Tutta la S.S. Lazio è orgogliosa di avere in squadra Marcos Antonio», è il messaggio che ha corredato lo scatto effettuato ieri in ritiro, pubblicato dalla società sui profili social. E' la risposta più forte alle offese razziste ricevute dal regista brasiliano venerdì a tarda sera su Twitter. Aveva parlato in conferenza stampa in mattinata, s'era augurato di restare pur essendo sul mercato per motivi tecnici. «Torneremo ad avere una rosa senza giocatori di colore», era stata la frase postata da chi si augurava la sua partenza. Marcos Antonio (che ieri sera ha ringraziato società e compagni) aveva reagito subito: «È incredibile e inaccettabile che al giorno d'oggi dobbiamo ancora leggere questo tipo di situazione. Quindi sappi che non mi scuoterai affatto. La mia testa sarà sempre alta e desiderosa di lottare contro queste assurdità». S'era accodata la Lazio: «Marcos, la tua battaglia contro il razzismo è la nostra. Tutta la S.S. Lazio è con te. Per quel commento frutto di inciviltà c'è solo una parola: vergogna».
I provvedimenti. Dal comunicato si è passati ai fatti. La società si è attivata subito per segnalare alle autorità competenti il profilo del colpevole, presumibilmente legato ad un ultras della Nord. In primis serve certificare la correlazione tra l'account e la persona che appare sul profilo. Lotito e Nicolò D'Angelo, security manager della Lazio, si rifaranno ai provvedimenti che adotteranno gli enti preposti, autonomamente possono attivare il codice etico del club che regola i comportamenti dei tifosi. Non comprende solo fatti avvenuti dentro o nei pressi degli stadi, anche sui social e che possono portare all'espulsione dall'Olimpico. Ecco il passaggio del codice in cui può rientrare questo caso: «Al fine di ulteriormente valorizzare il rispetto dei principi di correttezza e lealtà sportiva, e tenuto conto dell'esigenza di tutelare anche i propri diritti e interessi, la S.S. Lazio si riserva la facoltà di sanzionare gli autori dei seguenti comportamenti, anche se posti in essere al di fuori dell'impianto sportivo o comunque in relazione a eventi diversi dalle gare della S.S. Lazio: manifestazioni espressive di insulto o di offesa, o inneggianti alla violenza o alla discriminazione per qualsiasi motivo, qualora esternate in occasione di eventi o manifestazioni pubbliche e/o sui "social media" (inclusi, a titolo esemplificativo e non esaustivo, blog, network professionali, network aziendali, forum su internet, social gaming, social network, video sharing, virtual world, ecc.)»