Per me, una squadra come la Juve, come il Napoli, o forse anche noi, può permettersi in alcune partite di avere negli 11 titolari un giovane da far ambientare, da far crescere e valutare.
Ovviamente si dovrebbero verificare le condizioni per cui questo accada senza bruciare il ragazzo e credo che a Roma purtroppo non ci siano.
L'esempio è Pogba della Juve (ma se ne potrebbero fare tanti altri) che ricopre un ruolo molto più complicato di quello che dovrebbe avere Keita, ma inserito in un contesto di gioco già consolidato gli è stato permesso, anche grazie all'aiuto dei compagni (che ben sanno che ad oggi Pobga non è Pirlo), di esprimere le sue potenzialità senza eccessive pressioni. Se poi ci si aggiunge il fatto che sia addetti ai lavori che tifosi limitano le critiche ed anzi, sono più portati ad esaltarne le qualità, si ottiene un ambiente ideale.
Parlando quindi di casa nostra, lanciare adesso Keita in prima squadra, con una spaccatura così netta tra le opinioni dei tifosi e con il clima che c'è intorno alla squadra (dal lato degli addetti ai lavori), per me, sarebbe un errore.
Ai primi sbagli verrebbero fuori i critici con i loro "ve l'avevo detto", al contrario, ai primi gol si rischierebbe un eccesso di fiducia che rischierebbe di sfociare in un Zarate-bis, in entrambi i casi sulle spalle del ragazzo ci sarebbe un carico di responsabilità che alla sua età rischierebbe di compromettergli la crescita.
Insomma i primi ad essere pronti, per me, dovremmo esser noi.