Roma, 2013.
Mark Fish è un tifoso della Lazio con relazione stabile, rapporto a tempo indeterminato e in I classe bonus malus. I suoi migliori amici sono AquilaLidense, un insegnante innamorato di una sua studentessa, e Marcantonio, un agente di borsa. Fish ha anche un cane, con il quale passeggia per le strade di Villa Pamphili (non è vero, ma la produzione ha insistito molto su questo aspetto per motivi pubblicitari). Il padre, Gesulio, è un vigile del fuoco in pensione che pensa ancora ai fasti della presidenza Calleri.
Mark Fish è stato condannato da nove anni a un calciomercato al cardiopalma, con operazioni all'ultimo secondo, ed ora ha problemi con la legge dopo che la polizia, in seguito ad una soffiata, ha trovato nel suo appartamento numerose copie di "Pane e Pallone" (un libello di un pericoloso dissidente) ed un ettolitro di olio canforato (sostanza illegale e dopante, utilizzata nei campi di calcetto e in alcuni forum). Pertanto, si appresta a vivere l'ultima sua notte da sognatore in compagnia dei suoi amici e della sua compagna.
Mark Fish non riesce a capacitarsi della sua colpa e in un monologo inizia a insultare tutti, prima di capire che il solo colpevole è lui, soltanto lui, perché crede ingenuamente in una Lazio sempre più forte.
Il gruppo si reca così in una trattoria di Torpignattara, per salutare Fish. Questi però è convinto che non reggerà a una stagione di mezza classifica perché teme la reazione dei tifosi giallorossi dopo le umiliazioni del 26 maggio e della stampa demoplutogiallorossa e allora, per non presentarsi allo stadio con un "faccino pulito" si fa picchiare da Marcantonio, quindi saluta la sua Cesira e sale in auto con il padre, per recarsi al Lazio Style per acquistare l'abbonamento.
In realtà, Gesulio non si dirige verso il Lazio Style, ma intraprende un viaggio in una metaforica venticinquesima ora (nella sequenza si vede l'auto, una FIAT 127 bianca tre porte, che passa di fronte al Flaminio) dove Fish potrà rifarsi una vita da tifoso e rimediare ai suoi errori. Il sogno, però, si infrange, lasciando il posto al suo inevitabile destino che si compie nel momento in cui è costretto a esibire la sua "tessera del tifoso" allo steward, ormai condannato a una stagione di transizione.
due volte l'anno, e questa è la volta, la mia firma in calce torna di moda.
un'ora in più sarebbe sempre importante per questa lazio. :)
TVB
:lol:
mi strappi sempre un sorriso Fish!!! :D :asrm
La Lazio è l'eterna incompiuta, è genio e sregolatezza. È Franz Kafka, ma è anche Bukowski.
La venticinquesima ora ricorda proprio "Das Schloß", il Castello di Kafka, quel territorio che non riesci mai a raggiungere pur essendoci già, quel traguardo che non è mai tuo, quel tempo scaduto ancóra ad aspettare quel fottuto salto verso una dimensione più alta e più bella della vita che non arriva mai. E siamo tutti qui, en attendant Godot, anzi, en attendant Yilmaz o chissà quale altro messia. Tanti piccoli, grandi, Flaubert.
La venticinquesima ora, un po' come il terzo tempo del rugby. Ma il terzo tempo del rugby è fatto per omaccioni di buona famiglia che abbiano almeno un po' di sangue anglosassone nelle vene. E noi, nonostante le nostre derive gauche caviar, siamo latini e plebei. Siamo più Spartak Moskva che Celtic Glasgow, nonostante non lo vogliamo ammettere.
La venticinquesima ora siamo noi, che stiamo ancóra ad aspettare un bomber turco come i giapponesi che ignoravano la fine della seconda guerra mondiale e ancóra stavano sul piede di guerra negli anfratti delle loro isolette.
La venticinquesima ora siamo noi che ci inca... ci inquietiamo per questa Lazio sempre adolescente e mai adulta... ma alla fine la vogliamo adulta o la preferiamo Lolita perché siamo tanti Peter Pan anche noi?
Alla fine sai cosa? Palla a Perea e s'abbracciamo. Vòi vedé che è bono?
È che siamo nati negli anni settanta e da allora siamo sempre ubriachi della nostra Lazio.
Ti voglio bene, Mark Fish, vi voglio bene, laziali della venticinquesima ora o di qualsiasi ora voi siate.
Con l'avatar che ho qualcuno equivocherà, ma tant'è. Amo la Lazio più di prima e vi ringrazio di esistere, lazialacci.
bello, Marcantò
ti voglio bene pure io
Quel dialogo è uno dei miei momenti preferiti nella storia del cinema,in lingua originale è ancora meglio.
Sapere che lo apprezzi anche tu mi fa molto piacere,uno dei migliori dialoghi di sempre.
Ps.
Guardatevi il film intero,merita!
Bellissimo topic. Marco Pesce ha ironia colta e sopraffina. Ma il sorriso che mi strappa e' amaro. Stasera e' una brutta sera. Mi metto a dormire con l'intenzione di staccare un po' dal mondo Lazio. Magari mi limitero' a leggere post come questi. Buonanotte a tutti. Non pensavo che qualcuno sarebbe riuscito a farmi questo. Spero sia solo un momento. FORZA LAZIO
Bravo mark...
Bellissimo post preso spunto da uno dei miei film preferiti in assoluto...
E applauso pure a marcantonio...
fish_mark bellissimo topic
complimenti
Aspetto sempre "idea flaminio 2.0"
AVANTI LAZIO
Sono topi come questo che fanno squittire questo posto.
La Lazio, fissa sullo sfondo, a farci dannare e ad unirci più di chi ci vorrebbe slabbrati e sempre in seconda, terza, ultima linea.
Grazie a Fish e Marcantonio per il conforto.
:wlazio: