Il paragone che sto per fare, parrà irriverente ai più, ne sono conscio.
Fatto sta, che nel calcio, i numeri contano, eccome.
E c'è un giocatore, nella nostra squadra, che ha i numeri assolutamente dalla sua.
Il cognome inizia per K, e non e' Klose.
E' Kozak.
Molti anni fa, nel 1994, Sergio Cragnotti, vendette Signori al Parma per 25 miliardi.
Noi ci incatenammo addirittura sotto casa del presidente per evitarne la partenza.
Io avevo 14 anni, e speravo non partisse mai.
Era il "mio" attaccante.
In tutte le storie strappalacrime, c'é un però.
Quel però, si chiama Filippo Inzaghi.
Una parte di quei 25 miliardi, sarebbero stati reinvestiti su di lui.
Mi direte "col senno di poi e' facile".
Ma tant'e'.
Filippo Inzaghi, ha segnato più di 300 gol, vincendo, e facendo vincere al Milan, trofei a ripetizione.
Ma l'obiettivo di questo post, non è parlare del rimpianto per il mancato arrivo di Superpippo.
Altresì parlare di un Pippo Inzaghi, che credo, dopo 18 anni, abbiamo in casa.
E quell'Inzaghi, si chiama Kozak, Libor Kozak.
Sono due giocatori differenti per fisico, ma con una caratteristica in comune che è una cosa fondamentale per un attaccante: entrambi vedono la porta in maniera disarmante.
Statisticamente, ho visto che, dal 2010, Libor, è sceso in campo con noi 36 volte, segnando 10 gol.
Il che fa 1 gol ogni 3,6 partite, se le si considerano tutte giocate dall'inizio.
Però Libor di queste 36, poche ne ha giocate dal primo minuto.
La maggior parte sono state disputate da subentrante.
E va aggiunto a questo, che la maggior parte dei gol sono risultati decisivi ai fini del risultato.
Basta ricordare il gol con l'Udinese di due stagioni fa, o con la Sampdoria nello stesso anno.
E sempre in quella stagione, entro' ad Udine e segnò la rete del 2 - 1 e prese una traversa.
(Se Zarate non avesse tirato un rigore scellerato, saremmo andati in Champions).
Ora, fermorestando i sacrosanti giudizi "estetici" sul gioco di Libor, io credo che sia una risorsa imprescindibile per noi.
E' grezzo, è innegabile.
Il suo fiuto del gol però è di primordine.
Mai privarsi di Kozak, il nostro Pippo Inzaghi.
(Dopo questo paragone, potete vilipendermi anche per ore, se volete.)