La Lazio è ANTIFASCISTA!

Aperto da Goceano, 20 Lug 2021, 11:47

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Citazione di: tommasino il 03 Lug 2022, 07:35
Purtroppo è così davvero.
Chi mi conosce come persona, quando mi capita di dirgli che sono tifoso della Lazio reagisce con: della Lazio? Non e possibile, dai. Te della Lazio.
Chi non mi conosce sono quasi sicuro che mi cataloga come fascista.

Dalle mie parti i Laziali non sono tantissimi; tempo fa ad un matrimonio di un cugino conobbi un laziale che mi disse: allora sei camerata come me! No, non sono camerata come te, testina di catzo!

Quanta tristezza. Ringraziamo quegli idioti che fanno ancora certe cose allo stadio ma anche quei dannati figli di...dei giornalisti che hanno spinto più che potevano, fino ad arrivare a questo punto. Direi che hanno raggiunto il loro obiettivo alla luce delle nostre testimonianze

FatDanny

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Per comprendere cosa intendo sul "da farsi" più utile leggere l'articolo di patania di stamattina su acerbi. Praticamente un manuale di ciò che serve, per filo e per segno trasposto da acerbi al tema coridemmerda.

Quando io dico che il tema dell'antirazzismo e dell'antifascismo è a cura del tessuto sociale come unica arma efficace non significa che servono bande antifa di contrapposizione. Queste sarebbero inutili e dannose.

Ma che dire "è compito della polizia e della magistratura" è altrettanto inutile e dannoso.
La repressione crea martiri, che vengono sostituiti da altri martiri.
Senza contare che augurarsi daspo e galera per un'espressione, per quanto becera, è un tantinello eccessivo.

Molto più efficace un ragazzino che ti dice che hai rotto il cazzo.
Molto più efficace che si contrappongono le famiglie e tu li fai pippa perché non regge manco a loro uno scontro con questo segmento.
Non UNA famiglia, non c'è soluzione individuale ma solo collettiva.
Non significa manco che tocca organizzarla perché a volte basta la spontaneità vista ieri.

Ci fosse un qualcosa di analogo sui corsi antisemiti o razzisti il problema sarebbe risolto al 99%

L'unica soluzione siamo noi, non la polizia o i daspo.
La vergogna è la più efficace delle armi subite.

"Non me sta bene che no" (cit)

kelly slater

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Parole sante, Fat.
Credo che nessuno si offenda se lo pubblico per intero:



Ad Auronzo la netta presa  di posizione della gente

La rivolta  per Acerbi «Uno di noi»  (Corriere dello Sport)

Decisa protesta di famiglie laziali  e bambini contro gli insulti degli  Ultras. E lui fa il pieno di affetto
Il suo destino però  non cambia: il club spera di poterlo  cedere presto   
A fine allenamento chiamato a gran  voce: mezzora  di selfie e autografi


di Fabrizio Patania
INVIATO AD AURONZO
   
Hanno vinto l'innocenza dei bambini, l'educazione, il vero senso dello sport e della vita. L'aria pulita delle Dolomiti, distanti dagli stadi italiani, ha prodotto un piccolo miracolo. Chissà. Un giorno, ci piace immaginare, l'episodio di Auronzo forse verrà ricordato per il risveglio delle coscienze civili. Quel moto di ribellione di fronte a cui ogni forma di prevaricazione viene disinnescata in un attimo, senza generare violenza. Le famiglie laziali, piene di padri e di figli, di donne e di pensionati, saliti in montagna per seguire la Lazio e godersi le vacanze, hanno risposto e reagito, non sono rimasti in silenzio, girandosi dall'altra parte. Fischi agli ultras, applausi per Acerbi. E' successo in mattinata, sancendo una sconfitta senza precedenti per la delegazione della Curva Nord, impegnata nel solito campionario di offese al difensore della Lazio e della Nazionale. Un megafono non è bastato per cancellare il senso di una reazione che di sicuro avrà invitato alla riflessione quegli stessi dieci o quindici ultras: sui gradoni dello Zandegiacomo avrebbero potuto sedersi i loro stessi figli, laziali figli di laziali. Messaggio recapitato. Nel pomeriggio la contestazione aveva assunto toni più contenuti. Niente insulti, solo l'invito a lasciare la Lazio.
   
SDEGNO. Meglio quando gli ultras disegnano coreografie memorabili all'Olimpico o propongono iniziative di solidarietà, non rare. Sono stati ancora i bambini, indossando le maglie della Lazio, a guidare la rivolta pacifica. «Uno di noi, Acerbi uno di noi» cantavano. Applausi di approvazione. Hanno preso coraggio gli adulti. Sono partiti fischi all'indirizzo degli ultras. «Bastaaa!» urlava la gente laziale, stanca di una contestazione che dura dallo scorso dicembre e di fronte a cui non sono bastate le scuse (reiterate) del giocatore perché durante la partita con il Genoa, gonfio di adrenalina, si girò verso la Curva provando a zittirla con l'indice alla bocca. Affronto mai sanato e ricucito. Un gesto sbagliato e capace, a distanza di otto mesi, di farlo diventare un separato in casa, complici ragioni tattiche (Sarri non stravede) e di mercato (lo sostituirà Romagnoli, di sette anni più giovane).

PIENO DI AFFETTO. Acerbi ieri correva e si allenava sul campo laterale, non è stato inserito nel gruppo e nelle esercitazioni tattiche di Sarri, al contrario di Marcos Antonio, Casale, Marusic e Hysaj, arrivati con lo stesso pullmino sotto le Tre Cime. L'ex Sassuolo fuori squadra in attesa del trasferimento. Vuole andare via per ragioni ambientali e perché si è sentito solo, indifeso, per mesi. Non ha cambiato idea. La società e i suoi agenti troveranno una soluzione entro il 31 agosto o subito se arriverà la proposta di un grande club. Francesco spera si possa aprire una spiraglio con la Juve se verrà ceduto De Ligt e non arriverà Koulibaly. Forse ci sarà il Milan. Legittimo aspettare. Preferireste giocare in Champions a settembre o finire la carriera al Monza, per quanto Berlusconi e Galliani siano ambiziosi? Magari in una fase successiva la Lazio si renderà conto di chi sta mettendo alla porta. Difensore affidabile, uomo di grande orgoglio e personalità. Nella vita ha passato e superato battaglie peggiori, non augurabili al peggior nemico.
Con i suoi tifosi-bambini, il Leone si è preso la rivincita. Nessun applauso o pollice ironico. Ha risposto nel modo migliore, tenendo la testa alta. A fine allenamento, chiamato a gran voce, si è avvicinato alla rete di recinzione. Non è scappato nello spogliatoio. Trenta minuti buoni, forse quaranta, prima di raggiungere la doccia. Selfie, autografi, fotografie. Ha firmato maglie e sciarpe senza sottrarsi ad alcuna richiesta. Gli ultras si sono avvicinati, hanno canticchiato il solito coro («te ne devi andare, pezzo di emme») e Francesco, imperturbabile, ha continuato. Si è fermato a parlare con un ragazzo disabile, in carrozzina. Non se ne sarebbe mai voluto andare. Si è goduto ogni istante, riconciliato dall'amore dei bambini, dalla comprensione e dal sostegno delle famiglie laziali. Quel momento vale più di un gol e resterà in eterno nel suo cuore. Un modo bellissimo e pulito per congedarsi.

pan

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ma quel "Bastaaa!" urlato non era solo per la questione Acerbi. la gente non ne può più di loro, di questo arrogarsi diritti sulla Lazio e su come si deve tifare.
gente che su Twitter si saluta con le emoticon con i cuori neri/manina a paletta. si contano. forse perché sono sempre di meno? chi lo sa...

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RG-Lazio

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Fat non sono d´accordo sul fatto che non sia una questione istituzionale. Se la Repubblica é antifascista, fondata da antifascisti, allora deve prendersi in carico anche l´onore di quantomeno difendere i cittadini dalla violenza squadrista-fascista-razzista.

Certo sarebbe bellissimo se l´episodio di Auronzo fosse l´inizio o é forse la continuazione di una forma di resistenza che indubbiamente c´é. 

Detto questo le istituzioni (non solo e necessariamente la magistratura) devono partecipare. Anche perché in merito a certi fenomeni quali fascismo, mafia, "se non sei contro sei per".

Tra le istituzioni io ci metto anche la dirigenza Lazio.

Per dire, quei bambini, quelle famiglie andrebbero premiate con una partita in zona Vip, con uno dei bimbi che da il calcio d´inizio. Insomma far capire che si é per loro e non per quelli.

FatDanny

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Quello che proponi ci sta, io dico che non sia la cosa risolutiva, non che debba essere del tutto assente.
Le istituzioni dovrebbero certificare un mutato contesto, non determinarlo. Perché purtroppo non ci riescono e quando ci riescono (vedi Inghilterra) capace che oltre agli ultras espellono anche te dallo stadio

GiPoda

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Tutto molto bello ma io, allo stadio, ho assistito a gesti di dissenso simili a questi di Auronzo ma non è finita così bene come nel racconto di Patania.
Lo stadio resta un luogo pessimo dove i diritti delle persone vengono calpestati nell' inerzia di chi dovrebbe tutelarli.

MisterFaro

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Infatti, una società "civile" che si indigna perché tra i tifosi Laziali ci sono i fascisti che però non fa niente per limitare certe esternazioni e certi comportamenti, accollando tutto all'altra quota di tifosi Laziali. Non può andar bene sta cosa.



Detto questo ma magari:

Citazione di: kelly slater il 11 Lug 2022, 13:48
Parole sante, Fat.
Credo che nessuno si offenda se lo pubblico per intero:



Ad Auronzo la netta presa  di posizione della gente

La rivolta  per Acerbi «Uno di noi»  (Corriere dello Sport)

Decisa protesta di famiglie laziali  e bambini contro gli insulti degli  Ultras. E lui fa il pieno di affetto
Il suo destino però  non cambia: il club spera di poterlo  cedere presto   
A fine allenamento chiamato a gran  voce: mezzora  di selfie e autografi


di Fabrizio Patania
INVIATO AD AURONZO
   
Hanno vinto l'innocenza dei bambini, l'educazione, il vero senso dello sport e della vita. L'aria pulita delle Dolomiti, distanti dagli stadi italiani, ha prodotto un piccolo miracolo. Chissà. Un giorno, ci piace immaginare, l'episodio di Auronzo forse verrà ricordato per il risveglio delle coscienze civili. Quel moto di ribellione di fronte a cui ogni forma di prevaricazione viene disinnescata in un attimo, senza generare violenza. Le famiglie laziali, piene di padri e di figli, di donne e di pensionati, saliti in montagna per seguire la Lazio e godersi le vacanze, hanno risposto e reagito, non sono rimasti in silenzio, girandosi dall'altra parte. Fischi agli ultras, applausi per Acerbi. E' successo in mattinata, sancendo una sconfitta senza precedenti per la delegazione della Curva Nord, impegnata nel solito campionario di offese al difensore della Lazio e della Nazionale. Un megafono non è bastato per cancellare il senso di una reazione che di sicuro avrà invitato alla riflessione quegli stessi dieci o quindici ultras: sui gradoni dello Zandegiacomo avrebbero potuto sedersi i loro stessi figli, laziali figli di laziali. Messaggio recapitato. Nel pomeriggio la contestazione aveva assunto toni più contenuti. Niente insulti, solo l'invito a lasciare la Lazio.
   
SDEGNO. Meglio quando gli ultras disegnano coreografie memorabili all'Olimpico o propongono iniziative di solidarietà, non rare. Sono stati ancora i bambini, indossando le maglie della Lazio, a guidare la rivolta pacifica. «Uno di noi, Acerbi uno di noi» cantavano. Applausi di approvazione. Hanno preso coraggio gli adulti. Sono partiti fischi all'indirizzo degli ultras. «Bastaaa!» urlava la gente laziale, stanca di una contestazione che dura dallo scorso dicembre e di fronte a cui non sono bastate le scuse (reiterate) del giocatore perché durante la partita con il Genoa, gonfio di adrenalina, si girò verso la Curva provando a zittirla con l'indice alla bocca. Affronto mai sanato e ricucito. Un gesto sbagliato e capace, a distanza di otto mesi, di farlo diventare un separato in casa, complici ragioni tattiche (Sarri non stravede) e di mercato (lo sostituirà Romagnoli, di sette anni più giovane).

PIENO DI AFFETTO. Acerbi ieri correva e si allenava sul campo laterale, non è stato inserito nel gruppo e nelle esercitazioni tattiche di Sarri, al contrario di Marcos Antonio, Casale, Marusic e Hysaj, arrivati con lo stesso pullmino sotto le Tre Cime. L'ex Sassuolo fuori squadra in attesa del trasferimento. Vuole andare via per ragioni ambientali e perché si è sentito solo, indifeso, per mesi. Non ha cambiato idea. La società e i suoi agenti troveranno una soluzione entro il 31 agosto o subito se arriverà la proposta di un grande club. Francesco spera si possa aprire una spiraglio con la Juve se verrà ceduto De Ligt e non arriverà Koulibaly. Forse ci sarà il Milan. Legittimo aspettare. Preferireste giocare in Champions a settembre o finire la carriera al Monza, per quanto Berlusconi e Galliani siano ambiziosi? Magari in una fase successiva la Lazio si renderà conto di chi sta mettendo alla porta. Difensore affidabile, uomo di grande orgoglio e personalità. Nella vita ha passato e superato battaglie peggiori, non augurabili al peggior nemico.
Con i suoi tifosi-bambini, il Leone si è preso la rivincita. Nessun applauso o pollice ironico. Ha risposto nel modo migliore, tenendo la testa alta. A fine allenamento, chiamato a gran voce, si è avvicinato alla rete di recinzione. Non è scappato nello spogliatoio. Trenta minuti buoni, forse quaranta, prima di raggiungere la doccia. Selfie, autografi, fotografie. Ha firmato maglie e sciarpe senza sottrarsi ad alcuna richiesta. Gli ultras si sono avvicinati, hanno canticchiato il solito coro («te ne devi andare, pezzo di emme») e Francesco, imperturbabile, ha continuato. Si è fermato a parlare con un ragazzo disabile, in carrozzina. Non se ne sarebbe mai voluto andare. Si è goduto ogni istante, riconciliato dall'amore dei bambini, dalla comprensione e dal sostegno delle famiglie laziali. Quel momento vale più di un gol e resterà in eterno nel suo cuore. Un modo bellissimo e pulito per congedarsi.


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FatDanny

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Citazione di: GiPoda il 11 Lug 2022, 15:59
Tutto molto bello ma io, allo stadio, ho assistito a gesti di dissenso simili a questi di Auronzo ma non è finita così bene come nel racconto di Patania.
Lo stadio resta un luogo pessimo dove i diritti delle persone vengono calpestati nell' inerzia di chi dovrebbe tutelarli.

L'ho specificato, non basta una famiglia.
Se lo fa una famiglia o cinque famiglie allo stadio sfondano l'uomo (per una questione di maschilismo becero).
Se lo fanno 2/3 delle famiglie di un settore fidati che fanno pippa. Me ce gioco un braccio.
È una questione proprio di sentire, che va al di là dei propri convincimenti. Quando sei schiacciato dal sentire comune vuoi solo chiuderti nella cameretta e piangere, vale pure per i nazisti che per quanto non possa sembrare, restano esseri umani e non robot.

GiPoda

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Citazione di: FatDanny il 11 Lug 2022, 16:59
L'ho specificato, non basta una famiglia.
Se lo fa una famiglia o cinque famiglie allo stadio sfondano l'uomo (per una questione di maschilismo becero).
Se lo fanno 2/3 delle famiglie di un settore fidati che fanno pippa. Me ce gioco un braccio.
È una questione proprio di sentire, che va al di là dei propri convincimenti. Quando sei schiacciato dal sentire comune vuoi solo chiuderti nella cameretta e piangere, vale pure per i nazisti che per quanto non possa sembrare, restano esseri umani e non robot.
La scommessa nn si farà mai ed il braccio resterà al suo posto perché è impensabile che due terzi delle famiglie reagiscano come un sol uomo in un tempo dove si perde la vita x una sigaretta negata ad opera di gente pure strafatta.
Allo Stato si chiede il minimo sindacale: ripristinare uno straccio di legalità, quella legalità che nn c era quando, ad esempio, in distinti sud energumeni proibivano, alla luce del sole come fosse la cosa più normale del mondo, a padri di famiglia (svariati con prole) di sbandierare "perché questo (Lotito) 'nse merita un caxxo!".
Ora, nessuno pretende un carabiniere personale tipo body guard, ma veramente negli stadi italiani c è ancora oggi la più completa anarchia pure con steward e telecamere.

zorba

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Dal minuto 17:35 circa, "parole e musica" del professor Christian Ingrao...

:(

Cesio

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È questo sarebbe uno storico? Questo è un co.jo.ne e basta

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Quintino

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Palo

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Citazione di: Cesio il 13 Lug 2022, 18:10
È questo sarebbe uno storico? Questo è un co.jo.ne e basta
Co.jo.ne, 'mbecille ma riporta dei "luoghi comuni" ormai troppo radicati per essere estirpati in quattr'e quattr'otto. Tra l'altro la citazione dei supporter della Lazio o del PSG viene fatta in riferimento all'indole violenta e non alla posizione politica. Altro lougo comune che ci viene attribuito grazie alla CN ed alla stampa italiana.

Cesio

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Citazione di: Palo il 13 Lug 2022, 19:38
Co.jo.ne, 'mbecille ma riporta dei "luoghi comuni" ormai troppo radicati per essere estirpati in quattr'e quattr'otto. Tra l'altro la citazione dei supporter della Lazio o del PSG viene fatta in riferimento all'indole violenta e non alla posizione politica. Altro lougo comune che ci viene attribuito grazie alla CN ed alla stampa italiana.

Se fai lo storico, e hai studiato, dovresti avere l'intelligenza di usare luoghi comuni, comunque io l'ho interpretata anche come connotazione politica

pan

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sì ma se ti lasci andare al luogo comune senza nemmeno un tarlo che ti freni nella tua esternazione, una grande mente non sei. capisco che c'è una generazione anche di giornalisti, intellettuali, gente di cultura che con quel luogo comune si è formata, ma basta. una domanda, un dubbio, ormai, dopo decenni, dovrebbero essere l'abc. e lo ripeterò fino alla nausea, come faccio sempre rispondendo su twitter: fosse "solo" per tutta quella gente, tifosa laziale, che fascista, di estrema destra non è. a loro non ci pensano? non contano? fossimo pure in minoranza, il rispetto non esiste? quindi per me, da qualsiasi punto la giri, hanno poche, pochissime giustificazioni, a maggior ragione perché intellettuali.

Cesio

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Citazione di: Cesio il 13 Lug 2022, 20:25
Se fai lo storico, e hai studiato, dovresti avere l'intelligenza di usare luoghi comuni, comunque io l'ho interpretata anche come connotazione politica

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Di non usare luoghi comuni

biko

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Ieri alla fine è andata bene, ho ancora addosso la gioia del fanciullo. Però un sassolino devo togliermelo. A parte averci messo quasi un'ora per superare i tornelli del distinto sud est, ammassati come...😡
Ma non posso sorvolare sugli ululati scimmieschi che pensavo fossero solo in curva nord, dove ieri mio figlio (15 anni) ha fatto il battesimo, da solo, abbonato. Io ero con le due sorelle nel distinto sud est, partono gli uh uh, mi è partita la brocca, comincio ad urlare "ma non sapete fischiare?" Coglio.ni! E ad applaudire , sottolineando che quel fare fa il male della Lazio. A quel punto 3 UNGULATI DELL'ILLINOIS mi puntano aggredendomi verbalmente e giurandomi che fuori me le avrebbero date.
"Ahò se nun te sta bene allo stadio Nun ce vení" come se fare così fosse NORMALE. Non erano pischelli! Intorno a me , non sono intervenuti ed è comprensibile, salvo consigliarmi di evitare lo scontro "perché con questi non ci ragioni" ma è comprensibile ed hanno ragione, avrei dovuto evitare, tanto più che non ero solo.
Per tutelarmi ho fatto loro delle foto di nascosto, so come funziona ed il timore di essere aggredito fuori mi è rimasto, per fortuna tutto ok.
Però voglio dirlo:
Non sono io che se nun me sta bene non devo andare allo stadio, siete voi LURIDI UNGULATI DELL'ILLINOIS, CHE DOVETE ANDARE AFFANCULO , perché, come vi ho urlato in faccia "io sono della Lazio e se fai qualcosa che può far male alla Lazio non sei della Lazio. Merde (questo non gliel'ho detto, ho rischiato già abbastanza senza😉)
Forza Lazio  :since :asrm

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biko

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Citazione di: biko il 15 Ago 2022, 15:16
Ieri alla fine è andata bene, ho ancora addosso la gioia del fanciullo. Però un sassolino devo togliermelo. A parte averci messo quasi un'ora per superare i tornelli del distinto sud est, ammassati come...😡
Ma non posso sorvolare sugli ululati scimmieschi che pensavo fossero solo in curva nord, dove ieri mio figlio (15 anni) ha fatto il battesimo, da solo, abbonato. Io ero con le due sorelle nel distinto sud est, partono gli uh uh, mi è partita la brocca, comincio ad urlare "ma non sapete fischiare?" Coglio.ni! E ad applaudire , sottolineando che quel fare fa il male della Lazio. A quel punto 3 UNGULATI DELL'ILLINOIS mi puntano aggredendomi verbalmente e giurandomi che fuori me le avrebbero date.
"Ahò se nun te sta bene allo stadio Nun ce vení" come se fare così fosse NORMALE. Non erano pischelli! Intorno a me , non sono intervenuti ed è comprensibile, salvo consigliarmi di evitare lo scontro "perché con questi non ci ragioni" ma è comprensibile ed hanno ragione, avrei dovuto evitare, tanto più che non ero solo.
Per tutelarmi ho fatto loro delle foto di nascosto, so come funziona ed il timore di essere aggredito fuori mi è rimasto, per fortuna tutto ok.
Però voglio dirlo:
Non sono io che se nun me sta bene non devo andare allo stadio, siete voi LURIDI UNGULATI DELL'ILLINOIS, CHE DOVETE ANDARE AFFANCULO , perché, come vi ho urlato in faccia "io sono della Lazio e se fai qualcosa che può far male alla Lazio non sei della Lazio. Merde (questo non gliel'ho detto, ho rischiato già abbastanza senza😉)
Forza Lazio  :since :asrm

E spiace che siccome , per fortuna, nessun quotidiano ha riportato gli ululati, post come il mio vengano ignorati, salvo qualche sporadico commento nel topic partita di episodi simili.
Forse i giornalisti che ci puntano ieri erano in vacanza, ma quando ricomincerà la macchina del fango ricordatevi che gli UNGULATI DELL'ILLINOIS non sono solo i pischelli della curva, ieri erano parecchi e molti di mezza età (per fortuna pochi rispetto ai tanti che eravamo) ma troppi per come la vedo io.
Spesso si legge "perché non li zittite?" Bè io ieri c'ho provato, e vi assicuro che me la sono visita brutta.
La prossima volta tornerò nella confort zone dell'indifferenza.
✌️

A.Nesta (c)

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Caro Biko, hai tutta la mia solidarietà.

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