari e compagni....da quello che dice e dal modo in cui lo dice sembra una persona assennata, umile e genuina.....io sono profondamente gay per lui......


(anche se è proprio lento.....   :=)) )

Barra

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Citazione di: St£fano il 22 Gen 2011, 21:40
[...] confermerà di essere in pace con Dio e con gli uomini. Romanisti compresi.

Ovvero è in pace pure con gli animali.

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Absaroke

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Persona valida ...... sono contento che sia dei nostri ......

volerevolare

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Uno così non poteva che giocare con la Lazio


Rick

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che stile, ragazzi. Solo della Lazio poteva essere uno così.

chiaralich

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CIOè è PURE INTELLIGENTE! no vabbè... sò innamorata  :s

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