Una divertente descrizione dell'intelligenza calcistica al fne di celebrare liam Brady ad opera di N. Hornby su Febbre a 90
"Naturalmente l'intelligenza non è una brutta cosa in un calciatore, soprattutto in un
centrocampista, un regista, anche se non è la stessa intelligenza che serve a capire, per esempio, un
romanzo europeo " difficile ". Paul Gascoigne possiede intelligenza calcistica a palate (ed è
un'intelligenza abbagliante, che comporta, tra le altre doti, una sorprendente coordinazione e la
capacità di sfruttare all'istante una situazione che nel giro di due secondi non sarà più la stessa),
tuttavia è evidente e leggendaria la sua assoluta mancanza del benché minimo buonsenso. Tutti i
migliori calciatori possiedono un qualche genere di intelligenza: il senso dell'anticipo di Lineker,
quello della posizione di Shilton, la comprensione di Beckenbauer sono frutto del loro cervello
piuttosto che semplici doti atletiche. Tuttavia è nel centrocampista classico che le qualità cerebrali
ricevono la maggiore attenzione, in particolare dai giornalisti sportivi dei quotidiani seri e dai tifosi
della media borghesia.
E questo non solo perché il genere di intelligenza di Brady e di quelli del suo stampo è la più
evidente, in termini calcistici, ma anche perché è simile al genere d'intelligenza che viene
apprezzato dalla cultura medio-borghese. Guardate gli aggettivi usati per descrivere un playmaker:
elegante, consapevole, ingegnoso, sofisticato, astuto, visionario... sono parole che potrebbero
descrivere altrettanto bene un poeta, un regista o un pittore. È come se il giocatore di calcio
veramente dotato fosse troppo bravo per il suo ambiente, e dovesse venir collocato su un altro
piano, più alto."
Dopodichè dico Biglia