La Lazio è la Lazio, lo è sempre stata.
Quello che sta cambiando, e che ormai è definitivamente cambiato, è la percezione che i tifosi hanno della propria squadra.
I laziali in particolar modo, ma tutti i tifosi ormai.
La colpa è delle tv, dei social, di tutto quello che ha avvicinato il mondo del calcio al pubblico.
Anche se, più che avvicinato, direi che le due componenti si sono schiantate a 200 all'ora una sull'altra.
Il Mito non c'è più, non può esserci, perchè conosciamo tutto di tutti.
FIno a 15 anni fa, anche solo pensare di poter affrontare una conversazione sui bilanci di una squadra sarebbe stata follia.
Oggi è normale.
Ed è normale pure vedere che, uno come Keita, passa le sue giornate a fotografarsi.
Luca Luzardi, come passava le sue giornate?
Boh, andavamo allo stadio per scoprirlo, anche se con soli 90 minuti a disposizione era impossibile.
E quello bastava.
Il segreto, secondo me, è quello di provare a ragionare come si faceva un tempo.
Non guardare le tv dal lunedì al sabato, non seguire i calciatori sui social, occuparsi solo del dato tecnico e dei 90 minuti.
E' possibile farlo? Assolutamente no, ormai siamo bombardati.
E quindi quella che poteva essere una normale squadra di calcio a cavallo tra '90 e 2000, oggi è lo specchio delle frustrazioni di tutti noi.
Che si accumulano durante la settimana, che camminano insieme alle continue e inutili notizie su squadra e calciatori.
Due aspetti che si sono fusi e che è difficile tornare a scindere.
La Nord che fa comunicati su comunicati, rendendoci partecipi del suo ritorno allo stadio.
E sti cazzi? Anche i "tifosi" sono un personaggio pubblico, con sito internet/social/forum, alla ricerca di fama e visibilità.
Io mi sono arreso.
Ero malato di calcio e di Lazio, oggi non ho ancora visto i gol della prima giornata di campionato.
La cosa mi rattrista molto ma è un processo irreversibile.
Felice di essere smentito, ma la vedo così.