la domanda che ci dovremmo fare e': stiamo veramente parlando di un gioco? se la risposta e' si, allora vanno bene tutte le analisi che abbiamo fatto e che faremo.
se stiamo parlando davvero di un gioco, il problema principale e' che giochiamo male. in questi casi o sono sbagliati gli interpreti, o e' sbagliato il modulo. in ogni caso c'e' un errore, o di pianificazione o di realizzazione: sulla prima non si puo' tornare indietro adesso, sulla seconda si. servirebbe una mano, in questi casi. ma problema chiama problema, la gente si disaffeziona, la sfica non si distrae mai e continuiamo a giocare tutte le partite da zero a uno senza manco far fare la fatica agli avversari di fare un tiro in porta che ci pensiamo da soli, e non parliamo della questione arbitrale per carita'. ma anche in questo caso, se e' vero che degli arbitri non si deve neanche parlare, se e' vero che contro la sfica tutto cio' che possiamo fare e' usare la scaramanzia, quello su cui si dovrebbe lavorare e' la disaffezione. il problema, un altro, e' che preferiamo entrare allo stadio camminando solo su un piede, sedersi sempre costantemente allo stesso seggiolino, vedere tutta la partita con le dita incrociate sulla palle e non fare un fiato per novantacinque minuti ma se qualcuno intona lotitopezzodimerda, oh, il problema manco me lo pongo. cosi' mentre la samp affonda, la sua gente canta e sventola le bandiere fino al novantesimo, quando partono i giusti fischioni; mentre il verona e' ultimissimo la sua gente canta e tifa e sventola le bandiere, dice che non serve a un cazzo ma, ohibo', mi sembra qualcosa di vicino al tifo. tutti quanti noi a parole cantiamo e beviamo per la lazio, poi andiamo allo stadio e non abbiamo che una sola reazione al silenzio, rivolta verso la tribuna d'onore.
ma lo giuro, io non volevo aprire l'ennesimo topic sugli errori della societa', di pioli, dei calciatori, di lotito e dei laziali, e su quanto invece sono fichi gli altri. e' tutto vero e tutto giusto: gli errori individuali di mauricio sono evidenti come quelli della societa' in sede di calciomercato, o quelli del parrucchiere di felipe anderson nella ricerca del taglio alla michael jackson quando aveva sette anni e cantava coi fratelli nei jackson five, o ancora quelli del pioli di questa stagione, del quale non abbiamo che una foto, preso di spalle, testa bassa e braccia larghe, fatta durante qualsiasi evento, sportivo e non, alla quale ha partecipato anche a livello personale. insomma, lotito va avanti per la sua strada, pioli pure, noi anche, i calciatori idem, e ognuno di noi sbatte contro un altro. sembra un quadro di snake con quattro serpenti che camminano e si ingrandiscono: il gioco dura poco, qualcuno si piglia subito di sicuro.
io non ho medicine ne' cure. dovremmo dare tutti qualcosa in piu', non so cosa: qualcosa. ma darlo noi, senza chiedere che lo facciano gli altri. e invece pioli lo chiede alla squadra, la squadra al pubblico, il pubblico alla societa', la societa' a pioli e finisce il giro. fermiamo 'sto cazzo di giro della morte. c'e' livore, di tutti nei riguardi di tutti, mentre dovremmo essere quantomeno solidali. ci gonfiamo il petto quando parliamo dell'appartenenza ma non ci apparteniamo, stiamo perdendo la gioia, il sorriso, l'orgoglio di essere quelli che siamo per diventare quelli che vorremmo essere. la verita', forse, e' una sola: l'assunto iniziale e' sbagliato, non stiamo parlando di un gioco. non solo, almeno.
io sinceramente faccio volentieri a meno di tutta la retorica delle maglie bagnate di sangue [!] e di sudore, dell'onore e la gloria, del ritorno dalle battaglie con la testa del nemico o senza la propria. ma mi sono visto al termine del primo tempo di lazio-juventus: rassegnato, triste, svuotato. no, cazzo. il giorno dopo, tutti tristi, rassegnati, svuotati. incazzati, chi con lotito, chi con pioli, chi con mauricio. no, cazzo, no. ho piegato il braccio destro, mano chiusa a pugno, pollice e indice aperti. "ma che stai a fa, james bond?" m'ha detto uno spiritoso. non ha capito: ho messo la elle sul cuore.
one Love
Bravo Pikkio.
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Citazione di: Pikkio il 09 Dic 2015, 20:34
la domanda che ci dovremmo fare e': stiamo veramente parlando di un gioco? se la risposta e' si, allora vanno bene tutte le analisi che abbiamo fatto e che faremo.
se stiamo parlando davvero di un gioco, il problema principale e' che giochiamo male. in questi casi o sono sbagliati gli interpreti, o e' sbagliato il modulo. in ogni caso c'e' un errore, o di pianificazione o di realizzazione: sulla prima non si puo' tornare indietro adesso, sulla seconda si. servirebbe una mano, in questi casi. ma problema chiama problema, la gente si disaffeziona, la sfica non si distrae mai e continuiamo a giocare tutte le partite da zero a uno senza manco far fare la fatica agli avversari di fare un tiro in porta che ci pensiamo da soli, e non parliamo della questione arbitrale per carita'. ma anche in questo caso, se e' vero che degli arbitri non si deve neanche parlare, se e' vero che contro la sfica tutto cio' che possiamo fare e' usare la scaramanzia, quello su cui si dovrebbe lavorare e' la disaffezione. il problema, un altro, e' che preferiamo entrare allo stadio camminando solo su un piede, sedersi sempre costantemente allo stesso seggiolino, vedere tutta la partita con le dita incrociate sulla palle e non fare un fiato per novantacinque minuti ma se qualcuno intona lotitopezzodimerda, oh, il problema manco me lo pongo. cosi' mentre la samp affonda, la sua gente canta e sventola le bandiere fino al novantesimo, quando partono i giusti fischioni; mentre il verona e' ultimissimo la sua gente canta e tifa e sventola le bandiere, dice che non serve a un cazzo ma, ohibo', mi sembra qualcosa di vicino al tifo. tutti quanti noi a parole cantiamo e beviamo per la lazio, poi andiamo allo stadio e non abbiamo che una sola reazione al silenzio, rivolta verso la tribuna d'onore.
ma lo giuro, io non volevo aprire l'ennesimo topic sugli errori della societa', di pioli, dei calciatori, di lotito e dei laziali, e su quanto invece sono fichi gli altri. e' tutto vero e tutto giusto: gli errori individuali di mauricio sono evidenti come quelli della societa' in sede di calciomercato, o quelli del parrucchiere di felipe anderson nella ricerca del taglio alla michael jackson quando aveva sette anni e cantava coi fratelli nei jackson five, o ancora quelli del pioli di questa stagione, del quale non abbiamo che una foto, preso di spalle, testa bassa e braccia larghe, fatta durante qualsiasi evento, sportivo e non, alla quale ha partecipato anche a livello personale. insomma, lotito va avanti per la sua strada, pioli pure, noi anche, i calciatori idem, e ognuno di noi sbatte contro un altro. sembra un quadro di snake con quattro serpenti che camminano e si ingrandiscono: il gioco dura poco, qualcuno si piglia subito di sicuro.
io non ho medicine ne' cure. dovremmo dare tutti qualcosa in piu', non so cosa: qualcosa. ma darlo noi, senza chiedere che lo facciano gli altri. e invece pioli lo chiede alla squadra, la squadra al pubblico, il pubblico alla societa', la societa' a pioli e finisce il giro. fermiamo 'sto cazzo di giro della morte. c'e' livore, di tutti nei riguardi di tutti, mentre dovremmo essere quantomeno solidali. ci gonfiamo il petto quando parliamo dell'appartenenza ma non ci apparteniamo, stiamo perdendo la gioia, il sorriso, l'orgoglio di essere quelli che siamo per diventare quelli che vorremmo essere. la verita', forse, e' una sola: l'assunto iniziale e' sbagliato, non stiamo parlando di un gioco. non solo, almeno.
io sinceramente faccio volentieri a meno di tutta la retorica delle maglie bagnate di sangue [!] e di sudore, dell'onore e la gloria, del ritorno dalle battaglie con la testa del nemico o senza la propria. ma mi sono visto al termine del primo tempo di lazio-juventus: rassegnato, triste, svuotato. no, cazzo. il giorno dopo, tutti tristi, rassegnati, svuotati. incazzati, chi con lotito, chi con pioli, chi con mauricio. no, cazzo, no. ho piegato il braccio destro, mano chiusa a pugno, pollice e indice aperti. "ma che stai a fa, james bond?" m'ha detto uno spiritoso. non ha capito: ho messo la elle sul cuore.
Immenso Pikkio... Stesse sensazioni tue ma non avrei saputo scriverlo meglio.
la elle sul cuore... bella Pì! :love2:
:band1:
Citazione di: irisheagle il 09 Dic 2015, 21:44
Immenso Pikkio... Stesse sensazioni tue ma non avrei saputo scriverlo meglio.
"io non ho medicine ne' cure. dovremmo dare tutti qualcosa in piu', non so cosa: qualcosa. ma darlo noi, senza chiedere che lo facciano gli altri": leggere pikkio significa ritrovare la Lazionet che tutti amiamo
sempre forza Lazio
Citazione di: Pikkio il 09 Dic 2015, 20:34
.............
:band1: :band2: :band3:
:bandes: :band6: :band5:
:band7: :band7: :band9:
:bakar:
la L sul cuore o ce l'hai o non ce l'hai.
Grande Pikkio!
:asrm
Bellissimo. Si potrebbero anche chiudere tutti gli altri topic.
Il cuoLe? :=))
inizio a sentirmi un corpo estraneo a tutti gli altri.
L'amore verso la LAZIO, per me, e' incondizionato. Mi importa pochissimo dei giocatori, figuriamoci del presidente. Per me c'e' la LAZIO. Stasera la vedro' con la passione di sempre.
Tutte le volte che vado allo stadio provo ancora i brividi salendo le scalette dell'olimpico.
Non diminuisce con le sconfitte, non aumenta con le vittorie. Per me l'amore per la LAZIO c'e' sempre stato, c'e', e sempre ci sara'. Forse in modo diverso commisurato all'eta', ma sempre enorme e spontaneo.
I discorsi da ragioniere, le critiche a tutti i costi, la tristezza sono tutte cose che non mi appartengono.
Per me Lotito puo' andare via domani o rimanere a vita. Non mi cambia nulla.
I giocatori devono impegnarsi e sputare sangue per la maglia, se non lo fanno li fischio e magari in un attimo di rabbia li insulto pure. L'allenatore deve essere competente ma sopratutto deve essere un LAZIALE. Come Eriksson come Petkovic come Pioli come Reja come Tommaso. Faccia pulita ed educazione.
io ho la LAZIO nel cuore. Il resto a volte mi fa rabbia, quasi sempre mi scivola via...
tutto il topic va sul cuore.
grande!!! :beer: :ssl
Citazione di: rocchigol il 10 Dic 2015, 09:18
inizio a sentirmi un corpo estraneo a tutti gli altri.
L'amore verso la LAZIO, per me, e' incondizionato. Mi importa pochissimo dei giocatori, figuriamoci del presidente. Per me c'e' la LAZIO. Stasera la vedro' con la passione di sempre.
Tutte le volte che vado allo stadio provo ancora i brividi salendo le scalette dell'olimpico.
Non diminuisce con le sconfitte, non aumenta con le vittorie. Per me l'amore per la LAZIO c'e' sempre stato, c'e', e sempre ci sara'. Forse in modo diverso commisurato all'eta', ma sempre enorme e spontaneo.
I discorsi da ragioniere, le critiche a tutti i costi, la tristezza sono tutte cose che non mi appartengono.
Per me Lotito puo' andare via domani o rimanere a vita. Non mi cambia nulla.
I giocatori devono impegnarsi e sputare sangue per la maglia, se non lo fanno li fischio e magari in un attimo di rabbia li insulto pure. L'allenatore deve essere competente ma sopratutto deve essere un LAZIALE. Come Eriksson come Petkovic come Pioli come Reja come Tommaso. Faccia pulita ed educazione.
io ho la LAZIO nel cuore. Il resto a volte mi fa rabbia, quasi sempre mi scivola via...
Be', e invece non lo sei. Io la penso esattamente come te. Siamo pochi, forse, a giudicare dagli spalti dell'Olimpico e non solo. Ma non siamo solo, né corpi estranei. Io ho imparato che la lazialità va vissuta così. Anzi, che la lazialità è questa. E che quindi nessuno potrà mai levarmela. Te pare poco??
Daje! :band1:
Evviva Pikkio, e tutti quelli come lui, evviva Lazionet, e sempre forza Lazio!
Citazione di: rocchigol il 10 Dic 2015, 09:18
inizio a sentirmi un corpo estraneo a tutti gli altri.
L'amore verso la LAZIO, per me, e' incondizionato. Mi importa pochissimo dei giocatori, figuriamoci del presidente. Per me c'e' la LAZIO. Stasera la vedro' con la passione di sempre.
Tutte le volte che vado allo stadio provo ancora i brividi salendo le scalette dell'olimpico.
Non diminuisce con le sconfitte, non aumenta con le vittorie. Per me l'amore per la LAZIO c'e' sempre stato, c'e', e sempre ci sara'. Forse in modo diverso commisurato all'eta', ma sempre enorme e spontaneo.
I discorsi da ragioniere, le critiche a tutti i costi, la tristezza sono tutte cose che non mi appartengono.
Per me Lotito puo' andare via domani o rimanere a vita. Non mi cambia nulla.
I giocatori devono impegnarsi e sputare sangue per la maglia, se non lo fanno li fischio e magari in un attimo di rabbia li insulto pure. L'allenatore deve essere competente ma sopratutto deve essere un LAZIALE. Come Eriksson come Petkovic come Pioli come Reja come Tommaso. Faccia pulita ed educazione.
io ho la LAZIO nel cuore. Il resto a volte mi fa rabbia, quasi sempre mi scivola via...
io pure, abbraccio te e Pikkio
Ossigeno puro
:cry:
Che avete capito? Mi è entrato un bruscolino nell'occhio (cit.) :cry: :cry:
abbraccio a voi fratelli Laziali,
FORZA LAZIO! SEMPRE!
mamma mia, che brividi. Da prima pagina su tutti i quotidiani, su Lazionet.
Un momento altissimo di Lazio, un ritorno alle origini di Lazionet.
Grazie Pikkio.
Piacerebbe vedere tutti, incondizionatamente, concordare e provare i brividi a leggere questo topic, anche quelli che si barricano dietro alle trincee.
Che questo topic sia come il giorno di Natale del 1914 sul Fronte Occidentale, nelle Fiandre, vicino ad Ypres.
La L sul cuore.
E, consentitemi, riporto anche qui il video di mio figlio. Perché quella L oltre che sul cuore si legge negli occhi.
L come Love, L come Lazio
L
:band2:
da sempre, qualsiasi cosa sto facendo, quando scrive Pikko mi fermo e leggo, amo il suo modo di scrivere, i suoi concetti mai banali e condivisibili, amo anche il non mettere una maiuscola dopo un punto fermo. grande come sempre.
Forza Lazio!!!
:band5:
(http://www.sitohd.com/siti/20445/foto/357134.jpg)
Citazione di: Sobolev il 10 Dic 2015, 15:10
:band5:
ot
ma quant'e' che non scrivevi?
beh oddio scrive .....non é che te sei sprecato [emoji6]
.....direi.....
Citazione di: Adler Nest il 10 Dic 2015, 14:16
Piacerebbe vedere tutti, incondizionatamente, concordare e provare i brividi a leggere questo topic, anche quelli che si barricano dietro alle trincee.
La L sul cuore.
L come Love, L come Lazio
L
Citazione di: Pikkio il 09 Dic 2015, 20:34
la domanda che ci dovremmo fare e': stiamo veramente parlando di un gioco? se la risposta e' si, allora vanno bene tutte le analisi che abbiamo fatto e che faremo.
se stiamo parlando davvero di un gioco, il problema principale e' che giochiamo male. in questi casi o sono sbagliati gli interpreti, o e' sbagliato il modulo. in ogni caso c'e' un errore, o di pianificazione o di realizzazione: sulla prima non si puo' tornare indietro adesso, sulla seconda si. servirebbe una mano, in questi casi. ma problema chiama problema, la gente si disaffeziona, la sfica non si distrae mai e continuiamo a giocare tutte le partite da zero a uno senza manco far fare la fatica agli avversari di fare un tiro in porta che ci pensiamo da soli, e non parliamo della questione arbitrale per carita'. ma anche in questo caso, se e' vero che degli arbitri non si deve neanche parlare, se e' vero che contro la sfica tutto cio' che possiamo fare e' usare la scaramanzia, quello su cui si dovrebbe lavorare e' la disaffezione. il problema, un altro, e' che preferiamo entrare allo stadio camminando solo su un piede, sedersi sempre costantemente allo stesso seggiolino, vedere tutta la partita con le dita incrociate sulla palle e non fare un fiato per novantacinque minuti ma se qualcuno intona lotitopezzodimerda, oh, il problema manco me lo pongo. cosi' mentre la samp affonda, la sua gente canta e sventola le bandiere fino al novantesimo, quando partono i giusti fischioni; mentre il verona e' ultimissimo la sua gente canta e tifa e sventola le bandiere, dice che non serve a un cazzo ma, ohibo', mi sembra qualcosa di vicino al tifo. tutti quanti noi a parole cantiamo e beviamo per la lazio, poi andiamo allo stadio e non abbiamo che una sola reazione al silenzio, rivolta verso la tribuna d'onore.
ma lo giuro, io non volevo aprire l'ennesimo topic sugli errori della societa', di pioli, dei calciatori, di lotito e dei laziali, e su quanto invece sono fichi gli altri. e' tutto vero e tutto giusto: gli errori individuali di mauricio sono evidenti come quelli della societa' in sede di calciomercato, o quelli del parrucchiere di felipe anderson nella ricerca del taglio alla michael jackson quando aveva sette anni e cantava coi fratelli nei jackson five, o ancora quelli del pioli di questa stagione, del quale non abbiamo che una foto, preso di spalle, testa bassa e braccia larghe, fatta durante qualsiasi evento, sportivo e non, alla quale ha partecipato anche a livello personale. insomma, lotito va avanti per la sua strada, pioli pure, noi anche, i calciatori idem, e ognuno di noi sbatte contro un altro. sembra un quadro di snake con quattro serpenti che camminano e si ingrandiscono: il gioco dura poco, qualcuno si piglia subito di sicuro.
io non ho medicine ne' cure. dovremmo dare tutti qualcosa in piu', non so cosa: qualcosa. ma darlo noi, senza chiedere che lo facciano gli altri. e invece pioli lo chiede alla squadra, la squadra al pubblico, il pubblico alla societa', la societa' a pioli e finisce il giro. fermiamo 'sto cazzo di giro della morte. c'e' livore, di tutti nei riguardi di tutti, mentre dovremmo essere quantomeno solidali. ci gonfiamo il petto quando parliamo dell'appartenenza ma non ci apparteniamo, stiamo perdendo la gioia, il sorriso, l'orgoglio di essere quelli che siamo per diventare quelli che vorremmo essere. la verita', forse, e' una sola: l'assunto iniziale e' sbagliato, non stiamo parlando di un gioco. non solo, almeno.
io sinceramente faccio volentieri a meno di tutta la retorica delle maglie bagnate di sangue [!] e di sudore, dell'onore e la gloria, del ritorno dalle battaglie con la testa del nemico o senza la propria. ma mi sono visto al termine del primo tempo di lazio-juventus: rassegnato, triste, svuotato. no, cazzo. il giorno dopo, tutti tristi, rassegnati, svuotati. incazzati, chi con lotito, chi con pioli, chi con mauricio. no, cazzo, no. ho piegato il braccio destro, mano chiusa a pugno, pollice e indice aperti. "ma che stai a fa, james bond?" m'ha detto uno spiritoso. non ha capito: ho messo la elle sul cuore.
Un Manifesto.
Citazione di: Sobolev il 10 Dic 2015, 15:10
:band5:
Sobolev = love bos(s) [emoji1]
Inviato dal mio D6503 utilizzando Tapatalk
I post di Pikkio dovrebbero essere tutelati dall'UNESCO
Ammazza che bello questo topic, sembra quasi Lazionet.
Grazie.
Ossigeno.
Grazie.
Grazie Pikkio!!!
Da riuppare anche e soprattutto dopo il prossimo venturo Lazio - Sampdoria, a prescindere dal risultato, dal gioco espresso e dall'umore post-partita di ciascuno di noi.
Prometto che lo faccio...
:since :since :since
Up!
Questo topic non ha raggiunto il cuorum dei lazionetter. :(
Non è vero
Forza Lazio :ssl
c'mon :band1:
:ssl :ssl :ssl :ssl :ssl :ssl
Bello, bellissimo, superlativo!
Sempre bello leggerti, e con la L sul cuore...
Forza LAZIO
Grazie.
:ssl :ssl :ssl
:band6: :bandes: :band7:
Il cuore a forma di L.
a dodici ore o poco più dalla partita di ieri ho ancora molta delusione dentro, sento il bisogno di ritirare su questo topic perchè molto laziale, pieno di lazialità.. e di laziali.
lo avranno detto almeno 100000 persone, se volevamo avere una squadra vincente dovevamo guardare altrove, noi abbiamo scelto di soffrire, di godere poco, di arrabbiarci tanto.
a me la lazio calza a pennello, le cose semplici non mi sono mai piaciute, in questi momenti mi sento ancora più laziale, ho ancora più voglia di biancoceleste, non so bene come spiegarlo ma è come se mi sentissi in dovere di proteggere qualcosa che amo in modo quasi maniacale, e che invece mi fa soffrire tremendamente.. come dite? è autolesionismo? si, forse, o forse no.
è troppo facile quando tutto va bene, non che preferisco che va male, ci mancherebbe.. ma in questi momenti ritrovo tutto l'orgoglio di essere laziale e di indossare questi colori, nessuno mi potrà mai togliere questa sensazione, né i presidenti, né gli allenatori, né i giocatori..
con la elle sul cuore, sempre..
L
Citazione di: Pikkio il 09 Dic 2015, 20:34
la domanda che ci dovremmo fare e': stiamo veramente parlando di un gioco? se la risposta e' si, allora vanno bene tutte le analisi che abbiamo fatto e che faremo.
se stiamo parlando davvero di un gioco, il problema principale e' che giochiamo male. in questi casi o sono sbagliati gli interpreti, o e' sbagliato il modulo. in ogni caso c'e' un errore, o di pianificazione o di realizzazione: sulla prima non si puo' tornare indietro adesso, sulla seconda si. servirebbe una mano, in questi casi. ma problema chiama problema, la gente si disaffeziona, la sfica non si distrae mai e continuiamo a giocare tutte le partite da zero a uno senza manco far fare la fatica agli avversari di fare un tiro in porta che ci pensiamo da soli, e non parliamo della questione arbitrale per carita'. ma anche in questo caso, se e' vero che degli arbitri non si deve neanche parlare, se e' vero che contro la sfica tutto cio' che possiamo fare e' usare la scaramanzia, quello su cui si dovrebbe lavorare e' la disaffezione. il problema, un altro, e' che preferiamo entrare allo stadio camminando solo su un piede, sedersi sempre costantemente allo stesso seggiolino, vedere tutta la partita con le dita incrociate sulla palle e non fare un fiato per novantacinque minuti ma se qualcuno intona lotitopezzodimerda, oh, il problema manco me lo pongo. cosi' mentre la samp affonda, la sua gente canta e sventola le bandiere fino al novantesimo, quando partono i giusti fischioni; mentre il verona e' ultimissimo la sua gente canta e tifa e sventola le bandiere, dice che non serve a un cazzo ma, ohibo', mi sembra qualcosa di vicino al tifo. tutti quanti noi a parole cantiamo e beviamo per la lazio, poi andiamo allo stadio e non abbiamo che una sola reazione al silenzio, rivolta verso la tribuna d'onore.
ma lo giuro, io non volevo aprire l'ennesimo topic sugli errori della societa', di pioli, dei calciatori, di lotito e dei laziali, e su quanto invece sono fichi gli altri. e' tutto vero e tutto giusto: gli errori individuali di mauricio sono evidenti come quelli della societa' in sede di calciomercato, o quelli del parrucchiere di felipe anderson nella ricerca del taglio alla michael jackson quando aveva sette anni e cantava coi fratelli nei jackson five, o ancora quelli del pioli di questa stagione, del quale non abbiamo che una foto, preso di spalle, testa bassa e braccia larghe, fatta durante qualsiasi evento, sportivo e non, alla quale ha partecipato anche a livello personale. insomma, lotito va avanti per la sua strada, pioli pure, noi anche, i calciatori idem, e ognuno di noi sbatte contro un altro. sembra un quadro di snake con quattro serpenti che camminano e si ingrandiscono: il gioco dura poco, qualcuno si piglia subito di sicuro.
io non ho medicine ne' cure. dovremmo dare tutti qualcosa in piu', non so cosa: qualcosa. ma darlo noi, senza chiedere che lo facciano gli altri. e invece pioli lo chiede alla squadra, la squadra al pubblico, il pubblico alla societa', la societa' a pioli e finisce il giro. fermiamo 'sto cazzo di giro della morte. c'e' livore, di tutti nei riguardi di tutti, mentre dovremmo essere quantomeno solidali. ci gonfiamo il petto quando parliamo dell'appartenenza ma non ci apparteniamo, stiamo perdendo la gioia, il sorriso, l'orgoglio di essere quelli che siamo per diventare quelli che vorremmo essere. la verita', forse, e' una sola: l'assunto iniziale e' sbagliato, non stiamo parlando di un gioco. non solo, almeno.
io sinceramente faccio volentieri a meno di tutta la retorica delle maglie bagnate di sangue [!] e di sudore, dell'onore e la gloria, del ritorno dalle battaglie con la testa del nemico o senza la propria. ma mi sono visto al termine del primo tempo di lazio-juventus: rassegnato, triste, svuotato. no, cazzo. il giorno dopo, tutti tristi, rassegnati, svuotati. incazzati, chi con lotito, chi con pioli, chi con mauricio. no, cazzo, no. ho piegato il braccio destro, mano chiusa a pugno, pollice e indice aperti. "ma che stai a fa, james bond?" m'ha detto uno spiritoso. non ha capito: ho messo la elle sul cuore.
Citazione di: zorba il 10 Dic 2015, 20:01
Grazie Pikkio!!!
Da riuppare anche e soprattutto dopo il prossimo venturo Lazio - Sampdoria, a prescindere dal risultato, dal gioco espresso e dall'umore post-partita di ciascuno di noi.
Prometto che lo faccio...
:since :since :since
Ogni promessa è debito!
Forza Lazio.
:since :since :since
Questa L stampata sul mio cuore
La L sul cuore: è un fatto di appartenenza.
Io a Pikkio voglio bene. Veramente.
One Love.
Up natalizio per il fantastico topic di Pikkio!!!
Buon NataLe
up
L
Capolavoro di Pikkio, che leggo solo oggi.
"Solo Amore" è lo slogan più laziale di sempre.
non c'è vita senza Te
L
Entro in questo topic di Pikkio in punta di piedi, per quanto è scritto (bene) con il cuore e con lucidità.
Però c'è qualcosa che non mi torna, una sorta di lato oscuro della forza (indubbia, della lazialità), che rischia di confinare con l'accettazione dello status quo, in nome di un destino ritenuto immutabile, che coinciderebbe con la storia sofferta della Lazio, e che rischia di far coincidere il ruolo di tifoso con quello dello spettatore di un calcio che non c'è più.
Non dico che questo sia il pensiero di Pikkio, ma sento questa risonanza quando si discute della presunta "mutazione antropologica" del tifoso laziale o del tifoso in generale nell'epoca del calcio 2.0.
Mi spiego con un esempio: il mito di Superga e del "grande Torino" ha costituito, per i tifosi granata, un atto fondativo del proprio essere appassionati, un marchio di fede, di attaccamento, che li ha sempre spinti ad andare oltre i risultati tecnici della squadra, diciamo "altalenanti", negli ultimi 40 anni.
A distanza di 40 anni dall'ultimo scudetto, rileggendo la storia in controluce, emerge anche un'altra verità: la storia moderna del Toro, dei suoi presidenti e proprietà, si è nascosta dietro quell'icona, inanellando una serie di disastri economici e sportivi, ben rappresentati dall'acclamata subalternità con i cugini juventini. Il derby di Torino, negli ultimi 30 anni (almeno), è diventato il derby meno avvincente della penisola, una differenza tecnica che non si può spiegare solo con la differenza economica, ma soltanto con una subalternità "strutturale" di proporzioni imbarazzanti. Nessuna altra tifoseria avrebbe "accettato" senza far casino una inferiorità così acclarata: hanno vinto un derby dopo 20 anni - non segnavano da non so quanto - ma subito dopo hanno riperso in campionato all'ultimo secondo e vengono distrutti in coppa italia. Non esiste, in Italia, un corrispettivo simile. Anche nei drammatici anni 80, con la Roma a due passi dalla Coppa dei campioni, quella Lazio in bilico sulla B se l'è sempre giocata (9 sfide totali, 1 di coppa italia: 3 vittorie Roma, 1 Lazio, 5 pareggi).
Ecco, secondo me, il caso del Toro è quello di una tradizione gloriosa che, spogliata da una rivendicazione di esigibilità sul presente, diventa ideologia e poi alibi per la società e il presidente di turno che, una volta arrivato, si infila la sciarpa al collo, omaggia Superga e poi lascia la squadra in balia delle barzellette sui derby.
Le parole di Pikkio sono importanti perché rimettono al centro il punto di partenza di questa passione da matti, al di là delle considerazioni tecniche, gestionali, strategiche. Quella L che ci ha emozionati fin da piccoli, senza calcoli o razionalità da ragionieri. Il punto, oggi, è capire perché tanti fratelli e sorelle di curva o di tribuna, su cui hai visto sempre brillare quella L, anche in momenti bui, si tengono quella lettera sul cuore per sé, feriti frustrati e distanti. E' così diffuso e pervasivo questo sentimento che sarebbe riduttivo ridurlo semplicemente a una "sbagliata" volontà soggettiva. Resto convinto che ogni attore di questa vicenda debba fare qualcosa per ridare forza a quella lettera.
Sono fiducioso, però, che con la primavera stia tornando anche un po' di buon senso.
buon tutto, fratelli Laziali.
L
Citazione di: Sliver il 23 Dic 2015, 12:07
Entro in questo topic di Pikkio in punta di piedi, per quanto è scritto (bene) con il cuore e con lucidità.
Però c'è qualcosa che non mi torna, una sorta di lato oscuro della forza (indubbia, della lazialità), che rischia di confinare con l'accettazione dello status quo, in nome di un destino ritenuto immutabile, che coinciderebbe con la storia sofferta della Lazio, e che rischia di far coincidere il ruolo di tifoso con quello dello spettatore di un calcio che non c'è più.
Non dico che questo sia il pensiero di Pikkio, ma sento questa risonanza quando si discute della presunta "mutazione antropologica" del tifoso laziale o del tifoso in generale nell'epoca del calcio 2.0.
Mi spiego con un esempio: il mito di Superga e del "grande Torino" ha costituito, per i tifosi granata, un atto fondativo del proprio essere appassionati, un marchio di fede, di attaccamento, che li ha sempre spinti ad andare oltre i risultati tecnici della squadra, diciamo "altalenanti", negli ultimi 40 anni.
A distanza di 40 anni dall'ultimo scudetto, rileggendo la storia in controluce, emerge anche un'altra verità: la storia moderna del Toro, dei suoi presidenti e proprietà, si è nascosta dietro quell'icona, inanellando una serie di disastri economici e sportivi, ben rappresentati dall'acclamata subalternità con i cugini juventini. Il derby di Torino, negli ultimi 30 anni (almeno), è diventato il derby meno avvincente della penisola, una differenza tecnica che non si può spiegare solo con la differenza economica, ma soltanto con una subalternità "strutturale" di proporzioni imbarazzanti. Nessuna altra tifoseria avrebbe "accettato" senza far casino una inferiorità così acclarata: hanno vinto un derby dopo 20 anni - non segnavano da non so quanto - ma subito dopo hanno riperso in campionato all'ultimo secondo e vengono distrutti in coppa italia. Non esiste, in Italia, un corrispettivo simile. Anche nei drammatici anni 80, con la Roma a due passi dalla Coppa dei campioni, quella Lazio in bilico sulla B se l'è sempre giocata (9 sfide totali, 1 di coppa italia: 3 vittorie Roma, 1 Lazio, 5 pareggi).
Ecco, secondo me, il caso del Toro è quello di una tradizione gloriosa che, spogliata da una rivendicazione di esigibilità sul presente, diventa ideologia e poi alibi per la società e il presidente di turno che, una volta arrivato, si infila la sciarpa al collo, omaggia Superga e poi lascia la squadra in balia delle barzellette sui derby.
Le parole di Pikkio sono importanti perché rimettono al centro il punto di partenza di questa passione da matti, al di là delle considerazioni tecniche, gestionali, strategiche. Quella L che ci ha emozionati fin da piccoli, senza calcoli o razionalità da ragionieri. Il punto, oggi, è capire perché tanti fratelli e sorelle di curva o di tribuna, su cui hai visto sempre brillare quella L, anche in momenti bui, si tengono quella lettera sul cuore per sé, feriti frustrati e distanti. E' così diffuso e pervasivo questo sentimento che sarebbe riduttivo ridurlo semplicemente a una "sbagliata" volontà soggettiva. Resto convinto che ogni attore di questa vicenda debba fare qualcosa per ridare forza a quella lettera.
Sono fiducioso, però, che con la primavera stia tornando anche un po' di buon senso.
post di cui non condivido nulla, ma ne rispetto l'equilibrio e lo sforzo di pensiero.
per me è proprio il contrario. comunque, per innumerevoli fattori storici, il Torino sarebbe stato subalterno alla Juve. non tanto per l'atteggiamento, ma per la forza della juve, che elargisce allegramente 4-0 ai suoi concittadini come alla seconda in classifica, mentre il roma a noi non ci ha mai annientato perché semplicemente non è la juve. punto. nonostante loro vogliano dirsi il contrario, e evidentemente il loro storytelling funziona, se colpisce anche te a cui non passa neanche per la testa il paradosso di quello che dici.
però, nonostante l'enorme discrepanza, la loro identità li tiene forti, uniti, nell'unica cosa che conta davvero: l'amore per la squadra.
noi invece no. noi non lo accettiamo sto status quo, nonostante non sia nemmeno paragonabile al loro, ma manco a quello del roma che comunque da quando c'è lotito a numero di trofei ci bacia il culo. eeeeeh, ma "che je voi dì" (cit.)
noi no, noi non lo accettiamo sto status quo. e per non accettarlo stiamo rinunciando all'unica cosa che conta davvero, a rischio di perderla per sempre. però, mentre sui risultati e sull'immutabile destino, che immutabile non è, io personalmente posso incidere poco, su questo no, su questo io, tu, e tutti noi contiamo davvero. e su questo non mi arrenderò.
basta cazzate, basta sipperò, basta lotito. mettemose sta L sul cuore e forza Lazio.
il 6 si torna allo stadio, e c'è bisogno di noi.
Scusate la venalità, ma se fosse vera l'offerta per Felipetto, una elle come la seguente la metterei volentieri, magari non proprio sul cuore, ma vicino (zona portafoglio...).
:=)) :=)) :=))
(https://image.freepik.com/icone-gratis/simbolo-della-sterlina-variante_318-50155.jpg)
sono gasato per domani, come non mi succedeva da un po', neanche al derby stavo così.. voglio passare il turno, a tutti i costi, sarà una partita da laziali come al solito.. e come sempre entrerò allo stadio con i brividi, si perché anche lo stadio fosse vuoto a me i brividi salirebbero lo stesso, mi basta sapere che da li a poco sarà un bagno d'amore, ovvio che c'è differenza tra stadio vuoto e stadio pieno, ma la pelle d'oca mi verrà sicuramente.. forza lazio mia, forza fratelli.. ancora una volta con la L sul cuore..
L
A
Z
I
O