Porto un esempio.
Da quanto sono tornato allo stadio passo un sacco di tempo ad osservare, mi piace studiare la folla.
A pochi posti dal mio in DNE c'è un atletico giovanotto, che avrà 45-50 anni, che va ad ogni partita con la figlia adolescente, forse 16-17enne. Pochi capelli corti, barba corta brizzolata, maglietta di Lulic blu scura di qualche anno fa, fisico asciutto e muscoloso il giusto.
Lui, sempre in piedi, canta tutto. Ogni parola di ogni coro, che sia giallorosso ebreo sinagoga o Buda, sa tutte le parole. È assolutamente invasato, avvelenato, ogni secondo della partita lo vive in trance. Canta con un trasporto e una rabbia undici nel settore.
La figlia sta lì accanto, maglia di Immobile se ricordo bene, e emula il padre ma con meno foga fisica.
Secondo me quest'uomo ha la Lazio in ogni molecola del corpo, mi dà la sensazione di essere il più laziale dello stadio, in senso di esperienza viscerale e incontrollata dell'amore per la squadra.
Le cose sono due: o lui non si rende conto di cosa dicano i cori, oppure non ha problemi a sposare idee becere davanti alla figlia (che le sposa di riflesso). Lo fa perché a) fascio-razzista o perché b) la Lazio esula da tutti questi temi e va sostenuta a prescindere con la voce e con l'ardore?
Per me questa è gran parte della popolazione che fa gli uh uh e se si capisce la riposta alla domanda si capiscono anche le probabilità di risolvere il problema senza daspare tutti.
Se è b), misure che danneggiano la Lazio possono decisamente educarlo. La ama troppo. Se è a) sposerà il comunicato della Nord ed è assolutamente irrecuperabile.