Fiorini, punizione pareggio con la Triestina. una legnata vecchio stile che addrizza la malinconia di un ragazzino in curva nord sotto la pioggia. 07/12/1986 al 90°
Gascoigne. di tutti i derby scelgo questo di testa perchè credo nelle resurrezioni e nei secondi tempi e perchè c'ero e quelle maglie brillanti in un giorno grigio me le ricordo ancora.
Signori. Alll'inter in casa stagione 1992/93. Perchè parte da centrocampo come messi, cantona, maradona e fa quello che vuole. Stoppa la palla, prende respiro, carica la trottola e parte. Ho un debole per la concentrazione, per le bussole, le mappe. sapere dove sei e che fai. sentire che tutto converge su di te.
D'Amico. Sto facendo un lungo e paziente lavoro di recupero della memoria da aquilotto. Ho dei flash di quando avevo cinque anni. Ci sono molti buchi anche più in là con gli anni. Pazienza. Ma la Lazio sta sempre là. La vita può portarci altrove, possiamo essere distratti.
Ricordo un pareggio zero a zero tristissimo con il bari. ricordo un Lazio catania importante. Ricordo questo gol col Pescara. Su errore della difesa che non ci crede D'Amico prende palla e scardina tutto.
Nedved. Giorni fa ho ritrovato l'abbonamento da scudetto di mio padre e quello fatto insieme nel 1999. La vita passa di qui, due tessere che insieme non fanno la dimensione di una copertina di un libro. Ero appena nato nel 74, eravamo insieme nel 2000.
Il gol di Nedved al Bologna fu l'apoteosi. Non parlatemi di centenario con quelle lugubri gigantografie. Quello è stato il giorno di Pavel Nedved. Un gol di volontà, un gesto di potenza. Eravamo sul pareggio contro una squadraccia allenata guarda caso da Guidolin. Veron e Salas sostituiti, Sinisa sbaglia un rigore. Ansia, paura. Fortuna che c'era Nedved che la voleva vincere, arrivò da dietro come Cristiano Ronaldo contro la Roma.