Citazione di: eagle75 il 05 Apr 2011, 18:22
Quando ho a che fare con un napoletano (campano)...mi dispiace dirlo, perchè ovviamente non tutti sono uguali, diffido sempre.
Scusate ma, da "napoletano" (oriundo... come Ledesma, anzi di più), vorrei mettere i puntini sulle "i".
Le mie radici sono fermamente saldate nel cuore di Napoli.
E ribadisco Napoli, non l'interland.
Parlo di Corso Vittorio Emanuele, Mergellina, Vomero, Loggetta non San Giorgio a Cremano, Giuliano o Melito.
I miei parenti sono anni che lo stadio non lo vedono neanche da lontano perchè "nunn'è cosa".
Sono tutti "Skymuniti" e la partita se la godono in TV.
Questo lo si intuisce dal fatto che senza TV domenica ci sarebbero state più di 80mila persone allo stadio.
Il target del frequentatore abituale delle curve del San Paolo è l'interland, ma quello più "depresso".
Napoli poi è una città particolare dove il "popolo" è ancora radicato al centro della città (quartieri spagnoli per esempio) non come Roma, per esempio, dove sono sempre meno le famiglie romane ad abitare dentro le mura aureliane.
Questo disagio i Napoletani (la N maiuscola è puramente voluta) lo vivono giornalmente con zone offlimits e precauzioni da prendere diverse a seconda del luogo.
E nei confronti di chi viene da fuori vivono questo "folkrore" con imbarazzo.
L'ultima volta che sono stato a Napoli è stato a fine novembre con amici per vedere i presepi di San Gregorio Armeno.
Ci siamo appoggiati a casa di mio zio, a Corso Vittorio Emanuele, a 1km scarso dalla Stazione Mergellina.
Dopo aver parcheggiato nel garage di mio zio (che ci ha caldamente sconsigliato di lasciare le macchine in strada) ci ha accompagnati con la Cumana (la Metro) fino al centro.
Prima di lasciarci alla nostra passeggiata si è più volte raccomandato come si fa con i bambini di stare attenti a come camminavamo, di tenere strette le borse, di non mettere i portafogli nella tasca di dietro dei pantaloni eccetera.
Alla ventesima raccomandazione noi gli abbiamo risposto che doveva ricordarsi che non venivamo dal paesino sperduto sulla montagna e che le stesse raccomandazioni valevano per molti posti di Roma, Metro compresa, e che quindi eravamo preparati in materia.
L'unica differenza è che il livello di allarme che a Roma potremmo avere in quartieri periferici a Napoli vale anche, ed in certi casi soprattutto, per il centro.
E questa gente "colorita" è quella che affolla il San Paolo insieme ai "cafune" (i nostri burini).
L'argomento munnezza poi per noi è un divertente spunto di conversazione menter per loro è la spia del malgoverno che se li mangia vivi da sempre.
Per inciso Corso Vittorio Emanuele è una zona medio benestante e lì i residenti fanno TUTTI la raccolta differenziata in casa, gettano i saccheti in cassonetti separati salvo poi vederla mischiare e buttare tutta insieme.
In strada non c'è una busta a terra neanche a disegnarla ma il rodimento per vedere vanificato il proprio impegno nel separare le buste non porta a smettere di comportarsi in quel modo, e quindi continuano a differenziare alla faccia dell'incompetenza e della malafede di chi li governa.
Probabilmente pagano il prezzo di vivere in una cartolina con una classe dirigente da arresto... e questo magoverno atavico non può non avere conseguenze sul comportamento socialmente improponibile delle loro "classi" più basse.
La verità è che non c'è molta differenza tra lo sdentato che ti fa i gestacci e i "puncicatori" di professione, che pur essendosi specializzati nelle partite della parte difettosa di Roma sempre di Roma sono, come lo siamo noi che ci scandalizziamo e puntiamo il dito.
Anche in partite giocate all'Olimpico ci sono stati problemi per giornalisti o dirigenti.
Ricordo le aggressioni durante i derby fatte da persone che in tribuna stampa non dovrebbero starci oppure gli sputi a Galliani.
Se poi vogliamo puntualizzare sul fatto che buona parte di queste "perle" arrivano dalla sponda piscioruggine del Tevere va anche bene.
Ma siccome si generalizza nel giudicare come rappresentanti di Napoli le bestie sciolte in tribuna al San Paolo, perchè non fare altrettanto con Roma per quello che succede all'Olimpico a prescindere dal colore delle sciarpe?
In fondo la nomina di tifoseria razzista e fascista ce l'hanno appioppata altri laziali con le loro gesta, non i napoletani, milanesi o torinesi con il chiacchiericcio da bar.
Il San Paolo è forse uno degli stadi che vedono meno tifosi avversari in tutti il campionato per le continue limitazioni fatte sulle partite interne del Napoli.
Se succede questo quindi buona parte del "merito" va ad un ambiente diciamo così... poco accogliente.
Io, da "Napoletano", una partita della Lazio a Napoli non l'ho mai vista... e mai lo farò... su supplica dei Napoletani cha fanno di Napoli un posto meraviglioso... non di chi "caratterizza" il suo stadio.