questo, brutalmente, è oggi la Lazio di petkovic
difesa troppo alta, sempre troppo in linea, priva di protezione, troppo facile da infilare
attacco confuso, velleitario, privo di schemi, facile da bloccare
con l'udinese un centrale difensivo (danilo) manda in gol con un lancio la punta più avanzata (muriel)
con la juve un centrale difensivo (bonucci) manda in gol per due volte un attaccante (vucinic) e un centrocampista (vidal)
tre lanci tra i birilli, nelle praterie, diritti verso la porta
quando è stato, l'ultima volta, che un nostro giocatore si è presentato da solo davanti al portiere avversario, libero di battere in gol?
i nostri ultimi quattro gol: tiro di candreva e ribattura in rete di lulic, tiro impossibile di hernenes, rigore per fallo su klose in posizione defilata, tiro di hernanes e ribattuta in rete di klose. una volta fatti i gol sono tutti belli e importanti (in alcuni casi diventano addirittura storici...), ma dove sono i cross, gli uno-due, le palle filtranti, l'azione individuale (il dribbling) che libera al gol in area di rigore?
il gioco della Lazio va riscritto
non si gioca senza attaccanti, senza i quali non si impegnanp le difese avversarie
né si gioca senza mediani, senza i quali non si contrastano le manovre avversarie
nel calcio (italiano, soprattutto) servono inventiva, coraggio, schemi e disciplina (tattica e non solo)
il tempo c'è, siamo solo all'inizio della stagione e non giocheremo sempre contro la juventus
anche gli uomini ci sono, purché si abbia voglia di guardare la rosa nella sua interezza e si abbia il coraggio di sovvertire qualche gerarchia
onazi, rozzi e keita in panchina, persino nelle amichevoli, sono assai più che un errore, sono un delitto
agire, non reagire: dia retta alle sue convinzioni, mister petkovic. presto però, presto e bene, prima che il clima diventi incandescente, prima che sia troppo tardi per evitare ai falò - pochi e flebili, ancora - di incendiare la prateria