Ragionandoci su a mente fredda, io credo che a Petkovic, così come ai giocatori, vada dato tempo.
Le due sconfitte con la Juve - al netto di errori marchiani ed evitabilissimi che secondo me hanno influito nettamente sui risultati - sono dipese essenzialmente da due fattori che, quando si combinano, sono sempre devastanti: netto divario tecnico ed enorme gap di mentalità. La Juve non è solo una squadra forte, è anche - anzi, soprattutto - una macchina da guerra. La Lazio, secondo me, sa essere una squadra forte, ma difetta troppo spesso di mentalità.
Al calo di mentalità io imputo anche l'ultima mezz'ora di Lazio-Udinese: quella è una partita che dovevi portare sul 3-0. Non l'hai fatto e quando hai subito il gol ti sei spaventato. La Juve, nella stessa situazione, si sarebbe riorganizzata e avrebbe fatto il terzo, e poi magari il quarto, come ha fatto con noi ieri sera.
Da salvare, in questa squadra e in questo tecnico, c'è tanto. Anzi, secondo me le cose da salvare superano abbondantemente quelle da buttare. C'è tanto lavoro da fare, ma grazie al cielo siamo al 1 settembre. Abbiamo avuto la sfortuna di incontrare per due volte i più forti nelle prime tre partite della stagione, e per due volte hanno fatto cappotto. Ma la Lazio, secondo me, c'è, e farà una buona stagione.
Io sto con Petkovic. Perché ho fiducia in lui, innanzitutto. Ma anche perché io sto con l'allenatore della Lazio, finché è l'allenatore della Lazio. Così come sto con giocatori, presidente, DS, magazziniere. Finchè stai qui, finché rappresenti questi colori, evviva te.
E sempre forza Lazio.