Montesano: "Disertare lo stadio sarebbe un segnale forte. Dispiaciuto per Hernanes? No"
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montesanoGrande attore e tifosissimo laziale, Enrico Montesano, intervistato da [...], ha parlato a 360° del mondo Lazio, partendo dal deludente mercato di gennaio: "Questione misteriosa. Hernanes l'ho conosciuto, un bravo ragazzo. Non penso sia mai stato un vero e proprio simbolo della Lazio. Ottimo giocatore, ma troppo incostante. Sono altre le cessioni che mi hanno fatto "male" nel corso della storia biancoceleste, come ad esempio quelle di Nesta e Nedved. Di Hernanes sono rimasto amareggiato dal momento che non sono stati reinvestiti i proventi". Hernanes è uno dei tanti per chi ha avuto la fortuna di conoscere i grandi laziali del passato: "Noi siamo un po' come quelli della "banda Fascetti", quella fantastica Lazio con Giuliano Fiorini con il quale ho avuto anche il piacere di giocare a pallone in un pomeriggio a Ischia. Ma facendo ancora un passo indietro, non si può dimenticare gente come Frustalupi. Quelli sì che erano calciatori dal grande rendimento e costanza. Riprendendo ancora il Fascetti pensiero, la Lazio di oggi mi sembra un po' femmina...". Lazio Sassuolo, una partita giocata 4 giorni fa ma che continua a essere l'argomento del giorno nella capitale: "Ho visto la partita da casa. E' stata una bella protesta, svoltasi con serenità e civiltà. Ma questo dissenso, si può manifestare anche in maniera più dura e drastica, disertando lo Stadio. Sarebbe un segnale incredibile, una manifestazione polemica dal grande impatto, ma noi tifosi siamo "schiavi" della passione. Senza questo coinvolgimento emotivo, nessuna squadra esisterebbe. Non andando allo stadio, sarebbe un po' come darsi la zappa sui piedi...sarebbe come tradire noi stessi. Non c'è cosa più triste per una squadra di non vedere sugli spalti la propria gente".
Oggetto della discordia tra i laziali è il presidente Lotito, che Montesano conosce personalmente: "Ho notato la sua tensione e preoccupazione. La società al figlio? Quella era chiaramente una battuta. E' fatto così, non da retta a niente e nessuno. Ho avuto modo di parlarci anche qualche anno fa. Gli ho chiesto chiaramente di stringere un rapporto con la gente laziale, se aveva bisogno, io ero a disposizione per mediare e fungere come "ambasciatore". Ma niente da fare e poi ancora gli chiesi "Perché non fai giocare Pandev e Ledesma? Li hai pagati, non c'è motivo di danneggiare così la squadra..." Ma mi rispose: "E pure te ti ci metti...?". Trovo assurdo che ci sia una frattura del genere tra la tifoseria e il proprio Presidente. Ma lui non fa nulla, come si dice, vuole essere "Il Gallo della Checca", fa come vuole. Lui lo sa che non sono contro di lui, ma ora nemmeno a suo favore. Riconosco che per un 50% ha aiutato la Lazio per i guai economici che aveva, ma per il resto? E poi più ti ci metti contro, più si "intigna". Sarei curioso di ascoltare qualche aneddoto della moglie Cristina. Secondo me Lotito pure a casa si comporta così, vuole sempre avere ragione (ride ndr). Per tornare al calcio, per fortuna di quella storia, almeno Ledesma è rimasto. Lo paragono a Frustalupi, è una sicurezza e una vera garanzia per noi. Tornerò presto allo stadio anche se già ci sono stato un paio di volte in questa stagione. Comprerò un biglietto in curva..."