Io sto con il presidente della Lazio

Aperto da Adler Nest, 25 Ott 2017, 10:49

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JoeStrummer

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...ed ecco anche Fulvio Bianchi:

A Roma come a Milano. C'è la riforma dello statuto, quella dei campionati (A a 18 e B a 20, poi il ritorno al semiprofessionismo), la Lega di A che chiede più peso elettorale (conta solo per il 12 per cento), il rilancio dei vivai, il tentativo di mettere un freno all'invasione straniera, la lotta alla violenza e al razzismo, la riforma della giustizia calcistica (ridicola in alcune sue sentenze). Basta con gli amici degli amici. Malagò spazzerà via tutto.

12.maggio.74

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.. mo so cazzi altro che cutrone... malago' è uno che tra gli amici ci chiama "laziali di merda.."

galafro

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Cioè secondo questi scribacchini il messia del calcio sarebbe Malagò, gigolò del jet-set romano, ex venditore di macchine, acquirente di lauree, giocatore di tennis a tempo pieno sul lungo tevere la mattina e di calcetto la sera?
Ah dimenticavo e naturalmente tifoso della magica esempio da anni di mirabolanti successi sortivi e di brillante gestione Economica

novantatreesimo

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malagò che il 26 maggio sussurrava al pupone:"daje francè ne abbiamo superate tante supereremo anche questa", prima di abdicare al suo ruolo istituzionale andandosene trafelato pur di non assistere alla premiazione dei Vincitori.

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JoeStrummer

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Lo sapete qual'è la prima cosa che mi aspetto dal "Commissario"?

Luca Palamara a capo della procura FIGC.

BalkanLaziale

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Riforme di un gigolo - primo capitolo  :pp

RoundMound

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se cutrone è il volto pulito del calcio dopo un gol di gomito il compra-lauree non po' esse il riformatore?

VeniVidiLulic

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Citazione di: JoeStrummer il 30 Gen 2018, 12:45
...ed ecco anche Fulvio Bianchi:

A Roma come a Milano. C'è la riforma dello statuto, quella dei campionati (A a 18 e B a 20, poi il ritorno al semiprofessionismo), la Lega di A che chiede più peso elettorale (conta solo per il 12 per cento), il rilancio dei vivai, il tentativo di mettere un freno all'invasione straniera, la lotta alla violenza e al razzismo, la riforma della giustizia calcistica (ridicola in alcune sue sentenze). Basta con gli amici degli amici. Malagò spazzerà via tutto.

Incominciasse spazzando via se stesso sarebbe già un ottimo risultato...che poi pure i suoi cantori gliene fanno fare poche di figure demm...a.
"frenare l'invasione straniera, però combattere la violenza e il razzismo" ehmm.
Ce l'ha piccola, la contraddizione, sto pupazzo.

Citazione di: JoeStrummer il 30 Gen 2018, 12:32
...ed ecco, immancabile, Monti:

Elezioni Figc: È la disfatta di un sistema, Malagò ha voluto la palla, ora la giochi
Il nostro calcio ha toccato il fondo, i tifosi ne subiscono il fallimento. Ora tocca al presidente del Coni rifondare la Federazione

E ora sia convocato d'urgenza il commissario Maigret. O Montalbano se preferite. Anzi, scenda direttamente in campo l'ispettore Jacques Clouseau perché solo il sublime Peter Sellers nei panni della Pantera Rosa potrebbe far luce sul mistero buffo del calcio italiano che, nel giorno delle elezioni, decide di non decidere. Di fare autogol. Di consegnarsi, scheda bianca e mani alzate, al grande "nemico". Ovvero all'autorità costituita rappresentata dal presidente del Coni Giovanni Malagò il quale, con astuzia perfida e una buona dose di fortuna, ha atteso che l'allegra brigata dei contendenti alla Figc si schiantasse da sola contro un muro. Li aveva avvertiti. E ciò fa di lui - nella sconfitta del buon senso - il vincitore di giornata. Ma a che prezzo...

IMPOTENTI — Ieri la nostra pelota sgonfia è caduta che più in basso non si può. La data della storica figuraccia mondiale con la Svezia è scolpita nella pietra: 13 novembre 2017. Per uscirne ci voleva un'idea forte. Bene. In due mesi e mezzo di gestazione, la natura provvede ampiamente alla nascita di un bel gatto e, con una settimana in più, persino di un leopardo. In 77 giorni, invece, il sistema calcio non è stato capace di partorire un topolino e si è condannato all'irrilevanza. Milioni di tifosi, pomposamente chiamati stakeholders ma mai realmente rappresentati e tutelati, ne subiscono il fallimento. Sarebbe ingeneroso addossare ai tre contendenti alla presidenza le responsabilità, anzi le irresponsabilità, di un intero movimento. Semplicemente ne rappresentano bene l'impotenza. Sibilia è un politico di lungo corso e come tale si è comportato sbagliando i calcoli e accompagnando nel disastro il suo grande elettore Lotito. Gravina, che nel lotto mi è parso il più preparato, ha pagato l'usura di una lunga presenza ai vertici. Tommasi, a cui va riconosciuta una pervicace coerenza, in realtà ha rinunciato a vincere e quindi a governare: può darsi che si sia guadagnato una posizione migliore nella partita a scacchi che seguirà ma non c'è sconfitta concreta (e di tutti) che possa essere trasformata in vittoria morale.

AMBIZIONE — Adesso palla al commissario. Personalmente non ho mai amato l'uomo del destino ma visto che ci tocca, il catalogo è questo... In un tempo ragionevolmente lungo, un anno almeno, dovrà rifondare la Federazione; cambiare l'aritmetica assurda prevista dallo statuto modificando i pesi delle componenti e i criteri di rappresentanza così che la metà più uno possa finalmente decidere; dare una prospettiva al litigioso condominio della serie A; porre le basi per la riforma dei campionati e dei centri federali; trovare un c.t. della Nazionale capace di imprimere vigore al cambiamento. Programma ambizioso per un uomo ambizioso. Inutile sfogliare la margherita del totonomine. Il commissario può avere un solo volto: quello di Giovanni Malagò. Ha reclamato a lungo il pallone. Ora scenda in campo e lo giochi. L'umore generale è quello che è, ma non saremo spettatori pronti a fischiarlo: la partita è decisiva e se vince lui alla fine vinciamo tutti noi.


Avete capito quello che ci aspetta, si o no?

Ma c'è ancora la sospensione dei finanziamenti pubblici ai parassiti scribacchini in qualche programma da quì al 4 marzo?

Altrimenti neanche vado per annullare scheda....

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Nesta idolo

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Citazione di: JoeStrummer il 30 Gen 2018, 12:45
...ed ecco anche Fulvio Bianchi:

A Roma come a Milano. C'è la riforma dello statuto, quella dei campionati (A a 18 e B a 20, poi il ritorno al semiprofessionismo), la Lega di A che chiede più peso elettorale (conta solo per il 12 per cento), il rilancio dei vivai, il tentativo di mettere un freno all'invasione straniera, la lotta alla violenza e al razzismo, la riforma della giustizia calcistica (ridicola in alcune sue sentenze). Basta con gli amici degli amici. Malagò spazzerà via tutto.
:rotfl: Malagò spazzerà via tutto è bellissima :lol: :lol: Malagò? Ahah uno che di impicci e soldi sperperati e altre schifezze se ne intende, vuole salvare il calcio italiano??  :rotfl2: Veramente divertente Bianchi, gli darei la mano. :friends: Degna dei migliori comici questa battuta, ottima.

Kobra

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Ma visto che ha questo virtù salvifiche magari potrebbero anche farci qualche esempio delle gestioni risanate dal CONI, no?
Mi risulta l'unica federazione vada bene sia quella del nuoto il cui presidente però vede  quel babbeo di malagò solo in tribunale, tali sono i rapporti tra i due

Pergianluca

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Citazione di: JoeStrummer il 30 Gen 2018, 12:32
...ed ecco, immancabile, Monti:

Elezioni Figc: È la disfatta di un sistema, Malagò ha voluto la palla, ora la giochi
Il nostro calcio ha toccato il fondo, i tifosi ne subiscono il fallimento. Ora tocca al presidente del Coni rifondare la Federazione

E ora sia convocato d'urgenza il commissario Maigret. O Montalbano se preferite. Anzi, scenda direttamente in campo l'ispettore Jacques Clouseau perché solo il sublime Peter Sellers nei panni della Pantera Rosa potrebbe far luce sul mistero buffo del calcio italiano che, nel giorno delle elezioni, decide di non decidere. Di fare autogol. Di consegnarsi, scheda bianca e mani alzate, al grande "nemico". Ovvero all'autorità costituita rappresentata dal presidente del Coni Giovanni Malagò il quale, con astuzia perfida e una buona dose di fortuna, ha atteso che l'allegra brigata dei contendenti alla Figc si schiantasse da sola contro un muro. Li aveva avvertiti. E ciò fa di lui - nella sconfitta del buon senso - il vincitore di giornata. Ma a che prezzo...

IMPOTENTI — Ieri la nostra pelota sgonfia è caduta che più in basso non si può. La data della storica figuraccia mondiale con la Svezia è scolpita nella pietra: 13 novembre 2017. Per uscirne ci voleva un'idea forte. Bene. In due mesi e mezzo di gestazione, la natura provvede ampiamente alla nascita di un bel gatto e, con una settimana in più, persino di un leopardo. In 77 giorni, invece, il sistema calcio non è stato capace di partorire un topolino e si è condannato all'irrilevanza. Milioni di tifosi, pomposamente chiamati stakeholders ma mai realmente rappresentati e tutelati, ne subiscono il fallimento. Sarebbe ingeneroso addossare ai tre contendenti alla presidenza le responsabilità, anzi le irresponsabilità, di un intero movimento. Semplicemente ne rappresentano bene l'impotenza. Sibilia è un politico di lungo corso e come tale si è comportato sbagliando i calcoli e accompagnando nel disastro il suo grande elettore Lotito. Gravina, che nel lotto mi è parso il più preparato, ha pagato l'usura di una lunga presenza ai vertici. Tommasi, a cui va riconosciuta una pervicace coerenza, in realtà ha rinunciato a vincere e quindi a governare: può darsi che si sia guadagnato una posizione migliore nella partita a scacchi che seguirà ma non c'è sconfitta concreta (e di tutti) che possa essere trasformata in vittoria morale.

AMBIZIONE — Adesso palla al commissario. Personalmente non ho mai amato l'uomo del destino ma visto che ci tocca, il catalogo è questo... In un tempo ragionevolmente lungo, un anno almeno, dovrà rifondare la Federazione; cambiare l'aritmetica assurda prevista dallo statuto modificando i pesi delle componenti e i criteri di rappresentanza così che la metà più uno possa finalmente decidere; dare una prospettiva al litigioso condominio della serie A; porre le basi per la riforma dei campionati e dei centri federali; trovare un c.t. della Nazionale capace di imprimere vigore al cambiamento. Programma ambizioso per un uomo ambizioso. Inutile sfogliare la margherita del totonomine. Il commissario può avere un solo volto: quello di Giovanni Malagò. Ha reclamato a lungo il pallone. Ora scenda in campo e lo giochi. L'umore generale è quello che è, ma non saremo spettatori pronti a fischiarlo: la partita è decisiva e se vince lui alla fine vinciamo tutti noi.


Avete capito quello che ci aspetta, si o no?
Ma monti non era si era chiuso in stanza a studiare la sinossi di Le origini del totalitarismo?

Ranxerox

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E vai, endorsment pure di Caressa: Malago' unica salvezza del calcio italiano, Tommasi unico coerente, riforme a go-go.
Questi le riunioni strategiche le faranno a Trigoria.

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edge24

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Citazione di: Ranxerox il 30 Gen 2018, 13:54
E vai, endorsment pure di Caressa: Malago' unica salvezza del calcio italiano, Tommasi unico coerente, riforme a go-go.
Questi le riunioni strategiche le faranno a Trigoria.
bello anche il passaggio "ieri è stata la miglior giornata del calcio italiano degli ultmi 30 anni". se non consideriamo cani-sampdoria, il mondiale del 2006, il triplete del 2010, la finale di champions tutta italiana del 2003

Ranxerox

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Citazione di: edge24 il 30 Gen 2018, 13:56
bello anche il passaggio "ieri è stata la miglior giornata del calcio italiano degli ultmi 30 anni". se non consideriamo cani-sampdoria, il mondiale del 2006, il triplete del 2010, la finale di champions tutta italiana del 2003

A livello di propaganda e falsificazione della realtà sono una macchina schiacciasassi. C'è poco da fare. La faccia peggiore di questo paese di intrallazzatori.

UnDodicesimo

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Citazione di: JoeStrummer il 30 Gen 2018, 12:32
...Peter Sellers nei panni della Pantera Rosa ...

Me so fermato qua.

Se non si ha chiaro cosa si cita, è probabile si sappia poco di cosa si sia parlando

simcar

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Una delle riforme dovrebbe essere la riduzione delle squadre in A e B. In questo momento non sono state assegnati i diritti TV, perché non si arriva alla cifra richiesta di un miliardo e 50 milioni. Con meno squadre le partite saranno di meno, quindi entreranno meno soldi. Nei 5 maggiori campionati siamo tra quelli che giocano di meno. Solo la Germania ha 18 squadre, Le altre hanno tutte 20 squadre ed in più giocano la coppa di lega, tranne la Spagna che però gioca tutti i turni di coppa del Re in andata e ritorno.

Precisione

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Diritti tv: pronta richiesta archiviazione caso Infront

I pm di Milano Paolo Filippini e Giovanni Polizzi hanno firmato la richiesta di archiviazione dell'inchiesta sul caso Infront e diritti tv nel calcio a carico tra gli altri di Marco Bogarelli, ex numero uno della società, Riccardo Silva, patron della società Mp&Silva, e dei presidenti della Lazio, del Genoa e del Bari, Claudio Lotito, Enrico Preziosi e Gianluca Paparesta. Prima della trasmissione al gip, l'istanza dovrà essere firmata dal procuratore aggiunto Giulia Perrotti. Negli atti c'è il nome di Galliani, mai formalmente indagato.

Fulmineblu

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Che poi in un Paese normale uno come Malago' reduce dal fallimento di Roma 09; mondiali di nuoto dove rubarono qualunque cosa......Calatrava, e altre piscine non a norma....vabbè
....
Ora ci pensa lui.... che fine faremo......povera Italia...

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angeloadamo

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Citazione di: Fulmineblu il 30 Gen 2018, 18:22
Che poi in un Paese normale uno come Malago' reduce dal fallimento di Roma 09; mondiali di nuoto dove rubarono qualunque cosa......Calatrava, e altre piscine non a norma....vabbè
....
Ora ci pensa lui.... che fine faremo......povera Italia...
Ma anche solo il fatto che ha rubato la laurea

Precisione

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Che bello!!! Leggo nomi di grandi Laziali, finalmente!!

Franco Chimenti, il presidentissimo che prese la Lazio dal disastro della presidenza Chinaglia e la consegnò a Calleri per la rinascita e il ritorno tra le grandi.

Pierluigi Collina, dichiaratosi simpatizzante Laziale perché gli piaceva Pino Wilson, e poi indimenticabile arbitro del 14 maggio 2000.

Gianni Petrucci, storico presidente del Coni, odierà Lotito ma resta sempre un immarcescibile Laziale.

Ohhhh, finalmente Malagò comincia ad agire bene.


Malagò pronto a entrare in Figc, prende forma la squadra

Consultazioni, telefonate e tanti nomi sul tavolo da vagliare. Il tempo stringe e la rosa del team che guiderà la Figc in questa nuova fase commissariale deve essere pronta e convincente: il fallimento anche politico, dopo quello sportivo, del calcio italiano ha richiesto l'intervento di una mano esterna che sarà quella del presidente del Coni, Giovanni Malagò. E' la figura istituzionale, ma di sport - il massimo rappresentante - a cui quasi tutti in questo momento chiedono di mettere mano nel caos senza fine della federazione: "Non posso dire nulla, c'è una giunta fissata per giovedì" si è limitato a dire Malagò partecipando a un convegno nel day after del pallone. La dead line è infatti fissata e prima della partenza per le Olimpiadi di PyeongChang il presidente del Coni avrà già messo in piedi la macchina per traghettare la federazioni in acque meno agitate.

Da Billy Costacurta a Roberto Fabbricini, da Demetrio Albertini a Luca Pancalli o Franco Chimenti, con ipotesi Pierluigi Collina e Massimo Moratti sono diverse le figure in esame che potrebbero affiancare il commissario. Se sarà lo stesso Malagò (nelle ore convulse si fa anche il nome di Andrea Abodi, già sfidante di Carlo Tavecchio nella pasata tornata elettorale) lo schema che si prospetta è quello di una guida 'forte', e dei vice tra operativi e tecnici. Ci sono state consultazioni con il ministro Luca Lotti e anche con l'ex Franco Frattini: si cercano soluzioni rapide, però capaci di rimetter in moto la federazioni.

Ci sono le riforme da fare e per questo la fase commissariale non potrà essere lampo, anzi e subito, tra le urgenze c'è la scelta del ct. Il 23 e il 27 marzo l'Italia, già orfana di un mondiale che non giocherà dopo 60 anni di onorata carriera, scenderà in campo per due amichevoli con Argentina e Inghilterra e sulla panchina c'è ancora la lettera X. Gigi Di Biagio, tecnico dell'Under 21, è il primo per grado a potersi far carico di questo doppio impegno: ma la scelta del commissario tecnico è sicuramente l'urgenza sul campo.

Tra i nomi, a parte il ritorno di Antonio Conte ormai prossimo al divorzio col Chelsea, spicca quello di Roberto Mancini, gradito a molti. E poi c'è il capitolo Lega Serie A, altro buco nero: anche lì bisogna mettere mano in fretta, alcuni dei nomi che circolano per la squadra federale potrebbero anche tornare buoni per il ruolo di commissario dei club, come quello di Fabbricini, che da segretario generale del Coni dopo i Giochi diventerà ad della Coni servizi e al delicato capitolo Lega di serie A, da tempo commissariata e da molti indicata come una delle concause di quanto avvenuto in federazione. La lista, al secondo posto ma forse anche al primo, comprenderebbe anche l'attuale segretario generale del Coni, Roberto Fabbricini, che dopo i Giochi passerà alla guida della Coni servizi.

Anche un ex n.1 del comitato olimpico, Gianni Petrucci spinge per Malagò in Figc: "Serve un uomo di sport che abbia grande esperienza, serve uno del Coni". "Bisogna sfruttare questa occasione - afferma Lotti, che vede a sua volta come una sconfitta la mancata elezione -. Il Governo ha fatto una parte del lavoro ed è pronto a mettersi a disposizione di chi avrà il compito di far ripartire il calcio. Sono convinto che potremo avere una opportunità per rilanciare davvero questo mondo. Probabilmente qualcosa nelle regole va cambiato perché se siamo arrivati a questo stallo è dovuto anche allo statuto. E vale sia per la Figc che per la Lega di Serie A. Non voglio però anticipare il lavoro di un commissario, o di più commissari, a cui il Coni darà il compito". Ore decisive quanto frenetiche: nomi e profili per accompagnare Malagò nella non facile missione.

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